La CNA è intervenuta all’audizione svoltasi alla Commissione Attività produttive della Camera su una serie di misure proposte dalla Commissione Europea per una nuova strategia industriale europea.

Gli effetti della pandemia

Le istanze presentate sono frutto di approfondimenti ed elaborazioni fatte prima dell’emergenza sanitaria da COVID-19. La CNA ha sottolineato che non si può non tenere conto degli effetti generati dalla pandemia nel delineare strategie e traiettorie per il futuro.

Le strategie europee dovrebbero, innanzitutto, valutare le misure economiche e fiscali senza precedenti adottate nell’ultimo mese dai governi e dalle istituzioni dell’Ue. Queste misure, molto probabilmente, continueranno ad essere promosse con forza. Non mancheranno ulteriori finanziamenti e sovvenzioni a sostegno degli investimenti pubblici e privati dell’Ue e delle Pmi, fino alla cessazione del periodo transitorio.

Una nuova tabella di marcia

Per la CNA occorrerebbe definire una tabella di marcia in cui includere obiettivi d’azione temporali a breve, medio e lungo termine. Bisogna inoltre individuare gli strumenti includere a sostegno delle piccole e medie imprese nel programma di ripresa dell’Ue. E ‘ necessaria una più ambiziosa “Strategia per una politica globale dell’Ue in materia di Pmi”, declinata su un arco temporale a più lungo termine.

In questo quadro, assume particolare rilevanza il tema della governance di tale percorso, e si rende necessaria un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza delle Pmi.

Le priorità secondo CNA

Rispetto agli obiettivi individuati, per la CNA vanno perseguite le seguenti priorità:

  • Migliorare l’integrazione e il funzionamento del mercato unico, accelerando i processi di armonizzazione regolamentare interna alla Ue. L’Unione deve diventare soggetto promotore di politiche commerciali che salvaguardino le produzioni europee.
  • Sostenere l’industria nel processo di trasformazione green e digitale. Bisogna quindi puntare l’attenzione, quindi, non solo sulla manifattura, ma anche su tutta la filiera dei servizi.
  • Sostenere le Pmi, ridefinendo l’approccio verso un mondo cha ha connotazioni ben precise. L’impulso determinato dal paradigma Think Small First e che ha generato lo Small Business Act, si è ormai esaurito. Occorre individuare e promuovere nuove politiche che sappiano intervenire positivamente sulle oggettive differenze tra micro, piccola e media impresa.

Una nuova stagione per la piccola impresa italiana

CNA ha ribadito, infine, che a caratterizzare il sistema Italia non è tanto l’alto numero di imprese di piccola dimensione, che non si discosta significativamente da quello degli altri Paesi europei, ma l’insufficiente numero di imprese medie e grandi.

Per questo serve avviare una nuova stagione, che abbia a cuore gli interessi del mondo della micro e della piccola impresa. In ambito europeo la piccola impresa genera oltre il 37% del valore aggiunto e quasi il 50% dell’occupazione. Nel nostro Paese queste percentuali salgono, rispettivamente, al 48% e al 65%.

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