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Trasporti eccezionali. AITE: “Situazione disperata”. MIT: “Disponibili a soluzioni concertate”

Trasporti eccezionali. AITE: "Situazione disperata". MIT: "Disponibili a soluzioni concertate"

A distanza di un anno dal disastro di Annone – il ponte crollato a Lecco sulla SS36 – i principali attori dei trasporti eccezionali si sono incontrati a Piacenza in occasione del GIS, per fare il punto della situazione.
Il convegno, organizzato dall'Aite (Associazione italiana trasporti eccezionali), ha visto la partecipazione del viceministro dei trasporti e delle infrastrutture, Riccardo Nencini, e del vicepresidente della Commissione Trasporti, Vincenzo Garofalo, oltre che di rappresentanti di Anas, Autostrade per l'Italia e Regione Emilia-Romagna.
Le notizie però non sono buone: il settore è in forte crisi e paralizzato, nonostante la volontà di tutti di trovare soluzioni concertate e rapide.
«Purtroppo le nostre aziende si trovano in una situazione disperata – ha accusato Sandra Forzoni, segretaria nazionale di Aite – Non ci sono certezze sulle procedure e sui ruoli, necessarie a far ripartire il settore. Gli enti che si occupano di TE sono oltre 150, troppi e con pochissime risorse disponibili.
Le imprese hanno accettato oneri aggiuntivi per poter proseguire a lavorare, ma così facendo si sono trovate in grossa difficoltà. Le Province continuano ad avere competenze fondamentali nel settore, ma mancano delle risorse per poter fare manutenzione o per risolvere i problemi strutturali».
La Forzoni ha poi indicato alcune proposte per uscire dal pozzo: «Per mezzo di un DPR urgente del Governo si potrebbero fornire più risorse all'Anas per la messa in sicurezza dei ponti – ha spiegato – e trovare percorsi alternativi quando si lavora per rafforzare le strutture. Chiediamo poi di aumentare le autorizzazioni per il passaggio in autostrada, dove la situazione è sicuramente meno pericolosa. Infine vorremmo ridurre drasticamente il numero degli enti coinvolti, magari con uno sportello unico regionale oppure mettendo in capo sempre ad Anas la gestione della messa in sicurezza del territorio».
Il viceministro Nencini ha ammesso che purtroppo c'è poca sinergia tra le istituzioni: «Esiste un problema di procedure, la burocrazia rallenta qualsiasi processo di miglioramento – ha sottolineato – e qui Anas e Autostrade dovranno prendere in mano la situazione e trovare percorsi sicuri, da controllare e manutenere con attenzione. Purtroppo ci troviamo di fronte a ponti che risalgono a 40-50 anni fa e anche oltre, non sono mai stati rifatti e renderli sicuri impiega molto tempo.
Ora con il nuovo piano quinquennale, Anas avrà a disposizione 29,5 miliardi di euro, di cui 27,5 già finanziati e spendibili. Sedici miliardi dovrebbero andare alla manutenzione generale delle strade, ma un miliardo e mezzo a quella dei ponti».
Se la viabilità ordinaria, nonostante gli sforzi, sembra dunque un problema di complessa risoluzione - come ha spiegato Dino Vurro di Anas per adeguare un ponte al passaggio di mezzi pesanti ci vogliono almeno 5 anni – la situazione sulle autostrade è migliore: «Per noi non è un problema economico né autorizzativo – ha detto provocatoriamente Paolo Berti, direttore esercizio di Aspi – Piuttosto è sorprendente come dopo l'evento di Annone le richieste di nulla osta per transiti di TE siano aumentate vertiginosamente: dalle 45 del 2016 alle 1.239 dei primi otto mesi del 2017».
È evidente che Berti si riferisca al forte abusivismo e all'escamotage di molti trasportatori che non chiedevano l'autorizzazione prima del crollo leccese.
Ma la maggioranza di chi fa trasporti eccezionali rispetta le regole ed è appunto a essa che il Governo dovrà dare rapide risposte. Anche se non possiamo nascondere che finora il trasporto eccezionale è stata l'unica categoria a "crollare" per la Direttiva Delrio.

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«Chi tocca il camion capisce quant'è moderno»: cosi Albo e Unrae spingono i giovani verso il trasporto

«Chi tocca il camion capisce quant'è moderno»: cosi Albo e Unrae spingono i giovani verso il trasporto

 

Ma secondo voi un giovane di oggi può essere interessato alla professione di conducente di veicoli pesanti? La risposta, a lume di naso, dovrebbe essere negativa.
Per almeno tre fattori:
1) Perché l'immagine di cui è accreditata questa professione presso l'opinione pubblica è quanto mai negativa. In genere le persone hanno una considerazione bassa dei trasportatori, perché li vedono un po' rudi e prepotenti, sempre vestiti con canottiere da cui fuoriescono vistosi tatuaggi;
2) Perché la concorrenza straniera ha reso questo mestiere poco attraente dal punto di vista della soddisfazione economica, soprattutto se rapportato ai sacrifici richiesti;
3) perché in una prospettiva di 15-20 anni la guida autonoma diventerà realtà e quindi la convinzione diffusa è che il mestiere stesso andrà scemando.

Ecco perché, di fronte a queste ragioni appare abbastanza evidente che i giovani si tengano distanti dall'autotrasporto e perché in Italia come in Europa la penuria di conducenti sia diventato un grande problema.
Così, quando è partita l'iniziativa sorretta economicamente dall'Albo dell'Autotrasporto e affiancata da Unrae per far avvicinare i giovani alla professione di conducente, difficilmente qualcuno avrebbe
scommesso sul suo successo.
E invece bisogna ricredersi.
Perché sono arrivate così tante domande (2.511 di cui 2.202 ritenute idonee) che l'Albo stesso – come ha ricordato davanti a 200 studenti in un incontro presso il CNOS-FAP Puglia a Bari, la presidente Maria Teresa Di Matteo – è stato costretto a «un incremento dei fondi dedicati di tre milioni di euro, con l'intento di finalizzare la formazione anche all'acquisizione della patente E».
E la graduatoria dei primi 500 giovani che possono già partire con la formazione è stata già pubblicata la scorsa estate.
Ma è tutto quindi un fatto economico, nel senso che i giovani non scelgono di fare l'autista perché i costi della patente e della CQC sono troppi elevati? Può essere, ma è riduttivo.

La riuscita di questo progetto è dettata dalle modalità con cui viene portato avanti. Innanzi tutto, entra
direttamente nei contesti formativi: come nel caso di Bari, per esempio, viene accolto da scuole salesiane in cui si incontrano direttamente i giovani. E ai giovani si cercano di sfatare i luoghi comuni o le distorte
informazioni elencate all'inizio.
Ma non affidandosi alle parole, quanto facendogli toccare con mano e tramite le spiegazioni dei rappresentanti dell'Unrae, cosa significhi guidare un camion, quali strumentazioni ultra moderne ci siano all'interno della sua cabina, che tipo di preparazione informatica deve possedere chi sarà chiamato un
domani a condurli.
Così i giovani guardano a quell'oggetto imponente non più come a una ferraglia maleodorante, ma come a un concentrato di tecnologia.
Mezzi tecnologici che – come ha sottolineato il presidente della sezione Veicoli Industriali di Unrae, Franco Fenoglio – devono essere affidati a conducenti preparati e responsabili. Ma Fenoglio è andato oltre.
Perché, dove aver spiegato il perche il camion avrà un futuro garantito anche in un futuro intermodale, in quanto riesce a «coniugare il massimo della tecnologia in termini di connettività e sicurezza della circolazione con l'elasticità di impiego e versatilità nella circolazione e distribuzione delle
merci», ha ribadito che «la tecnologia di bordo è uno strumento che va
gestito da personale sempre più qualificato, competente e
responsabile».
E quindi i giovani che hanno queste caratteristiche hanno ottime possibilità di costruirsi una professione. In questo modo, peraltro, il Progetto Giovani Conducenti dell'Albo finisce per fornire «un impulso
positivo – ha suggerito Fenoglio – alla soluzione del problema della disoccupazione giovanile».
Attenzione, non si tratta di chiacchiere: le richieste di poter porre un'opzione su questi giovani nel momento in cui termineranno la formazione sono tantissime. E d'altra parte, come ha ricordato Vincenzo
Motta, imprenditore del trasporto e vicepresidente di Anita, questo progetto
consente «alle aziende di autotrasporto di potersi avvalere di personale qualificato e favorisce il ricambio generazionale». Mentre Andrea Manfron, segretario senerale di FAI-Conftrasporto, ha confermato che «i
conducenti sono per le aziende un valore aggiunto fondamentale».
Ma se tutto ha funzionato a meraviglia perché non andare avanti e magari rilanciare? Fenoglio, sempre pronto in tal senso, ha messo già le mani avanti: «Sarebbe oltremodo interessante e utile se l'iniziativa potesse produrre, in una prossima fase, anche progetti di formazione ulteriore per addetti ai
trasporti di materie pericolose e di merci in regime di temperatura controllata, altri due settori fortemente sensibili dove la carenza di strutture di controllo e di addetti con adeguata professionalità comincia a farsi sentire, così come avviene anche nel settore dell'assistenza tecnica, impegnato in una evoluzione di portata epocale».
Appuntatevi queste proposte perché - c'è da scommetterci - ne sentiremo ancora parlare.

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Forum sul trasporto a Cernobbio: Il traffico merci cresce, ma non per le imprese italiane

Forum sul trasporto a Cernobbio: Il traffico merci cresce, ma non per le imprese italiane

 

Il traffico merci in Italia cresce – passando dai 437 mld t-km del 2015 ai 448 previsti nel 2018 – ma ne stanno approfittando sempre più le aziende di trasporto estere.
Siamo passati da una percentuale dell'8% di operatori italiani sui traffici internazionali a una del 2% e abbiamo assistito nel trasporto su gomma a una perdita dei traffici del 69,2%, mentre i trasportatori dell'Est Europa hanno aumentato la loro quota del 198,5%.
Tra i motivi più significativi che stanno dietro a questi numeri emergono deficit infrastrutturali, eccesso di burocrazia e di pressione fiscale, fattori che penalizzano e rendono meno competitive le nostre imprese.
Dal Rapporto dell'Ufficio Studi di Confcommercio realizzato in collaborazione con Isfort su "Analisi e previsioni per il trasporto merci in Italia" emerge un sistema dei trasporti nel nostro Paese complessivamente sano, aperto, in cui agiscono operatori nazionali ed esteri, favoriti dai sistemi legislativo-burocratici più snelli e dai costi fiscali e del lavoro inferiori, in vigore nei loro Paesi.
Come conseguenza si assiste a una colonizzazione dei luoghi in cui transitano le merci e alla tendenza di molte imprese italiane a delocalizzare laddove il costo del lavoro è più basso e la burocrazia più rapida ed efficiente.
Con quali ricadute? Secondo il Rapporto, che ha lavorato su un panorama di oltre 87mila aziende di autotrasporto e 195 di navigazione (traghetti e mezzi veloci), le imprese italiane impiegano, rispetto alla media estera, il 52% in più di giornate per gli adempimenti burocratici.
Nella rilevazione sono riportati i dati dei costi diretti effettivi sostenuti dalle imprese e quelli indiretti legati alle inefficienze amministrative: nella differenza tra tempo congruo – con un'amministrazione efficiente – e tempo effettivo – sperimentato sul campo dalle imprese – i ritardi cumulati per le società di navigazione generano un danno di 140 milioni di euro all'anno, mentre per quelle si autotrasporto il danno in termini di mancato fatturato è di 790 milioni di euro e supera i 260 milioni in mancato guadagno.
Il sottodimensionamento delle Motorizzazioni e l'allungamento dei tempi necessari alla verifica dei veicoli introdotta in via amministrativa ha generato poi anche un aggravio di costi di circa 50 euro a pratica (con procedure spesso affidate a terzi), che aggiungerebbe ulteriori 25 milioni di euro ai costi registrati oggi per il complesso del comparto.
Le imprese italiane di navigazione e di autotrasporto perdono complessivamente oltre un miliardo di euro all'anno in termini di guadagni e di fatturato.
Le priorità: «un contrasto più forte alla concorrenza sleale e al dumping sociale nell'autotrasporto; l'applicazione del principio "chi meno inquina meno paga" per un trasporto più sostenibile; l'incentivazione dell'intermodalità; la piena attuazione della strategia d'intervento "Connettere l'Italia" prevista per il settore e del Piano nazionale strategico della portualità e della logistica.
Priorità da affrontare con solerzia per non perdere le opportunità che si prospettano con la nuova Via della Seta che coinvolgerà 3 continenti, 65 Paesi con due diverse direttrici e 5 rotte con lo scopo di migliorare i collegamenti tra Asia, Africa ed Europa.
Se ancora non è possibile individuare chiaramente il punto di arrivo della tratta marittima, appare però evidente che l'approdo più naturale sia l'Italia, posizionata sopra il Canale di Suez, varco di accesso delle navi cariche di prodotti cinesi al Mar Mediterraneo.
La prima fermata sarà certamente il porto greco del Pireo ma è italiana la naturale piattaforma logistica di collegamento delle rotte marittime di Asia, canale di Suez e Mediterraneo con l'Europa continentale e il suo nucleo produttivo.
La preoccupazione è che la Via della Seta rischi di trasformarsi in un'occasione mancata se nei porti continuiamo a mantenere una condizione nella quale per realizzare opere, come gli scavi necessari per accogliere le grandi navi, lasciamo passare 19-20 anni è evidente che le opportunità, come ad esempio quelle che con l'apertura del canale di Suez si sono aperte significativamente, saranno intercettate da altri porti che competono con l'Italia. Uno tra questi, il Pireo.

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Le imprese Ncc – bus (pullman) di Cna eleggono propri rappresentanti

Due importanti nomine nella rappresentanza delle imprese di trasporto persone Ncc – bus della Cna di Ferrara: Marco Cornacchini, della Autonoleggi Cornacchini srl di Pilastri di Bondeno, è stato nominato, in questi giorni, nuovo presidente della Rete “Ferrara al Volo”, che gestisce dal 2011 il servizio pullman di collegamento tra Ferrara e l’aeroporto Marconi di Bologna; inoltre, l’Assemblea degli imprenditori Ncc – bus Cna ha eletto il proprio portavoce di mestiere presso Cna Emilia Romagna nella persona di Leonardo Cornacchini, dell’azienda Corbus, sempre con sede a Pilastri di Bondeno.

Marco Cornacchini, che assume la responsabilità di presidente di “Ferrara al Volo”, dopo la scomparsa, alcuni mesi fa, di Pier Gianni Cornacchini, è tra gli stessi fondatori della Rete d’imprese che ha dato vita, sei anni orsono, al servizio di navetta tra la città e l’aeroporto di Bologna, della quale fanno parte, appunto: Autonoleggi Cornacchini srl di Marco Cornacchini; Corbus di Leonardo Cornacchini; Autoservizi Sarasini Sas di Diego Sarasini e C.; Autoservizi Vezzali Snc Di Vezzali Renata e C.; Luppi Italo e Andrea Autotrasporti.  

Leonardo Cornacchini, giovane imprenditore divenuto titolare dell’azienda creata dal padre Pier Gianni, rappresenterà la voce delle imprese del settore Ncc – bus della nostra provincia in sede regionale, in una fase di grande delicatezza, in vista della preannunciata istituzione dell'Agenzia unica dell'Emilia-Romagna per il trasporto pubblico, organismo regionale che diverrà proprietario dei beni di settore da affidare ai vari gestori aziendali. 

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Scania, condannata a pagare 880 milioni dalla Commissione UE, annuncia ricorso - TRATTO DA UOMINI E TRASPORTI

Scania, condannata a pagare 880 milioni dalla Commissione UE, annuncia ricorso

 

Secondo l'Antitrust europeo anche Scania faceva parte del cartello che dal 1997 al 2011 era stato costituito da sei grandi costruttori di camion per concordare i prezzi dei veicoli e l'introduzione delle tecnologie con cui ridurre le emissioni. E per questo ha ricevuto una multa esorbitante dalla
Commissione europea di più di 880 milioni di euro. Come si ricorderà, infatti, nell'indagine sul cartello, iniziata ormai qualche anno, anche Daimler, DAF, Iveco e Volvo Trucks erano state pesantemente punite con una sanzione complessiva di 3,8 miliardi di euro. Era stata risparmiata MAN,
perché era stata la prima a collaborare nell'inchiesta. Anche gli altri costruttori coinvolti, però, avevano ammesso le proprie responsabilità e il patteggiamento aveva comportato una riduzione della sanzione nell'ordine del 10%. Scania, invece, società del gruppo Volkswagen come
peraltro MAN, aveva negato ogni addebito e quindi aveva costretto l'Antitrust a nuove indagini. Ora, conclusa anche questa fase, arriva da Bruxelles la decisione che condanna la casa svedese, attribuendole una partecipazione attiva nel cartello e definisce una sanzione monetaria che di fatto non
viene alleggerita di quello sconto di cui avevano beneficiato gli altri costruttori.
La commissaria alla concorrenza, Margrethe Vestager, è stata molto drastica sul punto: «I camion coinvolti rappresentano circa i tre quarti del trasporto di beni in Europa e giocano un ruolo vitale nell'economia europea.
Invece di fare cartello sui prezzi, queste aziende produttrici di autocarri avrebbero dovuto competere l'una contro l'altra, anche sul piano del rispetto ambientale».
Secondo le conclusioni, poi, si è appurato che, a partire dal 2004 la gestione del cartello venisse affidata alla filiali tedesche delle diverse case, che comunicavano (con un po' di leggerezza, verrebbe da aggiungere) attraverso posta elettronica acquisita dagli inquirenti.
Appresa la notizia, però, dal quartier generale di Scania in Svezia, a Södertälje, è stato diffuso un secco comunicato in cui si ribadisce l'estraneità della casa nella vicenda e si annuncia l'intenzione di presentare ricorso alla magistratura comunitaria. Oltre a contestare fermamente «tutte le conclusioni e le affermazioni della Commissione Europea», in Scania sottolineano anche di aver «collaborato con la Commissione europea fornendole informazioni e le spiegazioni richieste per tutto il periodo dell'inchiesta».
Insomma, per mettere definitivamente la parola «fine» a questa lunga indagine bisognerà attendere anche del tempo.

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1° ottobre: novità sulla disciplina del distacco in Belgio

Dal 1° ottobre prossimo per distaccare un lavoratore in Belgio (quindi anche un autista) serve osservare alcune nuove prescrizioni. Innanzi tutto, all'interno della piattaforma (consultabile in quattro lingue: olandese, francese, inglese e tedesco) in cui vanno comunicati i dati del lavoratore (www.limosa.be), vanno inserite anche altre indicazioni. Tra queste:
- l'indicazione di un referente, che però non deve essere necessariamente belga, deputato a intrattenere le relazioni con le istituzioni dello Stato in caso di richiesta di informazioni;
- la natura del lavoro che si andrà a svolgere e, nel caso in cui il distacco avvenga tramite agenzia per lavoro temporaneo, anche l'indicazione del numero di registrazione dell'ufficio dell'impiego.
Ricordiamo inoltre che al lavoratore distaccato vanno riconosciuto gli stessi diritti salariali di un collega belga e che la normativa del distacco si applica sicuramente alle ipotesi di cabotaggio, così come è certo che non si applica ai trasporti internazionali.
Rimane qualche incertezza, invece, sulla sua applicazione ai trasporti bilaterali.

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Cartello Camion - Sanzione Scania

In data odierna La Commissione europea ha sanzionato Scania con una multa di 880 milioni di euro per aver partecipato insieme a Man, Daf, Daimler, Iveco e Volvo/Renault al cartello dei camion.


Il comunicato della commissione europea è disponibile al seguente link http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-3502_en.htm.
La decisione nei confronti di Scania è stata presa dopo oltre dodici mesi rispetto a quella nei confronti degli altri cinque costruttori, in quanto Scania si era rifiutata di riconoscere le proprie responsabilità. Per tale motivo, la Commissione europea ha dovuto continuare le sue indagini nei confronti di Scania, che si sono concluse oggi con la sanzione di 880 milioni di euro.
La decisione odierna conferma che anche Scania è responsabile per i danni causati dal cartello dei camion e i suoi clienti hanno diritto al risarcimento del danno.


La notizia è stata riportata da varie testate giornalistiche. Cliccando sul seguente link si potrà visionare l'articolo pubblicato dal Sole 24 Ore http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-09-27/ue-maximulta-produttore-scania-il-cartello-prezzi-camion-121250.shtml?uuid=AEm9BVaC.


Questo ulteriore tassello si aggiunge a quanto già fatto fino ad ora dalla Commissione nell'accertare il comportamento fraudolento attuato dalle maggiori case costruttrici di camion in Europa per la spartizione del mercato.
Il nostro lavoro per ottenere il risarcimento danni per quanti hanno acquistato dei camion nel periodo interessato dal cartello potrà continuare, quindi, con una consapevolezza in più.

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Al via gli incentivi per veicoli e trailer: 10.000 euro per gli Euro VI, 20.000 per gli LNG

Dal 18 settembre, è possibile presentare domanda per ottenere gli incentivi all'acquisto (anche tramite locazione finanziaria) di veicoli nuovi e semirimorchi, così come previsto dal decreto del ministero dei trasporti del 20 giugno 2017 (poi specificato con altro decreto del 17 luglio) ed entrato in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 1° agosto scorso.

Stiamo parlando di un pacchetto di misure che vale complessivamente poco meno di 36 milioni di euro distribuiti in vario modo.

A sostenere quali acquisti sono destinati i 36 milioni di euro?
- 10,5 milioni di euro servono a sostenere l'acquisto di veicoli nuovi superiori alle 3,5 ton alimentati a metano, sia compresso (CNG) sia liquido (LNG), o elettrici (anche ibridi). Peraltro l'incentivo, rispetto agli elettrici non vale soltanto per l'acquisto di veicoli di fabbrica, ma anche per quello dei
dispositivi che consentono la riconversione in elettrico di veicoli a
trazione termica;
- 10 milioni di euro servono a sostenere l'acquisto di veicoli diesel Euro VI con peso da 11,5 ton in su, anche se, per godere del beneficio, è necessario rottamare un veicolo di analoga massa e ovviamente di classe
Euro inferiore
- 14,4 milioni di euro servono a sostenere l'acquisto di rimorchi e semirimorchi nuovi a) per trasporto combinato, sia ferroviario (a norma con la normativa UIC 596-5) sia marittimo (dotati di ganci a norma IMO); b) dotati di dispositivi innovativi in grado di innalzare la sicurezza e l'efficienza energetica; c) da accoppiare a veicoli superiori a 7 ton allestiti per trasporti in regime ATP, rispondenti a criteri avanzati di
risparmio energetico e rispetto ambientale. Di fatto è questa la principale novità di questa voce rispetto allo scorso anno;
- 1,050 milioni di euro servono a sostenere l'acquisto di casse mobili e rimorchi o semirimorchi porta-casse finalizzati a sostenere il ricorso a diverse modalità di trasporto senza rottura di carico.

Cosa accade se terminano i contributi?
Il ministero provvederà a una redistribuzione complessiva degli investimenti in maniera proporzionale. In pratica significa che se le domande fossero veramente tante gli importi da destinare alle singole imprese sarebbero un po' inferiori rispetto al previsto.

Qual è il contributo massimo che può ottenere una singola azienda?
Ogni azienda iscritta all'Albo può presentare una sola domanda, esclusivamente in via telematica, attraverso il portale dell'automobilista. In ogni caso non è possibile che una soltanto ottenga una somma superiore ai 700.000 euro. Per esempio, ciò significa che una flotta può arrivare a ottenere il contributo per un acquisto massimo di 35 veicoli a LNG (20.000 euro di contributo x 35 = 700.000 euro).

I beni acquistati possono essere rivenduti?
In linea generale, sì. Però se si attende il 31 dicembre 2019 si evita di dover restituire il beneficio incassato. Dopo questa data invece la vendita diventa completamente libera.

Entro quale lasso di tempo vanno fatti gli acquisti per essere incentivabili?
Gli investimenti sono finanziabili esclusivamente se avviati dopo il 2 agosto 2017 e ultimati entro il 15 aprile 2018.

Ma al di là delle somme complessive stanziate, a quanto ammonta il finanziamento per le singole ipotesi di acquisto?
Il finanziamento cambia di intensità in base a cosa si acquista. Per la precisione, per gli acquisti di:
- veicoli da 3,5 fino a 7 ton a metano CNG e ibrida il contributo è di 4.000 euro, mentre sale a 10.000 euro per i veicoli elettrici;
- veicoli da 7 ton in su il contributo è pari a 8.000 euro per veicoli CNG e 20.000 euro per quelli LNG o ibrida;
- dispositivi per riconversione di veicoli 3,5 ton come elettrici, il contributo è di 1.000 euro;
- per gli acquisti di veicoli Euro VI da 11,5 a 16 ton l'importo è di 5.000 euro per ogni veicolo rottamato;
- veicoli Euro VI pari o superiore a 16 ton il contributo è di 10.000 euro per ogni veicolo rottamato;
- rimorchi/semirimorchi a norma UIC 596-5 o IMO, il 10% del costo di acquisizione per le medie imprese e del 20% per le piccole imprese, con un tetto massimo di 5.000 euro; l'importo è pari a 1.500 euro per le imprese che non rientrano tra le PMI;
- rimorchi, semirimorchi o equipaggiamenti per veicoli sopra le 7 ton per trasporti ATP alimentate da motore Stage V o da unità criogeniche autonome non collegate con il motore del veicolo trattore oppure da unità elettriche funzionanti con alternatore collegato al motore del veicolo trainante, il contributo è il 10% del costo di acquisizione per le medie imprese e del 20% per le piccole, con un tetto massimo di 5.000 euro. Nel caso dei veicoli ATP viene incentivata anche semplicemente la sostituzione delle unità frigorifere/calorifere;
- gruppi di 8 casse mobili e 1 rimorchio/semirimorchio porta-casse il contributo è di 8.500 euro per ciascun gruppo.

Una maggiorazione del 10% dei contributi – cumulabile e calcolata sull'importo netto del contributo - è riconosciuta alle PMI e a quelle aderenti a una rete d'impresa.
La dimostrazione che il veicolo acquistato rientri nelle categorie finanziate va fatta con la documentazione specificata nel decreto.

Fino a quando è possibile presentare domanda?
Entro il 15 aprile 2018 esclusivamente per via telematica.

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La Cassazione ribadisce per la terza volta: la manomissione del tachigrafo è un reato penale

Questa ennesima sentenza della Cassazione sulla manomissione del tachigrafo digitale lascia comunque il segno. Perché, per la terza volta precisa a chiare lettere che la normativa del codice della strada non è speciale rispetto a quella del codice penale (e di conseguenza prevalente), ma agisce su un terreno diverso. Quindi, a chi altera, manomette o se preferite "tarocca" lo strumento per la registrazione dei tempi di guida e di riposo, non si applicano semplicemente le sanzioni previste dall'art. 179 del codice della strada, quanto piuttosto l'art. 437 del codice penale che prevede che

«chiunque omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro ovvero li rimuove o li danneggia, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni».
Il fatto preso in esame dalla Cassazione Penale, Sez. 1, 12 luglio 2017, n. 34107 è quello di un autista che, nell'ottobre 2013, aveva inserito una calamita per bloccare il funzionamento del tachigrafo. Gli inquirenti gli contestavano il reato penale previsto dall'art. 437 c.p., ma il Gup del
Tribunale di Livorno chiudeva la questione con una sentenza di non luogo a procedere. In pratica, nel caso in questione, riteneva non si potesse ravvisare un reato penale.
La successiva impugnazione però da parte del Procuratore Generale di Firenze portava la questione in Cassazione, che a quel punto riprendeva esattamente le argomentazioni già esposte dalle precedenti sentenze. Vale a dire quella che segna una doppia linea di demarcazione tra la fattispecie
penale e quella amministrativa nel dolo, nella volontà specifica cioè di operare un raggiro, presente nella prima ma non nella seconda, e nei destinatari delle norme che nel caso del reato penale sono coloro che hanno di fatto effettuato la manomissione, nel caso della sanzione
amministrativa sono chi «"circola" o "il titolare della licenza o dell'autorizzazione al trasporto.....che mette in circolazione" un veicolo sprovvisto di cronotachigrafo o con "cronotachigrafo manomesso oppure non funzionante", punendoli anche se non sono autori della manomissione».
Ciò non toglie che, precisa la Cassazione, siano «applicabili, ove sussistenti i rispettivi presupposti, entrambe le norme».
Vale a dire la contestazione del reato penale non esclude l'applicazione della sanzione amministrativa.
Sulla base di questa decisione la Cassazione ha annullato la Sentenza e ha rimesso gli atti al giudice delle indagini preliminare del Tribunale.

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Nuovi limiti di peso per il transito sulle strade provinciali di veicoli e trasporti eccezionali


Riduzione del peso massimo transitabile sulla propria rete viaria per veicoli e trasporti eccezionali.
L'ha deciso la Provincia di Ferrara dopo un'analisi dello stato delle strade provinciali, in molti casi realizzate su sottofondi di scarsa consistenza, soprattutto nelle aree di bonifica.
Una misura introdotta per evitare un ulteriore degrado del reticolo viario, con conseguenze sull'intero traffico veicolare in caso di mancanza delle minime condizioni di sicurezza.
Le informazioni sul peso massimo consentito dei trasporti eccezionali sono consultabili sull'Archivio regionale delle strade (Ars).
Per il Ferrarese, 56 tonnellate è il limite generale di transito per veicoli e trasporti eccezionali, con autorizzazioni di tipo periodico (di durata fino a un anno). Alcune eccezioni (limite a 108 tonnellate) riguardano un tratto sulla Sp 68 di Codigoro (che unisce due tratti di S.S.16) e sulle Sp18 e 18/A da Bondeno a Ficarolo nei pressi del confine provinciale.

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A27: nuovi divieti di circolazione per veicoli che trasportano merci pericolose

Con l'inizio di settembre sulla A27 è scattato un nuovo divieto di circolazione. Interessa la tratta che va dal casello di Vittorio Veneto nord allo svincolo libero di Belluno in entrambi i sensi di marcia e riguarderà in particolare tutti i mezzi che trasportano merci pericolose. Per la precisione il divieto

si andrà ad aggiungere a quello già esistente per i mezzi che trasportano sostanze suscettibili di contaminare l'acqua. Si segnala che per controllare il rispetto di tale divieto sarà installato un sistema in grado di rilevare automaticamente l'eventuale transito di
questa tipologia di trasporti.

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Circolare CNA Fita 02/2017. Formazione Agevolata MIT - Decreto 7 luglio 2017 - GU 191 del 17 Agosto 2017

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha disciplinato i contributi a favore delle imprese di autotrasporto che realizzino piani formativi.
AVVIO E TERMINE PER PRESENTARE LE ISTANZE – Le domande per accedere ai contributi possono essere presentate (in via telematica) a partire dal 25 settembre 2017 e sino al termine perentorio del 27 ottobre 2017. Le modalità di presentazione saranno pubblicate sul sito del Ministero (sezione Autotrasporto Merci – Documentazione – Autotrasporto – Contributi e incentivi) a partire dal 11 settembre.
AVVIO E TERMINE ATTIVITÀ FORMATIVA – L'attività formativa dovrà essere avviata a partire dal 4 Dicembre 2017 e dovrà terminare entro la data perentoria del 1° Giugno 2018. Entro e non oltre la data del 16 Luglio 2018 dovrà essere inviata in via telematica la rendicontazione dei costi sostenuti. La documentazione contabile dovrà essere certificata da un Revisore Ufficiale dei Conti, pena l'inammissibilità della domanda.
IMPRESE BENEFICIARIE – Possono chiedere il beneficio le imprese di autotrasporto merci in conto terzi , nonché loro cooperative e consorzi, regolarmente iscritte al Registro Elettronico Nazionale, ovvero all'Albo nel caso di imprese che esercitino l'attività con veicoli di peso fino a 1,5 tonnellate.
CORSI ESCLUSI – sono esclusi i corsi di formazione finalizzati all'accesso alla professione di autotrasportatore ed all'acquisizione o al rinnovo di titoli richiesti obbligatoriamente per l'esercizio di una determinata attività di autotrasporto.
IMPORTO DEI CONTRIBUTI – Il contributo massimo erogabile per l'attività formativa è fissato per 140.000 Euro per impresa. Ciascuna impresa può presentare una sola domanda di finanziamento. Per la determinazione del contributo va tenuto conto di determinati massimali (es. 30 ore di formazione per ciascun partecipante; 120 Euro all'ora per compenso ai docenti; 30 Euro all'ora per compenso ai tutor, ecc.); inoltre le spese complessive inerenti l'attività didattica ("personale docente, tutor, spese di trasferta, materiali e forniture con attinenza al progetto, ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota parte da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione e costo dei servizi di consulenza"), dovranno essere pari o superiori al 50% di tutti i costi ammissibili.
TEMATICHE DEI PROGETTI FORMATIVISono finanziabili i piani volti all'acquisizione di competenze adeguate alla gestione d'impresa ( corsi uso cronotachigrafo ), alle nuove tecnologie, allo sviluppo della competitività e all'innalzamento del livello di sicurezza stradale e di sicurezza sul lavoro. Sono esclusi dal finanziamento i corsi per l'accesso alla professione e per l'acquisizione o rinnovo di titoli obbligatori (es. CQC), nonché la formazione obbligatoria in materia di sicurezza del lavoro (Reg. 651/04)
FORMAZIONE A DISTANZA - La FAD non potrà superare il 20% e sarà obbligatorio fornire nella presentazione delle domande le informazioni necessarie per effettuare i controlli e nella rendicontazione dovranno essere allegati i tracciati della formazione erogata in modalità e-learning.
RENDICONTAZIONE - Per quanto concerne i tempi di inoltro per via telematica della rendicontazione, nel nuovo Bando viene prevista la possibilità di inviarla "entro e non oltre 45 giorni dal termine di ciascun progetto formativo e comunque non oltre la data del 16 luglio 2018 per i progetti formativi conclusi il 1 giugno 2018".
VERIFICHE E CONTROLLI - Il MIT si riserva di verificare la regolarità dello svolgimento dei corsi anche per il tramite della verifica delle registrazioni delle apparecchiature tachigrafiche del personale viaggiante in formazione

 

FORMAZIONE - Bando autotrasporto 2017

 

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Circolare CNA Fita 03/2017. FERROBONUS Pubblicato il regolamento attuativo - Decreto 125 del 14 luglio 2017

Col provvedimento richiamato, che dettaglia condizioni e modalità di accesso, entra formalmente in vigore l'incentivo all'intermodalità ferroviaria denominato: "FERROBONUS".
Il regolamento vede la luce dopo un lungo periodo di attesa.
In realtà, l'iter per rendere effettivamente fruibile l'agevolazione, non è ancora ultimato, OCCORRE ATTENDERE APPOSITO PROVVEDIMENTO DEL DIRETTORE GENERALE IL TRASPORTO STRADALE E PER L'INTERMODALITÀ DA ADOTTARE ENTRO 15 GIORNI DECORRENTI DALLA DATA DI PUBBLICAZIONE DEL REGOLAMENTO 125/2017.
In buona sostanza, entro il 30 Agosto c.a. (15 gg dal 16.8.2017, data di pubblicazione del D.125/2017) il suddetto provvedimento APRIRÀ I TERMINI per la presentazione delle DOMANDE di accesso ai contributi e FORNIRÀ apposito MODELLO DI DOMANDA.
Di seguito forniamo una breve sintesi sulla norma che ha introdotto l'agevolazione.

 

 

Circolare CNA Fita 03/2017. Autotrasporto – FERROBONUS 

FERROBONUS Decreto 14 Luglio 2017

 

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Incontro Motorizzazione su centri di revisione

Ieri, 3 agosto 2017, CNA Autoriparazione ha incontrato il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per parlare a tutto tondo di centri di revisione e relative problematiche. Come già anticipato, a maggio scorso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato il decreto di recepimento della direttiva comunitaria che disciplina i controlli obbligatori periodici dei veicoli a motore. Il decreto recepisce le novità introdotte dalla direttiva con particolare riferimento alla formazione dei responsabili tecnici, la nuova figura dell'ispettore, le attrezzature e i controlli.

Su questi temi, la CNA da mesi chiede un incontro per poter discutere di come le novità verranno declinate e applicate alle nostre imprese, ma non solo. Sono anni che chiediamo un adeguamento delle tariffe, ormai ferme da oltre dieci anni, e controlli serrati sulle attività per contrastare i fenomeni di concorrenza sleale, che stanno mettendo a serio rischio la sopravvivenza delle imprese e la sicurezza stradale dei veicoli. Su tutte queste tematiche le imprese hanno bisogno di risposte chiare in tempi brevi.

Sarà nostra cura informarvi sull'esito dell'incontro.

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Cispadana. Via libera dei ministeri Infrastrutture, Ambiente e Beni culturali alla valutazione di impatto ambientale, l'assessore Donini: "Una bellissima notizia per il territorio. Stiamo sbloccando opere ferme da decenni, ora è il tempo del fare"

"La Cispadana rappresenta per le zone colpite dal sisma e per centinaia di realtà produttive la più importante delle prospettive di sviluppo"


Bologna – "La pubblicazione del decreto di Via della Cispadana è una bellissima notizia per il territorio, che ha voluto e pianificato da decenni l'opera. Un risultato importante ottenuto grazie all'impegno della Regione e dei ministeri Infrastrutture, Ambiente e Beni Culturali".
Interviene così l'assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti, Raffaele Donini, dopo il via libera alla valutazione di impatto ambientale (Via) sul progetto della Cispadana, l'autostrada regionale che collegherà la A22 del Brennero alla A13 Bologna-Padova, ponendosi come alternativa all'asse centrale del corridoio via Emilia (A1/A14).
"Questo traguardo-prosegue l'assessore- rappresenta un successo per chi non si limita a dire soltanto dei No, ma è capace di selezionare le priorità infrastrutturali del territorio, condividerne in modo partecipato la progettualità e portarle a termine con decisione".
"Questa amministrazione- sottolinea Donini- si era proposta di sbloccare le principali opere ferme al palo da decenni. Una dopo l'altra le stiamo sbloccando tutte. Si rassegnino coloro che, per ragioni ideologiche e banalmente strumentali sul piano politico, cavalcano ogni battaglia di retroguardia. Quell'infrastruttura rappresenta per le zone colpite dal sisma e per centinaia di realtà produttive, che continuano a produrre e innovare sul territorio, la più importante delle prospettive di sviluppo. C'è un tempo per la discussione- chiude l'assessore- che si è abbondantemente concluso dopo 20 anni di confronto, e un tempo per il fare".

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Ddl concorrenza, Cna: apprezzabile su energia e assicurazioni

"Complessivamente si poteva fare di più"

Roma, 2 ago. (askanews) - "Nel Ddl concorrenza approvato la CNA apprezza gli interventi in materia di energia e di assicurazioni.

Per quanto riguarda l'energia emerge un quadro più chiaro in merito al processo che condurrà alla completa liberalizzazione del mercato energetico e vengono previste garanzie di maggiore efficienza e trasparenza che il mercato stesso dovrà raggiungere prima della completa liberalizzazione, incluse misure particolarmente importanti per le piccole imprese, quali la confrontabilità delle offerte o il diritto alla rateizzazione in caso di maxi-bollette". Lo si legge in un comunicato della CNA.

La confederazione assicura fin d'ora che collaborerà con l'autorità per l'energia e il ministero dello Sviluppo economico per difendere gli interessi degli utenti con consumi energetici più bassi in questa fase di passaggio. "Altrettanto positivo - aggiunge - il giudizio in materia di Rc auto sia sul diritto al risarcimento integrale del danno sia sulla libertà riconosciuta agli automobilisti di scegliere l'autoriparatore di fiducia, liberi altresì di cedere il credito relativo al risarcimento del danno. E' stata accolta, inoltre, la proposta avanzata dalla CNA di affidare al tavolo composto da imprese, Ania e consumatori l'individuazione di linee guida mirate a definire strumenti e procedure per una riparazione a regola d'arte. Dopo due anni e mezzo di dibattito parlamentare e quattro passaggi alle Camere, però, la CNA attendeva provvedimenti più incisivi e in un maggior numero di ambiti, nei quali attualmente il livello di concorrenza rimane molto basso, a danno di cittadini e imprese".

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INCENTIVI 2017: per investimenti a favore delle imprese di autotrasporto e disposizioni per loro attuazione

Nella Gazzetta Ufficiale n.178 del 1.8.2017 sono stati pubblicati i decreti 20.6.2017 e 17.7.2017 (allegati alla presente ).
Il decreto 20.6.2017 contiene le modalità di erogazione delle risorse per investimenti a favore delle imprese di autotrasporto per l'anno 2017 mentre il decreto dirigenziale 17.7.2017 contiene le relative disposizioni operative.

Le linee di intervento sono 4:

a) 10,5 milioni di euro per acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate a trazione alternativa a metano CNG, gas naturale liquefatto LNG e elettrica (Full Electric) nonche' per l'acquisizione di dispositivi idonei ad operare la riconversione di autoveicoli per il trasporto merci a motorizzazione termica in veicoli a trazione elettrica, ai sensi dell'art. 36 del regolamento (CE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014;
b) 10 milioni di euro per radiazione per rottamazione di veicoli pesanti di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, con contestuale acquisizione di veicoli nuovi di fabbrica conformi alla normativa euro VI di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, ai sensi di quanto previsto dall'art. 10, commi 2 e 3, del regolamento (CE) n. 595/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2009;
c) 14,4 milioni di euro per acquisizione anche mediante locazione finanziaria, di rimorchi e semirimorchi, nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato ferroviario rispondenti alla normativa UIC 596-5 e per il trasporto combinato marittimo dotati di ganci nave rispondenti alla normativa IMO, dotati di dispositivi innovativi volti a conseguire maggiori standard di sicurezza e di efficienza energetica nonche' per l'acquisizione di rimorchi e semirimorchi o equipaggiamenti per autoveicoli specifici superiori a 7 tonnellate allestiti per trasporti in regime ATP, rispondenti a criteri avanzati di risparmio energetico e rispetto ambientale, ai sensi di quanto previsto dagli articoli 17 e 36 del regolamento (CE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014;
d) 1.050.177 euro per l'acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di casse mobili e rimorchi o semirimorchi porta casse cosi' da facilitare l'utilizzazione di differenti modalita' di
trasporto in combinazione fra loro senza alcuna rottura di carico, ai sensi di quanto previsto dall'art. 36 del regolamento (CE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014.

Gli investimenti finanziabili sono esclusivamente quelli avviati dalla data di entrata in vigore del decreto 20.6.2017 (in vigore dal 2.8.2017: gg successivo alla sua pubblicazione gli azione in G.U.) ed ultimati entro il 15 aprile 2018.

In allegato:

DM 17_07_2017

DM 20_06_2017

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1° agosto, scatta sulla A22 il divieto di sorpasso h24 per i camion

Dal 1° agosto entra in vigore l'ordinanza che fa scattare lungo tutto il tracciato dell'Autostrada del Brennero - A22, da Brennero a Modena, dal km 0 al km 314 il divieto di sorpasso per i veicoli sopra le 7,5 ton dalle ore 0 alle ore 24, in entrambi i sensi di marcia.

«Incomprensibile l'idea di estendere il divieto di sorpasso ad orario continuo h24 per gli autotrasportatori che percorrono la A22 in entrambe le direzioni di marcia – è il commento di Amedeo Genedani, presidente Unatras e Confartigianato Trasporti.
«Pur condividendo gli obiettivi che da sempre perseguiamo di sicurezza stradale e sociale – puntualizza Genedani – proponendo azioni di formazione ed informazione della categoria, riteniamo non sufficientemente fondato il nesso tra drastico calo dell'incidentalità e divieto di sorpasso per i mezzi pesanti».
Il divieto finirà per penalizzare oltremodo gli autotrasportatori costringendoli a maggiori tempi di percorrenza e quindi perdita di competitività per la loro attività e per la merce trasportata.

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Il divieto di riposo in cabina si arena in Commissione Bilancio. Per riproporlo servirà altra occasione

Due senatori, peraltro bipartisan, uno Altero Matteoli di Forza Italia, l’altro Stefano Esposito del Partito Democratico, rispettivamente presidente e vicepresidente della Commissione Trasporti, avevano proposto di introdurre un emendamento al decreto Mezzogiorno con cui introdurre anche in Italia il divieto di riposo in cabina.

Ma questo emendamento non ha fatto molta strada in quanto è stato giudicato inammissibile dalla Commissione Bilancio, perche ritenuto non pertinente con la materia. Di conseguenza a quel punto non è stato possibile riproporlo in Aula.

Ci sarà un'altra occasione per riproporre il divieto di riposo in cabina? E' molto probabile, vista appunto la matrice bipartisan dell'iniziativa.

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Divieto di riposo in cabina, caos al confine francese

Era facile prevederlo, ma fa comunque impressione la situazione che si sta vivendo al confine con la Francia, provocata dal divieto di riposo in cabina vigente in quel Paese. Secondo un articolo del Secolo XIX, in quella zona i camion sostano ovunque, sulle piazzole di emergenza come negli spazi delle colonnine SOS, intasando la A10 e facendo lievitare sensibilmente il carico di traffico.

Tutta colpa del nuovo regime sul “riposo settimanale lungo” di 45 ore, nella cabina del mezzo, di cui abbiamo parlato a più riprese, che oggi è vietato e pesantemente sanzionato in Francia, Belgio, Germania e prossimamente pure in Gran Bretagna. Gli autotrasportatori dell’Est Europa, col rischio di pagare multe salatissime se scoperti a dormire nel proprio autocarro (1.500 euro per l’azienda e 500 euro per il conducente), preferiscono fermarsi a dormire in Italia, dove il divieto non è ancora vigente e in cabina si può prendere sonno senza problemi.

La regola del divieto di riposo in cabina ha per obiettivo quello di contrastare il dumping sociale, le tariffe sottocosto che possono essere mantenute solo se si tagliano tutte le spese aggiuntive, quali appunto quelle della sosta in hotel o altra struttura esterna degli autisti stessi in caso di divieto cabina. Alla fine è ovviamente più economico fermarsi prima del confine, tra Savona e Ventimiglia, addormentarsi nel veicolo e poi ripartire quando il diritto-obbligo di riposo finisce.

Contro questa situazione caotica l’Unatras ha chiesto di estendere il divieto di riposo in cabina anche all’Italia. Una decisione certamente non semplice che comporta problemi organizzativi – dal reperire le strutture per garantire il riposo ‘esterno’ all’identificare più ampie aree di sosta per i camion, visto che le attuali aree di servizio sono ampiamente sottodimensionate – a cui trovare soluzione.

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