News Trasporti

Incontro Motorizzazione su centri di revisione

Ieri, 3 agosto 2017, CNA Autoriparazione ha incontrato il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per parlare a tutto tondo di centri di revisione e relative problematiche. Come già anticipato, a maggio scorso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato il decreto di recepimento della direttiva comunitaria che disciplina i controlli obbligatori periodici dei veicoli a motore. Il decreto recepisce le novità introdotte dalla direttiva con particolare riferimento alla formazione dei responsabili tecnici, la nuova figura dell'ispettore, le attrezzature e i controlli.

Su questi temi, la CNA da mesi chiede un incontro per poter discutere di come le novità verranno declinate e applicate alle nostre imprese, ma non solo. Sono anni che chiediamo un adeguamento delle tariffe, ormai ferme da oltre dieci anni, e controlli serrati sulle attività per contrastare i fenomeni di concorrenza sleale, che stanno mettendo a serio rischio la sopravvivenza delle imprese e la sicurezza stradale dei veicoli. Su tutte queste tematiche le imprese hanno bisogno di risposte chiare in tempi brevi.

Sarà nostra cura informarvi sull'esito dell'incontro.

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Cispadana. Via libera dei ministeri Infrastrutture, Ambiente e Beni culturali alla valutazione di impatto ambientale, l'assessore Donini: "Una bellissima notizia per il territorio. Stiamo sbloccando opere ferme da decenni, ora è il tempo del fare"

"La Cispadana rappresenta per le zone colpite dal sisma e per centinaia di realtà produttive la più importante delle prospettive di sviluppo"


Bologna – "La pubblicazione del decreto di Via della Cispadana è una bellissima notizia per il territorio, che ha voluto e pianificato da decenni l'opera. Un risultato importante ottenuto grazie all'impegno della Regione e dei ministeri Infrastrutture, Ambiente e Beni Culturali".
Interviene così l'assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti, Raffaele Donini, dopo il via libera alla valutazione di impatto ambientale (Via) sul progetto della Cispadana, l'autostrada regionale che collegherà la A22 del Brennero alla A13 Bologna-Padova, ponendosi come alternativa all'asse centrale del corridoio via Emilia (A1/A14).
"Questo traguardo-prosegue l'assessore- rappresenta un successo per chi non si limita a dire soltanto dei No, ma è capace di selezionare le priorità infrastrutturali del territorio, condividerne in modo partecipato la progettualità e portarle a termine con decisione".
"Questa amministrazione- sottolinea Donini- si era proposta di sbloccare le principali opere ferme al palo da decenni. Una dopo l'altra le stiamo sbloccando tutte. Si rassegnino coloro che, per ragioni ideologiche e banalmente strumentali sul piano politico, cavalcano ogni battaglia di retroguardia. Quell'infrastruttura rappresenta per le zone colpite dal sisma e per centinaia di realtà produttive, che continuano a produrre e innovare sul territorio, la più importante delle prospettive di sviluppo. C'è un tempo per la discussione- chiude l'assessore- che si è abbondantemente concluso dopo 20 anni di confronto, e un tempo per il fare".

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Ddl concorrenza, Cna: apprezzabile su energia e assicurazioni

"Complessivamente si poteva fare di più"

Roma, 2 ago. (askanews) - "Nel Ddl concorrenza approvato la CNA apprezza gli interventi in materia di energia e di assicurazioni.

Per quanto riguarda l'energia emerge un quadro più chiaro in merito al processo che condurrà alla completa liberalizzazione del mercato energetico e vengono previste garanzie di maggiore efficienza e trasparenza che il mercato stesso dovrà raggiungere prima della completa liberalizzazione, incluse misure particolarmente importanti per le piccole imprese, quali la confrontabilità delle offerte o il diritto alla rateizzazione in caso di maxi-bollette". Lo si legge in un comunicato della CNA.

La confederazione assicura fin d'ora che collaborerà con l'autorità per l'energia e il ministero dello Sviluppo economico per difendere gli interessi degli utenti con consumi energetici più bassi in questa fase di passaggio. "Altrettanto positivo - aggiunge - il giudizio in materia di Rc auto sia sul diritto al risarcimento integrale del danno sia sulla libertà riconosciuta agli automobilisti di scegliere l'autoriparatore di fiducia, liberi altresì di cedere il credito relativo al risarcimento del danno. E' stata accolta, inoltre, la proposta avanzata dalla CNA di affidare al tavolo composto da imprese, Ania e consumatori l'individuazione di linee guida mirate a definire strumenti e procedure per una riparazione a regola d'arte. Dopo due anni e mezzo di dibattito parlamentare e quattro passaggi alle Camere, però, la CNA attendeva provvedimenti più incisivi e in un maggior numero di ambiti, nei quali attualmente il livello di concorrenza rimane molto basso, a danno di cittadini e imprese".

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INCENTIVI 2017: per investimenti a favore delle imprese di autotrasporto e disposizioni per loro attuazione

Nella Gazzetta Ufficiale n.178 del 1.8.2017 sono stati pubblicati i decreti 20.6.2017 e 17.7.2017 (allegati alla presente ).
Il decreto 20.6.2017 contiene le modalità di erogazione delle risorse per investimenti a favore delle imprese di autotrasporto per l'anno 2017 mentre il decreto dirigenziale 17.7.2017 contiene le relative disposizioni operative.

Le linee di intervento sono 4:

a) 10,5 milioni di euro per acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate a trazione alternativa a metano CNG, gas naturale liquefatto LNG e elettrica (Full Electric) nonche' per l'acquisizione di dispositivi idonei ad operare la riconversione di autoveicoli per il trasporto merci a motorizzazione termica in veicoli a trazione elettrica, ai sensi dell'art. 36 del regolamento (CE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014;
b) 10 milioni di euro per radiazione per rottamazione di veicoli pesanti di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, con contestuale acquisizione di veicoli nuovi di fabbrica conformi alla normativa euro VI di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, ai sensi di quanto previsto dall'art. 10, commi 2 e 3, del regolamento (CE) n. 595/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2009;
c) 14,4 milioni di euro per acquisizione anche mediante locazione finanziaria, di rimorchi e semirimorchi, nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato ferroviario rispondenti alla normativa UIC 596-5 e per il trasporto combinato marittimo dotati di ganci nave rispondenti alla normativa IMO, dotati di dispositivi innovativi volti a conseguire maggiori standard di sicurezza e di efficienza energetica nonche' per l'acquisizione di rimorchi e semirimorchi o equipaggiamenti per autoveicoli specifici superiori a 7 tonnellate allestiti per trasporti in regime ATP, rispondenti a criteri avanzati di risparmio energetico e rispetto ambientale, ai sensi di quanto previsto dagli articoli 17 e 36 del regolamento (CE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014;
d) 1.050.177 euro per l'acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di casse mobili e rimorchi o semirimorchi porta casse cosi' da facilitare l'utilizzazione di differenti modalita' di
trasporto in combinazione fra loro senza alcuna rottura di carico, ai sensi di quanto previsto dall'art. 36 del regolamento (CE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014.

Gli investimenti finanziabili sono esclusivamente quelli avviati dalla data di entrata in vigore del decreto 20.6.2017 (in vigore dal 2.8.2017: gg successivo alla sua pubblicazione gli azione in G.U.) ed ultimati entro il 15 aprile 2018.

In allegato:

DM 17_07_2017

DM 20_06_2017

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1° agosto, scatta sulla A22 il divieto di sorpasso h24 per i camion

Dal 1° agosto entra in vigore l'ordinanza che fa scattare lungo tutto il tracciato dell'Autostrada del Brennero - A22, da Brennero a Modena, dal km 0 al km 314 il divieto di sorpasso per i veicoli sopra le 7,5 ton dalle ore 0 alle ore 24, in entrambi i sensi di marcia.

«Incomprensibile l'idea di estendere il divieto di sorpasso ad orario continuo h24 per gli autotrasportatori che percorrono la A22 in entrambe le direzioni di marcia – è il commento di Amedeo Genedani, presidente Unatras e Confartigianato Trasporti.
«Pur condividendo gli obiettivi che da sempre perseguiamo di sicurezza stradale e sociale – puntualizza Genedani – proponendo azioni di formazione ed informazione della categoria, riteniamo non sufficientemente fondato il nesso tra drastico calo dell'incidentalità e divieto di sorpasso per i mezzi pesanti».
Il divieto finirà per penalizzare oltremodo gli autotrasportatori costringendoli a maggiori tempi di percorrenza e quindi perdita di competitività per la loro attività e per la merce trasportata.

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Il divieto di riposo in cabina si arena in Commissione Bilancio. Per riproporlo servirà altra occasione

Due senatori, peraltro bipartisan, uno Altero Matteoli di Forza Italia, l’altro Stefano Esposito del Partito Democratico, rispettivamente presidente e vicepresidente della Commissione Trasporti, avevano proposto di introdurre un emendamento al decreto Mezzogiorno con cui introdurre anche in Italia il divieto di riposo in cabina.

Ma questo emendamento non ha fatto molta strada in quanto è stato giudicato inammissibile dalla Commissione Bilancio, perche ritenuto non pertinente con la materia. Di conseguenza a quel punto non è stato possibile riproporlo in Aula.

Ci sarà un'altra occasione per riproporre il divieto di riposo in cabina? E' molto probabile, vista appunto la matrice bipartisan dell'iniziativa.

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Divieto di riposo in cabina, caos al confine francese

Era facile prevederlo, ma fa comunque impressione la situazione che si sta vivendo al confine con la Francia, provocata dal divieto di riposo in cabina vigente in quel Paese. Secondo un articolo del Secolo XIX, in quella zona i camion sostano ovunque, sulle piazzole di emergenza come negli spazi delle colonnine SOS, intasando la A10 e facendo lievitare sensibilmente il carico di traffico.

Tutta colpa del nuovo regime sul “riposo settimanale lungo” di 45 ore, nella cabina del mezzo, di cui abbiamo parlato a più riprese, che oggi è vietato e pesantemente sanzionato in Francia, Belgio, Germania e prossimamente pure in Gran Bretagna. Gli autotrasportatori dell’Est Europa, col rischio di pagare multe salatissime se scoperti a dormire nel proprio autocarro (1.500 euro per l’azienda e 500 euro per il conducente), preferiscono fermarsi a dormire in Italia, dove il divieto non è ancora vigente e in cabina si può prendere sonno senza problemi.

La regola del divieto di riposo in cabina ha per obiettivo quello di contrastare il dumping sociale, le tariffe sottocosto che possono essere mantenute solo se si tagliano tutte le spese aggiuntive, quali appunto quelle della sosta in hotel o altra struttura esterna degli autisti stessi in caso di divieto cabina. Alla fine è ovviamente più economico fermarsi prima del confine, tra Savona e Ventimiglia, addormentarsi nel veicolo e poi ripartire quando il diritto-obbligo di riposo finisce.

Contro questa situazione caotica l’Unatras ha chiesto di estendere il divieto di riposo in cabina anche all’Italia. Una decisione certamente non semplice che comporta problemi organizzativi – dal reperire le strutture per garantire il riposo ‘esterno’ all’identificare più ampie aree di sosta per i camion, visto che le attuali aree di servizio sono ampiamente sottodimensionate – a cui trovare soluzione.

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Patrizio Ricci è il nuovo presidente CNA-Fita

Patrizio Ricci è il nuovo presindente nazionale di CNA Fita. A eleggerlo per il prossimo quadriennio 2017-2020 è stata un'assemblea svoltasi a Roma nella giornata di sabato 22 luglio. Ricci, fino a ieri presidente regionale della Lombardia, ha commentato la sua elezione nel segno della pacificazione, definendola «un invito alla coesione, alla collaborazione, all'entusiasmo».

Il nuovo presidente ha spiegato cioè che ci «sono molti temi contingenti, come la legge di bilancio, su cui siamo chiamati a intervenire secondo le esigenze della nostra categoria». Ma ha anche sottolineato come serva a questo scopo «una normativa che ci permetta di trovare sul mercato delle risorse». Rispetto invece alla struttura che è chiamato a presiedere, Ricci ha espresso il desiderio di «avviare una nuova fase associativa che si basi sul confronto, affinché CNA Fita possa essere protagonista, senza paura, ma pronta al confronto sempre e ovunque. Vogliamo protagonisti gli imprenditori per una Fita basata su una centralità diffusa. Siamo la più grande realtà associazionista dell'autotrasporto e dobbiamo tornare ad essere sempre in campo, senza snaturarci».

La nuova presidenza CNA Fita, oltre al neopresidente Patrizio Ricci, è composta da Aldo Bondi dell'Emilia Romagna, Stefania Mancini del Lazio, Francesco Pinna della Sardegna, Giuseppe Brasini della Toscana, Mariano Cesaro del Veneto, Giancarlo Spinella della Sicilia, Giuseppe Folino della Campania, Pierluca Mainoldi della Liguria.

Come una ventata di novità, frutto dei tempi e delle risposte da fornire a nuovi fenomeni che si manifestano sul mercato, va invece letta l'elezione anche di quatto portavoce dedicati ad altrettante differenti attività, rappresentate da Fita: Luciano Barattini (Trasporto merci), Riccardo Carboni (Taxi), Giuseppe Mele (Ncc Auto) e Riccardo Bolelli (Ncc Bus). Per Giuseppe Montalbano, vicepresidente nazionale di CNA, intervenuto all'Assemblea elettiva CNA Fita, «il ritorno ai mestieri è stata una reale esigenza che sono convinto ci ricondurrà ad una grande stagione di cambiamento e di innovazione».

Sempre Ricci, appena una decina di giorni fa, nel mentre della querelle sulle deduzioni per le spese non documentali, si diceva convito che «questo paese ha bisogno di uno scatto d'orgoglio se non vuole continuare la discesa nella classifica dei paesi a vocazione trasportistica e logistica dell'Europa. E questo lo si può fare eliminando la burocrazia inefficiente e le storture che frenano lo sviluppo del Paese e che ci fanno perdere quote di traffico per le nostre imprese a vantaggio dei vettori esteri».

 

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Deduzioni fortefarie Autotrasporto - l'Agenzia delle Entrate conferma la misura dello scorso anno

Nella giornata di oggi l'Agenzia delle Entrate ha emanato il comunicato stampa (in allegato) con il quale rende ufficiale la misura delle deduzioni forfetarie riconosciute per l'anno 2015, alla luce dello stanziamento complessivo di 70 mln di euro.
Le deduzioni forfetarie giornaliere stabilite per ambito territoriale del trasposto valide per il 2015 sono, dunque, le seguenti:
• 17,85 € per i trasporti nel Comune in cui ha sede l'impresa (ossia il 35% di 51,00 euro);
• 51,00 € per i trasporti oltre il Comune in cui ha sede l'impresa.
Sono state, pertanto, confermate le misure previste lo scorso anno (vedi News 5 luglio 2016).
Resta, confermata anche l'agevolazione relativa alla facoltà di recuperare, tramite compensazione in F24, i contributi versati al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sui premi di assicurazione per la responsabilità civile, per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore adibiti a trasporto merci di massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate.
Pertanto, le imprese di autotrasporto merci – conto terzi e conto proprio – possono recuperare nel 2017 fino ad un massimo di 300 euro per ciascun veicolo le somme versate nel 2016 quale contributo al SSN.
Tutte le imprese di autotrasporto che, considerata la fase di incertezza, avessero già effettuato i versamenti entro il 30 giugno senza tenere conto delle deduzioni forfettarie, possono recuperare le eventuali maggiori imposte versate entro la scadenza del 30 giugno 2016, tramite compensazione nel modello di versamento F24, per i primi versamenti di tributi e contributi dovuti successivamente.
E' evidente, infatti, che dalla dichiarazione annuale delle imposte sui redditi da presentare entro il mese di settembre emergerà un credito di ammontare pari alla differenza tra il debito tributario emergente dalla dichiarazione ed il versamento dell'IRES ovvero IRPEF effettuato entro la scadenza di giugno 2017.

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Autotrasporto, in 6 anni chiuse 17mila aziende: sempre meno padroncini, più Spa, Consorzi e Coop

Presentato a Roma «Un ritratto in cifre: 100 numeri per capire l'autotrasporto»

L'autotrasporto italiano sta cambiando volto: la crisi economica è stata molto pesante ed è arrivata quasi contemporaneamente l'apertura delle frontiere e l'avvento della concorrenza da parte dei vettori dell'Est. Tutti fattori che hanno inciso profondamente: dal 2010 sono scomparse quasi 17.000 aziende (-15%). Il maggior tributo è stato pagato dalle imprese individuali (-20.000 unità), mentre sono cresciute Spa e forme aggregative come cooperative e consorzi.
Un segnale di coesione che l'autotrasporto non aveva mai dato prima: il mondo dei "padroncini" si ritrova
più debole, mentre aziende strutturate si fanno largo per affrontare situazioni più complesse, in cui l'Europa fa da padrona nel bene e nel male.
Il confronto con le aziende europee è stata forse la sfida più difficile di questi anni: i Tir con targa straniera sono sempre più presenti sulle autostrade italiane e rappresentano il 60% dei veicoli in transito dai valichi alpini. L'invasione degli autotrasportatori dell'Est ha prima eroso fette di mercato consistenti, poi ha fatto balenare diverse possibilità di "restare a galla" attraverso sistemi più o meno legali con l'obiettivo di abbassare i costi, troppo alti in Italia.
Nel panorama europeo, l'autotrasporto italiano appare claudicante. In questi anni le immatricolazioni e le quote di mercato si sono spostate a Est. L'unico paese dove tra il 2008 e il 2015 le vendite di Tir hanno registrato il segno «+» è la Polonia, passata da 16.401 a 20.586 immatricolazioni.
Per il resto, il dato italiano è il più depresso: la Penisola ha perso più della metà delle immatricolazioni, la Francia si è difesa con un -23%, mentre la Germania è riuscita a limitare i danni a un -9%.
Per quanto riguarda i traffici (analizzando i dati Eurostat), le tonnellate/km trasportate dalle ditte bulgare sono cresciute del 164% tra il 2006 e il 2014, del 54% in Ungheria e Slovacchia, del 45% in Slovenia.
A Ovest c'è tutta un'altra musica: solo la Spagna porta a casa un magro +1%, per il resto l'Italia fa registrare un – 51% come la Francia, il Belgio un – 46% e la Germania si attesta a – 40%.
Tra il 2006 e il 2015 il cabotaggio stradale internazionale è esploso.
Sempre secondo Eurostat, la Germania ha visto aumentare le tonnellate trasportate in regime di cabotaggio del 186,6%, il Belgio dell'80%, la Francia del 21,5%. Il nostro paese ha toccato l'apice nel 2014 con 7,8 milioni di tonnellate, il 67,2% in più rispetto al 2006, tornando poi nel 2015 a un valore pari a quello di dieci anni fa. Le aziende dell'Est hanno scatenato in Occidente una potente battaglia a colpi di ribassi sulle tariffe, partendo da un vantaggio di base: costi di gestione molto più bassi. Le tariffe dei vettori italiani si aggirerebbero tra 1,10-1,20 euro a chilometro (già sottocosto), mentre i colleghi dell'Est, spesso in violazione delle norme sui tempi di giuda, delle disposizione sul cabotaggio e con costi fissi inferiori, arrivano a viaggiare a 80-90 centesimi al chilometro.
Buona parte del gap competitivo si basa sul costo del lavoro: un autista assunto con contratto italiano costerebbe quasi 8 volte di più rispetto al collega con contratto bulgaro. La risposta di molte aziende è stata la delocalizzazione con avvio di nuove società all'estero, acquisizioni di aziende locali o trasformazioni in intermediari, in partnership con vettori terzisti locali.
Chi è rimasto in Italia, le sta provando tutte pur di rimanere a galla, per continuare a competere in un mercato dove i margini si restringono sempre di più. Le trovate sono diverse, quasi sempre al limite della legalità. È il caso del distacco internazionale, esterovestizione, targhe bulgare, società rumene o patentini Adr sloveni. Insomma, tutti escamotage per tagliare costi e burocrazia, ma sicuramente non per andare incontro al futuro che vede in primo piano lo sforzo per ridurre le emissioni nocive, puntando su carburanti
alternativi come Gnl o biocarburanti, su veicoli con guida assistita o autonoma che richiedono un up-grade professionale da parte delle aziende e degli autisti. Il mondo sta virando verso il commercio elettronico che richiede un vettore sempre più aperto alle sperimentazioni e alla specializzazione (il vettore 2.0), ma anche verso la digitalizzazione dei processi e l'industria 4.0.
L'intermodalità, in parte già nel presente, sarà uno degli elementi più importanti per il trasporto futuro lasciando alla gomma un ruolo centrale dovuto all'insostituibile flessibilità che la caratterizza.

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Veicoli pesanti: cambiano pesi e dimensioni

Ecco quali sono le novità contenute nel decreto 6 aprile 2017 del ministero dei Trasporti pubblicato in Gazzeta Ufficiale soltanto lo scorso 9 giugno e che recepisce la Direttiva n.2015/79 che modifica una precedente Direttiva (la 96/53) dedicata alle dimensioni massime dei veicoli che circolano in traffico nazionale e internazionale e ai pesi massimi autorizzati nel traffico internazionale, entrato in vigore il 10 giugno scorso:

Interventi aerodinamici
Con la modifica degli articoli 8 e 9 del precedente decreto del 6 aprile 1998 è autorizzato il superamento delle lunghezze massime ordinarie dei veicoli, senza però modificarne la capacità di carico, quando questo serve a installare dispositivi aerodinamici omologati nella parte posteriore del mezzo o, per quanto riguarda la cabina di guida, tramite profilature più aerodinamiche ( per esempio le prolunghe inserite nella coda del semirimorchio per ridurre le turbolenze aerodinamiche ).
Incentivi per combustibili alternativi
Per i veicoli che adotteranno alimentazioni basate su fonti di energia alternative, quali l'elettricità; l'idrogeno; il gas naturale liquido e compresso (LNG e CNG), il GPL ecc., il nuovo provvedimento, all'art. 10 bis, prevede l'incremento massimo di una tonnellata della massa complessiva ordinaria, per tener conto dell'installazione di componenti aggiuntivi (bombole, impianti, ecc) tipici delle diverse alimentazioni. Anche in questo caso l'aumento di peso del mezzo non deve comportare una maggiore capacità di carico.
Agevolazioni per trasporto di container o casse mobili da 45'
Il provvedimento ha previsto l'aumento di 15 cm delle lunghezze massime consentite per i veicoli dotati di cabine aerodinamiche che trasportino container o casse mobili di 45 piedi di lunghezza, vuoti o carichi. Inoltre è previsto l'aumento del peso massimo autorizzato per tutti gli autoarticolati a 5 o 6 assi che operino nel trasporto intermodale di container o di casse mobili di lunghezza fino a 45 piedi.
Per la precisione il decreto ministeriale prevede per i veicoli a motore con 2 assi con semirimorchi a 3 assi un peso massimo autorizzato di 42 tonnellate, mentre per i veicoli a motore con 3 assi con semirimorchio a 2 o 3 assi un peso massimo autorizzato di 44 tonnellate.
Interessante pure la definizione di trasporto intermodale contenuta nel decreto e in cui si specifica che è tale quel trasporto tra Stati dell'Unione Europea in cui la parte del tragitto fatta per ferrovia o per mare superi i 100 km in linea d'aria. La parte del percorso stradale iniziale o finale, invece, nel trasporto marittimo, non deve superare i 150 km e, nel trasporto ferroviario, deve essere compresa per il tragitto iniziale fra il punto di carico della merce e l'idonea stazione ferroviaria di carico più vicina, mentre per il tragitto terminale, fra il punto di scarico della merce e l'idonea stazione ferroviaria di scarico più vicina. Per trasporto intermodale si deve intendere anche il trasporto per vie navigabili interne, purché il tragitto stradale non superi i 150 km nel territorio della UE.
Repressione del sovraccarico
L'art. 10 quater del decreto prevede che, entro il 27 maggio 2021, con decreto del ministero dei Trasporti (sentiti i ministeri dell'Interno e dello Sviluppo Economico) vengano adottate misure specifiche per identificare e controllare su strada i veicoli in sovraccarico, ricorrendo: a sistemi automatici di pesatura certificati e collocati sulle infrastrutture stradali; ad apparecchiature di pesatura certificate installate a bordo degli automezzi, in grado di comunicare il peso dal veicolo in movimento al suo conducente e alle autorità competenti (questo sistema non può essere richiesto ai veicoli immatricolati in altro Stato membro).
Trasporto container: obblighi delle parti
L'articolo 10 quinquies del decreto ministeriale prevede che nel trasporto di container e di casse mobili lo speditore consegni al vettore una dichiarazione contenente il peso del container o della cassa mobile trasportata. Il vettore, a sua volta, dovrà mettere a disposizione degli organi di controllo questa documentazione per il controllo del sovraccarico. Tutte queste disposizioni verranno attuate dal MIT con successivo decreto volto ad individuare gli schemi di documentazione e le informazioni da riportare.

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Cabotaggio, distacco e riposo: ecco le proposte ufficiali della Commissione UE

Alla fine la Commissione europea è andata avanti per la sua strada, inserendo le sue proposte, all'interno del pacchetto mobilità presentato il 31 maggio.

Cabotaggio
Attualmente le operazioni di cabotaggio possono essere al massimo tre e da svolgersi all'interno di un trasporto internazionale ed entro una settimana dalla data di ingresso nel territorio dello Stato membro. La Commissione propone invece di eliminare il limite relativo alle operazioni di cabotaggio, anche se in un lasso di tempo ridotto a cinque i giorni.

Distacco
L'autista impegnato in trasporti internazionali diventa distaccato qualora rimanga in uno Stato terzo rispetto al proprio per più di tre giorni nell'arco di un mese. Se svolge però operazioni di cabotaggio, viene considerato distaccato già dal primo giorno di impegno.
Questi limiti temporali servono a far quantificare anche la sua retribuzione minima. Perché per la Commissione ogni qualvolta un autista si trovi per più di 72 ore in uno Stato o sia impiegato in un'operazione di cabotaggio dovrà ricevere un trattamento retributivo e contributo esistente in questo stesso Stato.

Riposo settimanale
È forse l'argomento su cui si è creata maggiore contrarietà. Attualmente, come si sa, i conducenti devono osservare un riposo settimanale dopo aver trascorso, al massimo, 6 periodi di 24 ore dal termine del periodo di riposo settimanale precedente. Quello regolare è di 45 ore consecutive, ma si può ridurre a un minimo di 24 ore («ridotto»). In questo secondo caso è obbligatorio recuperare le ore di riposo non consumate entro la fine della terza settimana successiva, entro cioè le 24 di domenica.
Nel corso di due settimane consecutive è possibile svolgere due periodi di riposo settimanali di 45 ore o un periodo di riposo di almeno 45 ore e uno minimo di 24 ore. Non si può, quindi, godere di due riposi ridotti consecutivi.
Peraltro, se il riposo viene goduto in misura ridotta di 24 ore bisogna compensare questo mancato godimento, consumandolo tutto in blocco, vale a dire tutto in una volta.
La Commissione invece propone di compiere un riposo minimo di 24 ore dopo sei periodi di 24 ore. Nell'arco di quattro settimane, però, il conducente potrà godere di un massimo di due riposi di 24 ore, anche consecutivamente, mentre le compensazioni del riposo ridotto dovranno essere aggiunte al successivo riposo settimanale regolare.
Ma la vera novità è riguarda il luogo in cui svolgere questo riposo, perché secondo la Commissione non potrà essere la cabina del camion. Ciò significa che sarà obbligo delle aziende per cui lavorano di fornire loro un alloggio per effettuare il riposo settimanale regolare.
Per la Commissione in questo modo gli autisti avranno modo di trascorrere più tempo a casa e di beneficiare di un riposo migliore pagato dall'azienda, a tutto vantaggio della sicurezza. In più anche la normativa attuale sul riposo, viene definitivamente chiarita.

CNA-Fita giudica infatti positivamente molti punti del pacchetto presentato dall'organo di governo della UE:
1) a partire da quello che riguarda l'estensione del campo di applicazione della legislazione per l'accesso alla professione ai veicoli al di sotto delle 3,5 tonnellate;
2) per quanto riguarda il contrasto alle cosiddette società «letterbox», create al solo scopo di aggirare le normative fiscali, è «d'accordo sulla creazione di strumenti e obblighi di controllo supplementari per gli Stati membri» e sul «collegare gli impegni di controllo per gli Stati membri a rischi conosciuti in settori diversi».

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Osservatorio Nazionale sui furti e rapine a danno degli Autotrasportatori

E' stato istituito a livello nazionale un Osservatorio inerente furti e rapine a danno degli Autotrasportatori.
Qualora, malauguratamente, doveste subire furti e rapine, i nostri soci del settore possono segnalarlo a Loranzo Folli, REspondabile CNA Trasporti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , che provvederà a prendere contatti con le autorità competenti.

Tutte le informazioni sono reperibili sul sito www.interno.gov.it/ministero/osservatori 

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La Germania vieta ufficialmente il riposo settimanale in cabina

 

In Germania ieri è ufficialmente entrata in vigore la norma che vieta il riposo settimanale lungo di 45 ore all'interno della cabina (in G.U. tedesca n. 29 del 24/05/2017).
Nel marzo scorso il parlamento tedesco aveva deciso di vietare il riposo settimanale dei conducenti sia a bordo del camion, sia in strutture non idonee, stabilendo che qualora venisse trovato un conducente a trascorrere tale riposo in cabina o in un altro luogo ritenuto non idoneo, tale fattispecie verrebbe considerata come un riposo non fruito regolarmente.
La nuova norma prevede che, in caso di violazione, le sanzioni applicabili sono quelle previste per il conducente che abbia omesso completamente di fruire del riposo settimanale regolare e, in particolare, introduce le sanzioni di 60 euro per il conducente e 180 euro all'azienda, per ogni ora di riposo non fruita regolarmente.
Un divieto, come quello già applicato in Francia e Belgio, e prossimamente anche in Italia, che dovrebbe andare a contrastare con maggiore efficacia il fenomeno del distacco fraudolento dei lavoratori e il cosiddetto dumping.

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La manovra riboccia gli autobus "low cost"

 

La compagnia tedesca Flixbus offre trasporti in bus a basso prezzo in molti Paesi europei ma in Italia viene osteggiata

Tra gli altri emendamenti approvati ieri dalla commissione Bilancio c'è quello sulle nuove norme per il lavoro occasionale, in sostituzione dei voucher, e un'altra serie di misure, che vanno dal «Sisma-bonus» anche per chi acquista una casa demolita e ricostruita nelle area ad alto rischio, al nuovo stop a Flixbus, la società di trasporto «low cost».
È l'ennesimo capitolo che riguarda l'attività dell'azienda tedesca, proprietaria di una piattaforma web che si appoggia su compagnie di autobus locali: l'emendamento infatti ripristina il blocco che era stato previsto nel Milleproroghe e che la manovrina avrebbe dovuto correggere.
Inoltre, dal primo gennaio del prossimo anno diremo addio alle monetine da 1 e 2 centesimi. La commissione Bilancio della Camera ha dato il via libera all'emendamento alla cosiddetta «manovrina» che sospende il conio delle monete di minor valore e introduce un meccanismo di arrotondamento. Questa scelta - già fatta da alcuni Paesi come Finlandia, Olanda, Belgio e Irlanda - preoccupa il Codacons, secondo cui sono in arrivo rincari per i consumatori. L'impatto della norma sarà comunque monitorato dal Garante dei prezzi che dovrà riferire ogni sei mesi al ministero dell'Economia le eventuali anomalie che saranno segnalate all'Antitrust.
Sono ancora tre i capitoli da affrontare, quello relativo al decreto Alitalia, sui poteri dell'Anac cancellati con le correzioni al Codice degli appalti e quello per salvare i direttori stranieri dei musei, dopo la sentenza del Tar che ha annullato cinque nomine.
Tra le novità inserite nella testo c'è anche la tassa sugli affitti brevi, chiamata «tassa Airbnb», che viene applicata ai portali online stranieri - quelli cioè senza una stabile organizzazione in Italia - che dovranno vestire i panni degli esattori (è prevista una cedolare secca al 21%). Per il presidente della Commissione, Francesco Boccia, è «un altro tassello importante verso l'equità fiscale tra le attività online e offline». È stato inoltre dato il via libera alla nuova proroga fino al 30 giugno 2018 delle posizioni in scadenza per i dirigenti dell'Agenzia delle Entrate, ai concorsi per l'assunzione di 25 magistrati alla Corte dei Conti e all'emendamento che prevede in caso di ritardo dei bus, di mezz'ora in città o un'ora tra Comuni, il rimborso del biglietto. Infine un emendamento ha modificato i criteri per le agevolazioni fiscali alle imprese che investono per ricapitalizzarsi (Ace). L'obiettivo è ridurre l'effetto positivo per le imprese che hanno avuto negli ultimi anni consistenti ricapitalizzazioni e forti perdite, come nel caso di Mps.

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Procedure operative per veicoli superiori a 35 quintali – proroga sine die, per l'obbligo della dichiarazione delle officine - Dal 6 Giugno 2017 nuove tempistiche del "Nastro operativo"

Come è noto la circolare del MIT Prot. RU 4791 del 27 Febbraio 2017, intendeva introdurre delicate e critiche innovazioni in tema di procedure operative per l'effettuazione della revisione dei veicoli pesanti.
Il tema è stato immediatamente oggetto di particolare attenzione da parte dalle Associazioni di categoria che hanno ottenuto alcuni posticipi alla sua entrata in vigore, prevista, da ultimo, per il giorno 6 Giugno 2017 (avviso n° 13 dello stesso 27/04/2017).
Con la nota del 25 Maggio 2017, vienecomunicato che la Circolare RU 4791 DEL 27 Febbraio 2017, viene prorogata, per la parte che riguarda l'obbligo di acquisire la dichiarazione delle officine preliminare alle operazioni di revisione, senza fissare un giorno preciso, sino a quando l'Amministrazione non avrà effettuato una sua efficacie rivisitazione.
Quindi, anche dopo il 6 giugno 2017, per la prenotazione delle revisioni, nessuna procedura preliminare e propedeutica presso le officine.
La nota esplicita però che le previsioni relative alla tempistica da rispettare per le operazioni di revisione, "NASTRO OPERATIVO", punto 2 della richiamata circolare Prot. RU 4791 del 27 Febbraio 2017, entreranno in vigore dal 6 Giugno 2017.

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Ritiro patente per guida con cellulare: si parte in estate?

Ritiro immediato della patente per chi usa il telefonino mentre guida, divieto di sorpassare ciclisti se c'è uno spazio laterale minore di un metro e mezzo e avvio (dopo cinque anni di false partenze) dei controlli automatici per scoprire più facilmente chi circola senza assicurazione Rc auto. Sono i tre punti principali su cui il Governo sta lavorando per modificare il Codice della strada. E' possibile che le novità finiscano in qualche provvedimento successivo o diventino l'oggetto di un decreto legge specifico, da far entrare in vigore in estate.

Non è nemmeno sicuro che tutte e tre le novità arrivino contemporaneamente: potrebbe anche esserci uno spacchettamento.
Quel che è sicuro è la volontà del Governo di fare qualcosa in materia di sicurezza stradale, perché l'argomento è tornato di attualità dopo alcuni incidenti (come quello costato la vita al corridore Michele Scarponi, portato come esempio dei rischi che corrono quotidianamente i ciclisti, anche se ha ben poca attinenza con essi) e le statistiche che mostrano un'interruzione del calo della mortalità su strada (soprattutto per pedoni e ciclisti).
Ci sono anche alcune proposte della Polizia stradale che attendono da molto tempo e ora almeno quella sull'inasprimento delle sanzioni legate all'uso del cellulare dovrebbe essere recepita.
In sostanza, la sospensione della patente per chi usa il cellulare (cioè digita su schermo o tastiera oppure parla senza utilizzare auricolare o vivavoce) verrebbe prevista già alla prima violazione, mentre oggi scatta solo per i recidivi (intesi come quelli che hanno già commesso nell'ultimo biennio un'infrazione relativa al telefonino). Le conseguenze della novità (che si riferisce all'articolo 173 del Codice della strada) sarebbero due:
– gli agenti che fermano un trasgressore dovrebbero ritirargli subito la patente (per inviarla al prefetto, che quantificherà il periodo di sospensione, compreso fra uno e tre mesi), mentre oggi possono farlo solo se sono in grado di verificare all'istante che è recidivo (cosa difficile, soprattutto se la prima violazione era stata accertata da un altro corpo di polizia);
– si perderebbe la possibilità di fruire dello sconto del 30% pagando la multa entro cinque giorni (perché dal beneficio sono escluse le infrazioni che comportano la sospensione della patente anche per i non recidivi).
Non è chiaro se l'inasprimento riguarderà anche l'importo della multa (oggi di 161 euro), il numero di punti da decurtare (oggi cinque) e la durata del periodo di sospensione.
Quanto al limite minimo di spazio laterale per il sorpasso di ciclisti, è auspicabile che si rifletta sui problemi che la sua applicazione causerebbe.
Sicuramente molto ponderata sarà invece la norma sui controlli automatici Rc auto: è dall'autunno 2011 che sono già in vigore alcune regole, più volte modificate perché difficilmente applicabili ma rimaste lettera morta proprio perché ancora problematiche.
Da almeno tre anni è chiaro che il problema principale sta nel fatto che, se i controlli automatici partissero nel contesto attuale, non sarebbe prudente spedire direttamente le multe agli intestatari dei veicoli individuati dagli apparecchi di rilevazione. Per due motivi:
– l'individuazione dei veicoli non assicurati viene fatta confrontando il numero di targa letto dall'apparecchio con la banca dati delle polizze, gestita da Motorizzazione e Ania, che non garantisce un aggiornamento in tempo reale;
– il sistema sanzionatorio è complicato, perché l'articolo 193 del Codice della strada prevede che la pesante multa prevista (849 euro) si riduca a un quarto (212,25 euro) se l'assicurazione viene riattivata entro 30 giorni da quando è scaduta o se il proprietario provvede a demolire il veicolo entro 30 giorni dall'accertamento dell'infrazione.
Il risultato è che, prima di irrogare la sanzione, bisogna essere sicuri che il veicolo sia effettivamente scoperto da Rc auto. E la sicurezza si ottiene solo inviando al proprietario un invito a mostrare i documenti in un ufficio di polizia, dove vedranno se davvero al momento dell'accertamento il mezzo circolava senza Rc auto e calcoleranno la sanzione che va applicata al caso specifico che verrà riscontrato. Un notevole aggravio di lavoro, per uffici il cui equilibrio è sempre delicato.
Ora il problema del mancato aggiornamento delle banche dati pare risolto. Resta quello delle sanzioni, che dovrebbero essere unificate o comunque rese meno complicate e differenziate dalla norma allo studio del Governo.

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bando per la formazione di giovani conducenti di veicoli pesanti

Dalle ore 09,00 del 27 aprile 2017 sarà possibile compilare e presentare una domanda telematica per ottenere di poter essere ammesso ad un percorso individuale che potrà consentire a circa 600 giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, con residenza in Italia ed il possesso della patente di guida di categoria B, di acquisire la patente C e la Carta di Qualificazione del Conducente necessari per la guida di autocarri destinati al trasporto delle merci a condizioni agevolate.

Si tratta, di una iniziativa del comitato centrale dell'albo, che intende favorire l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro incentivando l'occupazione giovanile nel settore attraverso l'offerta di percorsi di formazione, quasi integralmente finanziati, per aspiranti conducenti professionali, nonché di tirocinio, volti ad una potenziale prospettiva di inserimento lavorativo stabile all'interno delle aziende afferenti settore "Logistica, Trasporto Merci e Spedizione".
I costi di formazione dei giovani autisti saranno sostenuti per l'80% dal Comitato centrale per l'Albo degli autotrasportatori.
Il regolamento di adesione al progetto, è reperibile all'indirizzo www.giovaniconducenti.it.
Sulla stessa pagina web ( www.giovaniconducenti.it ) , dalle ore 9.00 del 27 Aprile alle ore 13.00 del 19 Maggio 2017, sarà possibile compilare il form per la presentazione della domanda telematica per la selezione su base nazionale e con la formula del clicK-day dei giovani interessati.
Il sito dedicato www.giovaniconducenti.it sarà altresì raggiungibile, tramite re-indirizzamento, dal portale tematico www.alboautotrasporto.it , dal sito della rivista TIR www.rivistatir.it e dal sito istituzionale del MIT www.mit.gov.it .

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CROLLO PONTE CNA-FITA, ORA CONTROLLARE TUTTI GLI APPALTI

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 Un altro cavalcavia crollato e la tragedia è stata sfiorata di un soffio. Meno di due mesi fa a Camerano era collassato un ponte sulla A14 durante i lavori di ampliamento dell'autostrada: morirono due persone e tre rimasero ferite. Oggi a Fossano nel Cuneese un viadotto sulla tangenziale è improvvisamente crollato distruggendo un'auto dei carabinieri: un miracolo che i militari siano riusciti a fuggire in tempo. Di fronte al ripetersi di questi inconcepibili episodi la presidente nazionale CNA-Fita Cinzia Franchini torna a ribadire il problema drammatico della sicurezza delle infrastrutture italiane e chiede, in particolare, una mappatura dei cavalcavia del Paese.

"Le foto di Fossano purtroppo parlano da sole - afferma la presidente Franchini -. Aspettiamo ovviamente le perizie del caso e le analisi sui materiali e sulla posa, ma pare evidente come il problema in questo caso non sia solo quello della manutenzione. Quel ponte si è piegato su se stesso: qualche problema nella realizzazione della infrastruttura ci deve essere. Molti autotrasportatori denunciano da tempo, attraverso la Fita che dà loro voce, le condizioni visibilmente precarie in cui versano tanti ponti. Vanno puntati i fari sulla intera filiera degli appalti e subappaltati pubblici, vanno controllati i lavori già realizzati e vanno verificati con scrupolo i cantieri futuri. Deve essere questa la priorità del Ministero e non la progettazione di opere tanto faraoniche quanto eternamente rimandate. E' un compito, quello della sicurezza delle opere pubbliche. di fronte al quale il Governo non può sottrarsi: piangere le vittime e sperare che il destino metta in salvo miracolosamente gli automobilisti e i camionisti non può e non deve essere il fondamento delle politiche infrastrutturali italiane. Auspico non si debba attendere l'ennesima tragedia per dare corso ad una mappatura dei viadotti che stiamo chiedendo da tempo. Anche la normativa relativa al trasporto effettuato con veicoli eccezionali di merce che di eccezionale non ha proprio nulla se non le convenienze di alcune lobbies, va tempestivamente rivista".

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La Germania verso il divieto di riposo lungo in cabina

 

Anche la Germania si avvicina sempre di più al divieto di trascorrere il riposo lungo di 45 ore all'interno della cabina. Il cammino lo aveva iniziato nel corso del 2016, seguendo le orme del Belgio e della Francia, che avevano adottato misure analoghe (anche se nel caso francese molto più pesante a livello sanzionatorio) a partire dal 2014. Ma lo scorso mese c'è stata un'accelerazione.
Prima infatti il 9 marzo il parlamento tedesco, per la precisione il Bundestag, aveva deciso di vietare il riposo settimanale regolare sul camion e anche in alloggi non idonei e aveva previsto una sanzione in caso di infrazione sia per l'autista sia per l'azienda.
Poi il 31 marzo anche l'altra camera del parlamento, il Bundesrat, ha confermato questa iniziativa legislativa, ma non ha ancora fissato una data definitiva per l'entrata in vigore della normativa.
In ogni caso, il testo della legge si propone in modo dichiarato di difendere le condizioni sociali degli autisti, individuando il divieto come una possibilità di limitare i disagi della categoria.
Anche se ovviamente l'obiettivo prioritario è di natura protezionistica.

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