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Autotrasporto, in 6 anni chiuse 17mila aziende: sempre meno padroncini, più Spa, Consorzi e Coop

Presentato a Roma «Un ritratto in cifre: 100 numeri per capire l'autotrasporto»

L'autotrasporto italiano sta cambiando volto: la crisi economica è stata molto pesante ed è arrivata quasi contemporaneamente l'apertura delle frontiere e l'avvento della concorrenza da parte dei vettori dell'Est. Tutti fattori che hanno inciso profondamente: dal 2010 sono scomparse quasi 17.000 aziende (-15%). Il maggior tributo è stato pagato dalle imprese individuali (-20.000 unità), mentre sono cresciute Spa e forme aggregative come cooperative e consorzi.
Un segnale di coesione che l'autotrasporto non aveva mai dato prima: il mondo dei "padroncini" si ritrova
più debole, mentre aziende strutturate si fanno largo per affrontare situazioni più complesse, in cui l'Europa fa da padrona nel bene e nel male.
Il confronto con le aziende europee è stata forse la sfida più difficile di questi anni: i Tir con targa straniera sono sempre più presenti sulle autostrade italiane e rappresentano il 60% dei veicoli in transito dai valichi alpini. L'invasione degli autotrasportatori dell'Est ha prima eroso fette di mercato consistenti, poi ha fatto balenare diverse possibilità di "restare a galla" attraverso sistemi più o meno legali con l'obiettivo di abbassare i costi, troppo alti in Italia.
Nel panorama europeo, l'autotrasporto italiano appare claudicante. In questi anni le immatricolazioni e le quote di mercato si sono spostate a Est. L'unico paese dove tra il 2008 e il 2015 le vendite di Tir hanno registrato il segno «+» è la Polonia, passata da 16.401 a 20.586 immatricolazioni.
Per il resto, il dato italiano è il più depresso: la Penisola ha perso più della metà delle immatricolazioni, la Francia si è difesa con un -23%, mentre la Germania è riuscita a limitare i danni a un -9%.
Per quanto riguarda i traffici (analizzando i dati Eurostat), le tonnellate/km trasportate dalle ditte bulgare sono cresciute del 164% tra il 2006 e il 2014, del 54% in Ungheria e Slovacchia, del 45% in Slovenia.
A Ovest c'è tutta un'altra musica: solo la Spagna porta a casa un magro +1%, per il resto l'Italia fa registrare un – 51% come la Francia, il Belgio un – 46% e la Germania si attesta a – 40%.
Tra il 2006 e il 2015 il cabotaggio stradale internazionale è esploso.
Sempre secondo Eurostat, la Germania ha visto aumentare le tonnellate trasportate in regime di cabotaggio del 186,6%, il Belgio dell'80%, la Francia del 21,5%. Il nostro paese ha toccato l'apice nel 2014 con 7,8 milioni di tonnellate, il 67,2% in più rispetto al 2006, tornando poi nel 2015 a un valore pari a quello di dieci anni fa. Le aziende dell'Est hanno scatenato in Occidente una potente battaglia a colpi di ribassi sulle tariffe, partendo da un vantaggio di base: costi di gestione molto più bassi. Le tariffe dei vettori italiani si aggirerebbero tra 1,10-1,20 euro a chilometro (già sottocosto), mentre i colleghi dell'Est, spesso in violazione delle norme sui tempi di giuda, delle disposizione sul cabotaggio e con costi fissi inferiori, arrivano a viaggiare a 80-90 centesimi al chilometro.
Buona parte del gap competitivo si basa sul costo del lavoro: un autista assunto con contratto italiano costerebbe quasi 8 volte di più rispetto al collega con contratto bulgaro. La risposta di molte aziende è stata la delocalizzazione con avvio di nuove società all'estero, acquisizioni di aziende locali o trasformazioni in intermediari, in partnership con vettori terzisti locali.
Chi è rimasto in Italia, le sta provando tutte pur di rimanere a galla, per continuare a competere in un mercato dove i margini si restringono sempre di più. Le trovate sono diverse, quasi sempre al limite della legalità. È il caso del distacco internazionale, esterovestizione, targhe bulgare, società rumene o patentini Adr sloveni. Insomma, tutti escamotage per tagliare costi e burocrazia, ma sicuramente non per andare incontro al futuro che vede in primo piano lo sforzo per ridurre le emissioni nocive, puntando su carburanti
alternativi come Gnl o biocarburanti, su veicoli con guida assistita o autonoma che richiedono un up-grade professionale da parte delle aziende e degli autisti. Il mondo sta virando verso il commercio elettronico che richiede un vettore sempre più aperto alle sperimentazioni e alla specializzazione (il vettore 2.0), ma anche verso la digitalizzazione dei processi e l'industria 4.0.
L'intermodalità, in parte già nel presente, sarà uno degli elementi più importanti per il trasporto futuro lasciando alla gomma un ruolo centrale dovuto all'insostituibile flessibilità che la caratterizza.

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Veicoli pesanti: cambiano pesi e dimensioni

Ecco quali sono le novità contenute nel decreto 6 aprile 2017 del ministero dei Trasporti pubblicato in Gazzeta Ufficiale soltanto lo scorso 9 giugno e che recepisce la Direttiva n.2015/79 che modifica una precedente Direttiva (la 96/53) dedicata alle dimensioni massime dei veicoli che circolano in traffico nazionale e internazionale e ai pesi massimi autorizzati nel traffico internazionale, entrato in vigore il 10 giugno scorso:

Interventi aerodinamici
Con la modifica degli articoli 8 e 9 del precedente decreto del 6 aprile 1998 è autorizzato il superamento delle lunghezze massime ordinarie dei veicoli, senza però modificarne la capacità di carico, quando questo serve a installare dispositivi aerodinamici omologati nella parte posteriore del mezzo o, per quanto riguarda la cabina di guida, tramite profilature più aerodinamiche ( per esempio le prolunghe inserite nella coda del semirimorchio per ridurre le turbolenze aerodinamiche ).
Incentivi per combustibili alternativi
Per i veicoli che adotteranno alimentazioni basate su fonti di energia alternative, quali l'elettricità; l'idrogeno; il gas naturale liquido e compresso (LNG e CNG), il GPL ecc., il nuovo provvedimento, all'art. 10 bis, prevede l'incremento massimo di una tonnellata della massa complessiva ordinaria, per tener conto dell'installazione di componenti aggiuntivi (bombole, impianti, ecc) tipici delle diverse alimentazioni. Anche in questo caso l'aumento di peso del mezzo non deve comportare una maggiore capacità di carico.
Agevolazioni per trasporto di container o casse mobili da 45'
Il provvedimento ha previsto l'aumento di 15 cm delle lunghezze massime consentite per i veicoli dotati di cabine aerodinamiche che trasportino container o casse mobili di 45 piedi di lunghezza, vuoti o carichi. Inoltre è previsto l'aumento del peso massimo autorizzato per tutti gli autoarticolati a 5 o 6 assi che operino nel trasporto intermodale di container o di casse mobili di lunghezza fino a 45 piedi.
Per la precisione il decreto ministeriale prevede per i veicoli a motore con 2 assi con semirimorchi a 3 assi un peso massimo autorizzato di 42 tonnellate, mentre per i veicoli a motore con 3 assi con semirimorchio a 2 o 3 assi un peso massimo autorizzato di 44 tonnellate.
Interessante pure la definizione di trasporto intermodale contenuta nel decreto e in cui si specifica che è tale quel trasporto tra Stati dell'Unione Europea in cui la parte del tragitto fatta per ferrovia o per mare superi i 100 km in linea d'aria. La parte del percorso stradale iniziale o finale, invece, nel trasporto marittimo, non deve superare i 150 km e, nel trasporto ferroviario, deve essere compresa per il tragitto iniziale fra il punto di carico della merce e l'idonea stazione ferroviaria di carico più vicina, mentre per il tragitto terminale, fra il punto di scarico della merce e l'idonea stazione ferroviaria di scarico più vicina. Per trasporto intermodale si deve intendere anche il trasporto per vie navigabili interne, purché il tragitto stradale non superi i 150 km nel territorio della UE.
Repressione del sovraccarico
L'art. 10 quater del decreto prevede che, entro il 27 maggio 2021, con decreto del ministero dei Trasporti (sentiti i ministeri dell'Interno e dello Sviluppo Economico) vengano adottate misure specifiche per identificare e controllare su strada i veicoli in sovraccarico, ricorrendo: a sistemi automatici di pesatura certificati e collocati sulle infrastrutture stradali; ad apparecchiature di pesatura certificate installate a bordo degli automezzi, in grado di comunicare il peso dal veicolo in movimento al suo conducente e alle autorità competenti (questo sistema non può essere richiesto ai veicoli immatricolati in altro Stato membro).
Trasporto container: obblighi delle parti
L'articolo 10 quinquies del decreto ministeriale prevede che nel trasporto di container e di casse mobili lo speditore consegni al vettore una dichiarazione contenente il peso del container o della cassa mobile trasportata. Il vettore, a sua volta, dovrà mettere a disposizione degli organi di controllo questa documentazione per il controllo del sovraccarico. Tutte queste disposizioni verranno attuate dal MIT con successivo decreto volto ad individuare gli schemi di documentazione e le informazioni da riportare.

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Cabotaggio, distacco e riposo: ecco le proposte ufficiali della Commissione UE

Alla fine la Commissione europea è andata avanti per la sua strada, inserendo le sue proposte, all'interno del pacchetto mobilità presentato il 31 maggio.

Cabotaggio
Attualmente le operazioni di cabotaggio possono essere al massimo tre e da svolgersi all'interno di un trasporto internazionale ed entro una settimana dalla data di ingresso nel territorio dello Stato membro. La Commissione propone invece di eliminare il limite relativo alle operazioni di cabotaggio, anche se in un lasso di tempo ridotto a cinque i giorni.

Distacco
L'autista impegnato in trasporti internazionali diventa distaccato qualora rimanga in uno Stato terzo rispetto al proprio per più di tre giorni nell'arco di un mese. Se svolge però operazioni di cabotaggio, viene considerato distaccato già dal primo giorno di impegno.
Questi limiti temporali servono a far quantificare anche la sua retribuzione minima. Perché per la Commissione ogni qualvolta un autista si trovi per più di 72 ore in uno Stato o sia impiegato in un'operazione di cabotaggio dovrà ricevere un trattamento retributivo e contributo esistente in questo stesso Stato.

Riposo settimanale
È forse l'argomento su cui si è creata maggiore contrarietà. Attualmente, come si sa, i conducenti devono osservare un riposo settimanale dopo aver trascorso, al massimo, 6 periodi di 24 ore dal termine del periodo di riposo settimanale precedente. Quello regolare è di 45 ore consecutive, ma si può ridurre a un minimo di 24 ore («ridotto»). In questo secondo caso è obbligatorio recuperare le ore di riposo non consumate entro la fine della terza settimana successiva, entro cioè le 24 di domenica.
Nel corso di due settimane consecutive è possibile svolgere due periodi di riposo settimanali di 45 ore o un periodo di riposo di almeno 45 ore e uno minimo di 24 ore. Non si può, quindi, godere di due riposi ridotti consecutivi.
Peraltro, se il riposo viene goduto in misura ridotta di 24 ore bisogna compensare questo mancato godimento, consumandolo tutto in blocco, vale a dire tutto in una volta.
La Commissione invece propone di compiere un riposo minimo di 24 ore dopo sei periodi di 24 ore. Nell'arco di quattro settimane, però, il conducente potrà godere di un massimo di due riposi di 24 ore, anche consecutivamente, mentre le compensazioni del riposo ridotto dovranno essere aggiunte al successivo riposo settimanale regolare.
Ma la vera novità è riguarda il luogo in cui svolgere questo riposo, perché secondo la Commissione non potrà essere la cabina del camion. Ciò significa che sarà obbligo delle aziende per cui lavorano di fornire loro un alloggio per effettuare il riposo settimanale regolare.
Per la Commissione in questo modo gli autisti avranno modo di trascorrere più tempo a casa e di beneficiare di un riposo migliore pagato dall'azienda, a tutto vantaggio della sicurezza. In più anche la normativa attuale sul riposo, viene definitivamente chiarita.

CNA-Fita giudica infatti positivamente molti punti del pacchetto presentato dall'organo di governo della UE:
1) a partire da quello che riguarda l'estensione del campo di applicazione della legislazione per l'accesso alla professione ai veicoli al di sotto delle 3,5 tonnellate;
2) per quanto riguarda il contrasto alle cosiddette società «letterbox», create al solo scopo di aggirare le normative fiscali, è «d'accordo sulla creazione di strumenti e obblighi di controllo supplementari per gli Stati membri» e sul «collegare gli impegni di controllo per gli Stati membri a rischi conosciuti in settori diversi».

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Osservatorio Nazionale sui furti e rapine a danno degli Autotrasportatori

E' stato istituito a livello nazionale un Osservatorio inerente furti e rapine a danno degli Autotrasportatori.
Qualora, malauguratamente, doveste subire furti e rapine, i nostri soci del settore possono segnalarlo a Loranzo Folli, REspondabile CNA Trasporti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , che provvederà a prendere contatti con le autorità competenti.

Tutte le informazioni sono reperibili sul sito www.interno.gov.it/ministero/osservatori 

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La Germania vieta ufficialmente il riposo settimanale in cabina

 

In Germania ieri è ufficialmente entrata in vigore la norma che vieta il riposo settimanale lungo di 45 ore all'interno della cabina (in G.U. tedesca n. 29 del 24/05/2017).
Nel marzo scorso il parlamento tedesco aveva deciso di vietare il riposo settimanale dei conducenti sia a bordo del camion, sia in strutture non idonee, stabilendo che qualora venisse trovato un conducente a trascorrere tale riposo in cabina o in un altro luogo ritenuto non idoneo, tale fattispecie verrebbe considerata come un riposo non fruito regolarmente.
La nuova norma prevede che, in caso di violazione, le sanzioni applicabili sono quelle previste per il conducente che abbia omesso completamente di fruire del riposo settimanale regolare e, in particolare, introduce le sanzioni di 60 euro per il conducente e 180 euro all'azienda, per ogni ora di riposo non fruita regolarmente.
Un divieto, come quello già applicato in Francia e Belgio, e prossimamente anche in Italia, che dovrebbe andare a contrastare con maggiore efficacia il fenomeno del distacco fraudolento dei lavoratori e il cosiddetto dumping.

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La manovra riboccia gli autobus "low cost"

 

La compagnia tedesca Flixbus offre trasporti in bus a basso prezzo in molti Paesi europei ma in Italia viene osteggiata

Tra gli altri emendamenti approvati ieri dalla commissione Bilancio c'è quello sulle nuove norme per il lavoro occasionale, in sostituzione dei voucher, e un'altra serie di misure, che vanno dal «Sisma-bonus» anche per chi acquista una casa demolita e ricostruita nelle area ad alto rischio, al nuovo stop a Flixbus, la società di trasporto «low cost».
È l'ennesimo capitolo che riguarda l'attività dell'azienda tedesca, proprietaria di una piattaforma web che si appoggia su compagnie di autobus locali: l'emendamento infatti ripristina il blocco che era stato previsto nel Milleproroghe e che la manovrina avrebbe dovuto correggere.
Inoltre, dal primo gennaio del prossimo anno diremo addio alle monetine da 1 e 2 centesimi. La commissione Bilancio della Camera ha dato il via libera all'emendamento alla cosiddetta «manovrina» che sospende il conio delle monete di minor valore e introduce un meccanismo di arrotondamento. Questa scelta - già fatta da alcuni Paesi come Finlandia, Olanda, Belgio e Irlanda - preoccupa il Codacons, secondo cui sono in arrivo rincari per i consumatori. L'impatto della norma sarà comunque monitorato dal Garante dei prezzi che dovrà riferire ogni sei mesi al ministero dell'Economia le eventuali anomalie che saranno segnalate all'Antitrust.
Sono ancora tre i capitoli da affrontare, quello relativo al decreto Alitalia, sui poteri dell'Anac cancellati con le correzioni al Codice degli appalti e quello per salvare i direttori stranieri dei musei, dopo la sentenza del Tar che ha annullato cinque nomine.
Tra le novità inserite nella testo c'è anche la tassa sugli affitti brevi, chiamata «tassa Airbnb», che viene applicata ai portali online stranieri - quelli cioè senza una stabile organizzazione in Italia - che dovranno vestire i panni degli esattori (è prevista una cedolare secca al 21%). Per il presidente della Commissione, Francesco Boccia, è «un altro tassello importante verso l'equità fiscale tra le attività online e offline». È stato inoltre dato il via libera alla nuova proroga fino al 30 giugno 2018 delle posizioni in scadenza per i dirigenti dell'Agenzia delle Entrate, ai concorsi per l'assunzione di 25 magistrati alla Corte dei Conti e all'emendamento che prevede in caso di ritardo dei bus, di mezz'ora in città o un'ora tra Comuni, il rimborso del biglietto. Infine un emendamento ha modificato i criteri per le agevolazioni fiscali alle imprese che investono per ricapitalizzarsi (Ace). L'obiettivo è ridurre l'effetto positivo per le imprese che hanno avuto negli ultimi anni consistenti ricapitalizzazioni e forti perdite, come nel caso di Mps.

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Procedure operative per veicoli superiori a 35 quintali – proroga sine die, per l'obbligo della dichiarazione delle officine - Dal 6 Giugno 2017 nuove tempistiche del "Nastro operativo"

Come è noto la circolare del MIT Prot. RU 4791 del 27 Febbraio 2017, intendeva introdurre delicate e critiche innovazioni in tema di procedure operative per l'effettuazione della revisione dei veicoli pesanti.
Il tema è stato immediatamente oggetto di particolare attenzione da parte dalle Associazioni di categoria che hanno ottenuto alcuni posticipi alla sua entrata in vigore, prevista, da ultimo, per il giorno 6 Giugno 2017 (avviso n° 13 dello stesso 27/04/2017).
Con la nota del 25 Maggio 2017, vienecomunicato che la Circolare RU 4791 DEL 27 Febbraio 2017, viene prorogata, per la parte che riguarda l'obbligo di acquisire la dichiarazione delle officine preliminare alle operazioni di revisione, senza fissare un giorno preciso, sino a quando l'Amministrazione non avrà effettuato una sua efficacie rivisitazione.
Quindi, anche dopo il 6 giugno 2017, per la prenotazione delle revisioni, nessuna procedura preliminare e propedeutica presso le officine.
La nota esplicita però che le previsioni relative alla tempistica da rispettare per le operazioni di revisione, "NASTRO OPERATIVO", punto 2 della richiamata circolare Prot. RU 4791 del 27 Febbraio 2017, entreranno in vigore dal 6 Giugno 2017.

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Ritiro patente per guida con cellulare: si parte in estate?

Ritiro immediato della patente per chi usa il telefonino mentre guida, divieto di sorpassare ciclisti se c'è uno spazio laterale minore di un metro e mezzo e avvio (dopo cinque anni di false partenze) dei controlli automatici per scoprire più facilmente chi circola senza assicurazione Rc auto. Sono i tre punti principali su cui il Governo sta lavorando per modificare il Codice della strada. E' possibile che le novità finiscano in qualche provvedimento successivo o diventino l'oggetto di un decreto legge specifico, da far entrare in vigore in estate.

Non è nemmeno sicuro che tutte e tre le novità arrivino contemporaneamente: potrebbe anche esserci uno spacchettamento.
Quel che è sicuro è la volontà del Governo di fare qualcosa in materia di sicurezza stradale, perché l'argomento è tornato di attualità dopo alcuni incidenti (come quello costato la vita al corridore Michele Scarponi, portato come esempio dei rischi che corrono quotidianamente i ciclisti, anche se ha ben poca attinenza con essi) e le statistiche che mostrano un'interruzione del calo della mortalità su strada (soprattutto per pedoni e ciclisti).
Ci sono anche alcune proposte della Polizia stradale che attendono da molto tempo e ora almeno quella sull'inasprimento delle sanzioni legate all'uso del cellulare dovrebbe essere recepita.
In sostanza, la sospensione della patente per chi usa il cellulare (cioè digita su schermo o tastiera oppure parla senza utilizzare auricolare o vivavoce) verrebbe prevista già alla prima violazione, mentre oggi scatta solo per i recidivi (intesi come quelli che hanno già commesso nell'ultimo biennio un'infrazione relativa al telefonino). Le conseguenze della novità (che si riferisce all'articolo 173 del Codice della strada) sarebbero due:
– gli agenti che fermano un trasgressore dovrebbero ritirargli subito la patente (per inviarla al prefetto, che quantificherà il periodo di sospensione, compreso fra uno e tre mesi), mentre oggi possono farlo solo se sono in grado di verificare all'istante che è recidivo (cosa difficile, soprattutto se la prima violazione era stata accertata da un altro corpo di polizia);
– si perderebbe la possibilità di fruire dello sconto del 30% pagando la multa entro cinque giorni (perché dal beneficio sono escluse le infrazioni che comportano la sospensione della patente anche per i non recidivi).
Non è chiaro se l'inasprimento riguarderà anche l'importo della multa (oggi di 161 euro), il numero di punti da decurtare (oggi cinque) e la durata del periodo di sospensione.
Quanto al limite minimo di spazio laterale per il sorpasso di ciclisti, è auspicabile che si rifletta sui problemi che la sua applicazione causerebbe.
Sicuramente molto ponderata sarà invece la norma sui controlli automatici Rc auto: è dall'autunno 2011 che sono già in vigore alcune regole, più volte modificate perché difficilmente applicabili ma rimaste lettera morta proprio perché ancora problematiche.
Da almeno tre anni è chiaro che il problema principale sta nel fatto che, se i controlli automatici partissero nel contesto attuale, non sarebbe prudente spedire direttamente le multe agli intestatari dei veicoli individuati dagli apparecchi di rilevazione. Per due motivi:
– l'individuazione dei veicoli non assicurati viene fatta confrontando il numero di targa letto dall'apparecchio con la banca dati delle polizze, gestita da Motorizzazione e Ania, che non garantisce un aggiornamento in tempo reale;
– il sistema sanzionatorio è complicato, perché l'articolo 193 del Codice della strada prevede che la pesante multa prevista (849 euro) si riduca a un quarto (212,25 euro) se l'assicurazione viene riattivata entro 30 giorni da quando è scaduta o se il proprietario provvede a demolire il veicolo entro 30 giorni dall'accertamento dell'infrazione.
Il risultato è che, prima di irrogare la sanzione, bisogna essere sicuri che il veicolo sia effettivamente scoperto da Rc auto. E la sicurezza si ottiene solo inviando al proprietario un invito a mostrare i documenti in un ufficio di polizia, dove vedranno se davvero al momento dell'accertamento il mezzo circolava senza Rc auto e calcoleranno la sanzione che va applicata al caso specifico che verrà riscontrato. Un notevole aggravio di lavoro, per uffici il cui equilibrio è sempre delicato.
Ora il problema del mancato aggiornamento delle banche dati pare risolto. Resta quello delle sanzioni, che dovrebbero essere unificate o comunque rese meno complicate e differenziate dalla norma allo studio del Governo.

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bando per la formazione di giovani conducenti di veicoli pesanti

Dalle ore 09,00 del 27 aprile 2017 sarà possibile compilare e presentare una domanda telematica per ottenere di poter essere ammesso ad un percorso individuale che potrà consentire a circa 600 giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, con residenza in Italia ed il possesso della patente di guida di categoria B, di acquisire la patente C e la Carta di Qualificazione del Conducente necessari per la guida di autocarri destinati al trasporto delle merci a condizioni agevolate.

Si tratta, di una iniziativa del comitato centrale dell'albo, che intende favorire l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro incentivando l'occupazione giovanile nel settore attraverso l'offerta di percorsi di formazione, quasi integralmente finanziati, per aspiranti conducenti professionali, nonché di tirocinio, volti ad una potenziale prospettiva di inserimento lavorativo stabile all'interno delle aziende afferenti settore "Logistica, Trasporto Merci e Spedizione".
I costi di formazione dei giovani autisti saranno sostenuti per l'80% dal Comitato centrale per l'Albo degli autotrasportatori.
Il regolamento di adesione al progetto, è reperibile all'indirizzo www.giovaniconducenti.it.
Sulla stessa pagina web ( www.giovaniconducenti.it ) , dalle ore 9.00 del 27 Aprile alle ore 13.00 del 19 Maggio 2017, sarà possibile compilare il form per la presentazione della domanda telematica per la selezione su base nazionale e con la formula del clicK-day dei giovani interessati.
Il sito dedicato www.giovaniconducenti.it sarà altresì raggiungibile, tramite re-indirizzamento, dal portale tematico www.alboautotrasporto.it , dal sito della rivista TIR www.rivistatir.it e dal sito istituzionale del MIT www.mit.gov.it .

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CROLLO PONTE CNA-FITA, ORA CONTROLLARE TUTTI GLI APPALTI

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 Un altro cavalcavia crollato e la tragedia è stata sfiorata di un soffio. Meno di due mesi fa a Camerano era collassato un ponte sulla A14 durante i lavori di ampliamento dell'autostrada: morirono due persone e tre rimasero ferite. Oggi a Fossano nel Cuneese un viadotto sulla tangenziale è improvvisamente crollato distruggendo un'auto dei carabinieri: un miracolo che i militari siano riusciti a fuggire in tempo. Di fronte al ripetersi di questi inconcepibili episodi la presidente nazionale CNA-Fita Cinzia Franchini torna a ribadire il problema drammatico della sicurezza delle infrastrutture italiane e chiede, in particolare, una mappatura dei cavalcavia del Paese.

"Le foto di Fossano purtroppo parlano da sole - afferma la presidente Franchini -. Aspettiamo ovviamente le perizie del caso e le analisi sui materiali e sulla posa, ma pare evidente come il problema in questo caso non sia solo quello della manutenzione. Quel ponte si è piegato su se stesso: qualche problema nella realizzazione della infrastruttura ci deve essere. Molti autotrasportatori denunciano da tempo, attraverso la Fita che dà loro voce, le condizioni visibilmente precarie in cui versano tanti ponti. Vanno puntati i fari sulla intera filiera degli appalti e subappaltati pubblici, vanno controllati i lavori già realizzati e vanno verificati con scrupolo i cantieri futuri. Deve essere questa la priorità del Ministero e non la progettazione di opere tanto faraoniche quanto eternamente rimandate. E' un compito, quello della sicurezza delle opere pubbliche. di fronte al quale il Governo non può sottrarsi: piangere le vittime e sperare che il destino metta in salvo miracolosamente gli automobilisti e i camionisti non può e non deve essere il fondamento delle politiche infrastrutturali italiane. Auspico non si debba attendere l'ennesima tragedia per dare corso ad una mappatura dei viadotti che stiamo chiedendo da tempo. Anche la normativa relativa al trasporto effettuato con veicoli eccezionali di merce che di eccezionale non ha proprio nulla se non le convenienze di alcune lobbies, va tempestivamente rivista".

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La Germania verso il divieto di riposo lungo in cabina

 

Anche la Germania si avvicina sempre di più al divieto di trascorrere il riposo lungo di 45 ore all'interno della cabina. Il cammino lo aveva iniziato nel corso del 2016, seguendo le orme del Belgio e della Francia, che avevano adottato misure analoghe (anche se nel caso francese molto più pesante a livello sanzionatorio) a partire dal 2014. Ma lo scorso mese c'è stata un'accelerazione.
Prima infatti il 9 marzo il parlamento tedesco, per la precisione il Bundestag, aveva deciso di vietare il riposo settimanale regolare sul camion e anche in alloggi non idonei e aveva previsto una sanzione in caso di infrazione sia per l'autista sia per l'azienda.
Poi il 31 marzo anche l'altra camera del parlamento, il Bundesrat, ha confermato questa iniziativa legislativa, ma non ha ancora fissato una data definitiva per l'entrata in vigore della normativa.
In ogni caso, il testo della legge si propone in modo dichiarato di difendere le condizioni sociali degli autisti, individuando il divieto come una possibilità di limitare i disagi della categoria.
Anche se ovviamente l'obiettivo prioritario è di natura protezionistica.

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Centoquindici imprese ferraresi dell'autotrasporto aderiscono alla class action contro il cartello delle case costruttrici

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Una fila di 726 camion, per un complesso di almeno 15 chilometri di lunghezza e 20 mila tonnellate di peso. Cifre del tutto ragguardevoli, quelle costituite dalle 115 imprese dell'autotrasporto della provincia di Ferrara che hanno aderito alla class action, lanciata da Cna Fita a livello nazionale contro la lobby dei costruttori di camion. Prima associazione di categoria in Italia a promuovere un'azione collettiva di risarcimento contro il cartello illegale, costituito dalle case costruttrici di autocarri, l'iniziativa di Cna Fita era rivolta a tutte le imprese che avevano acquistato, preso in leasing o noleggiato a lungo termine autocarri di oltre 6 tonnellate delle marche Daf, Daimler - Mercedes-Benz, Iveco, Man - Volkswagen, Volvo - Renault e Scania, immatricolati tra il 1997 e il 2011. Un vero e proprio cartello, sanzionato dalla Commissione Europea con una multa di quasi 3 miliardi di euro per aver concordato ingiustamente un aumento dei prezzi ai danni dei propri clienti finali. Ampia, quindi, l'adesione alla class action di imprese della nostra provincia, che si colloca al terzo posto a livello nazionale con un numero di mezzi di valore pari a poco meno di 50 milioni di euro.

L'azione collettiva punterà a promuovere un giudizio finalizzato a tutelare collettivamente l'interesse degli autotrasportatori, facendo ottenere a ciascuno di essi il rimborso per il danno effettivamente subito. Si valuta l'entità del risarcimento per ciascun acquirente di autocarri intorno al 20% del prezzo del camion acquistato nel periodo di vigenza dell'accordo illecito.
Intanto, il Comitato esecutivo di Unatras, cui aderisce anche Cna Fita, contestando al Governo l'assenza dei provvedimenti più volte sollecitati in favore del settore autotrasporto, al centro del "Tir day" del 18 marzo scorso, ha annunciato formalmente il fermo del comparto. Tra le criticità maggiori, secondo le rappresentanze degli autotrasportatori, la concorrenza sempre più aggressiva dei vettori esteri, le violazioni della normativa sui tempi di pagamento, il blocco delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali, le nuove disposizioni per le revisioni dei mezzi pesanti, la mancata pubblicazione dei costi minimi di sicurezza, i provvedimenti già approvati ma non ancora resi esecutivi.

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Unatras decide il fermo dell'autotrasporto

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Il Comitato Esecutivo di Unatras, riunito ieri a Roma, ha constatato l'assenza dei provvedimenti sollecitati al Governo e ha deciso il fermo dell'autotrasporto merci, dando mandato all'Ufficio di Presidenza di definirne le modalità attuative.
La decisione nasce dalle mancate risposte ad una serie di gravi problemi denunciati dalle imprese di autotrasporto anche in occasione del Tir Day, la mobilitazione nazionale organizzata da Unatras lo scorso 18 marzo.
Tra le criticità evidenziate da Unatras vi sono la concorrenza sempre più aggressiva dei vettori esteri, le violazioni della normativa sui tempi di pagamento, il blocco delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali, le nuove disposizioni per le revisioni dei mezzi pesanti, la mancata pubblicazione dei costi minimi di sicurezza, i provvedimenti già approvati ma non ancora resi esecutivi.
Per spiegare le ragioni del fermo, nei prossimi giorni Unatras solleciterà confronti con le forze politiche in Parlamento e con i rappresentanti della Presidenza del Consiglio.

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Anche la CNA-Fita aderisce alla mobilitazione nazionale degli autotrasportatori

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Roma, 16 marzo 2017 - Anche la CNA-Fita aderisce alla mobilitazione nazionale degli autotrasportatori indetta per il 18 marzo insieme ad altre sigle dell'autotrasporto riunite nel coordinamento unitario Unatras. Sabato mattina infatti, in diverse città italiane e tra queste Venezia, Ancona, Trieste, Brescia, Parma, sono in programma manifestazioni per sensibilizzare il Governo sulle tante questioni che ancora attendono risposte.
"Gli autotrasportatori scendono in campo per criticare le politiche del Governo in tema di trasporti e l'assenza di risposte ai nodi più volte presentati nei tavoli istituzionali - commenta la presidente nazionale CNA-Fita Cinzia Franchini-. Senza risposte sono rimaste le nostre richieste sulla presenza di regole certe nel settore a partire da politiche, condivise con gli altri Paesi europei, in grado di fermare la concorrenza sleale estera e l'abusivismo; oppure ai tagli delle risorse per il settore, primo fra tutti quello relativo alle cosiddette "deduzioni forfetarie" fondamentali per la sopravvivenza delle aziende artigiane; alle promesse e mai stanziate risorse economiche per favorire l'intermodalità e il trasporto merci via mare come il "mare-bonus". Senza risposte, per fare un altro esempio, è rimasta la necessità più volte espressa di vere sanzioni nei confronti di chi non rispetta le tempistiche di pagamento alle aziende di trasporto. Un problema emerso per l'ennesima volta con forza nella recente vicenda della crisi del gruppo Artoni, che a quanto è dato sapere pare pagasse a 150 giorni (la norma in vigore prevede 60 giorni come termine perentorio), con centinaia di imprese in ginocchio per i mancati incassi. O ancora l'esigenza relativa alla determinazione mensile dei costi indicativi di esercizio dei diversi servizi di autotrasporto. L'elenco è lungo, termino ricordando che abbiamo Motorizzazioni Civili sotto organico incapaci di svolgere le più normali mansioni, dalle revisioni dei veicoli in tempi consoni ai controlli sulla normativa per il trasporto di merci pericolose ADR che ad oggi non ci risulta siano mai stati effettuati, a discapito della sicurezza di tutti".
"Denunciamo il malcontento di tanti piccoli e medi imprenditori costretti a fare i conti con una normativa complessa e inapplicata e con garanzie insufficienti - conclude Cinzia Franchini -. In ballo c'è la stessa sopravvivenza di un sistema nazionale di aziende di autotrasporto e quindi di una fetta importante del Pil italiano. Ci aspettiamo dal Governo e dal ministro Delrio risposte certe".

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Crisi Artoni, ecco le filiali che vuole salvare: indotto in ginocchio

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A dare notizia dello stato dell'arte della crisi del gruppo Artoni, dopo l'incontro al Mise rinviato ad oggi è la presidente nazionale Cna-Fita Cinzia Franchini

«Le filiali Artoni che Fercam ha deciso di acquisire in base al patto sottoscritto dai due gruppi dovrebbero essere quelle di Brescia, Caorso, Cesena, Campogalliano, Como, Reggio Emilia, Montegranaro, Pontedera, Vercelli, Mantova, Dalmine, Alessandria, Terni, Palermo più un interesse su Maddaloni. Si tratta di un elenco informale e alcune di queste potrebbero essere in ballottaggio». A dare notizia dello stato dell'arte della crisi del gruppo Artoni, dopo l'incontro al Mise rinviato ad oggi è la presidente nazionale Cna-Fita Cinzia Franchini.
«Genova e Trieste sarebbero i centri Artoni che rimarrebbero in attività per consentire la cassa integrazione straordinaria per i 488 dipendenti del gruppo, dipendenti che da oltre due mesi non percepiscono stipendio - continua Cinzia Franchini -. Il problema però non riguarda solo i dipendenti, ma un intero indotto che dà lavoro a oltre 2500 persone. Tanti imprenditori, molti dei quali associati alla Fita, sono esposti per centinaia di migliaia di euro col gruppo Artoni e hanno continuato a lavorare avendo avuto garanzie sulla continuità aziendale. Se andrà in porto questo accordo al ribasso tra i due colossi molte piccole e medie aziende rischiano di restare stritolate e, se non verranno saldate, rischiano di chiudere. Il patto tra Fercam e Artoni non può dimenticare chi ha lavorato e attende di essere pagato: il ministero deve applicare lo stesso modello utilizzato nel caso Ilva».

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Revisione della direttiva sul distacco dei lavoratori


La Commissione europea si appresta ad effettuare una revisione mirata della Direttiva sul distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi (Direttiva n. 71/1996), con l'obiettivo di contrastare le pratiche sleali tra imprese, migliorare le condizioni di lavoro e promuovere il principio per cui lo stesso lavoro nello stesso posto dovrebbe essere retribuito allo stesso modo.
L'orizzonte nel quale si indirizza la Direttiva è quello di creare un mercato comune più equo, garantire condizioni di parità tra le imprese e rispondere alle difficoltà segnalate dalle aziende che prestano servizi a livello transfrontaliero.
Dai dati in possesso della Commissione, infatti, si evince come nel 2014 i distacchi siano cresciuti del 44% rispetto al 2010, soprattutto nel settore edile e manifatturiero. Il distacco, sebbene sia uno strumento che è parte integrante del mercato interno dell'UE, può generare forti distorsioni e diventare una causa di dumping sociale.
All'annuncio della Commissione, le reazioni degli Stati e delle organizzazioni sociali sono state variegate. Tendenzialmente, i Paesi del nord Europa, la Confederazione europea dei sindacati (CES), e la Confederazione europea dell'edilizia (EBC) sono favorevoli alla revisione della Direttiva, revisione che invece ha trovato opposizione prevalentemente nei Paesi dell'Europa dell'est.

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Ispettorato del Lavoro: Cabotaggio – comunicazione preventiva di distacco transnazionale


La Direzione centrale vigilanza, affari legali e contenzioso dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha emanato la nota prot. 1670 del 28 febraio 2017, con la quale informa che a partire dal prossimo 1° marzo 2017 sarà disponibile, ai fini della comunicazione preventiva di distacco per le ipotesi di cabotaggio di merci o passeggeri (di cui al Capo III del Regolamento (CE) n. 1072/2009 e al Capo V del Regolamento (CE) n.1073/2009), il Modello di comunicazione UNI _CAB _UE all'interno della piattaforma.
A far data dal 1° marzo 2017, l'impresa straniera distaccante dovrà assolvere all'obbligo in questione utilizzando la predetta procedura on line e non più, come in precedenza, mediante l'invio del Modello cartaceo all'indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .
Tuttavia, in fase di prima applicazione – e cioè sino al 7 marzo p.v. – si riterranno in ogni caso valide le comunicazioni preventive relative a distacchi decorrenti dal 1° marzo, inoltrate attraverso la citata e-mail.

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Divieto settoriale in Austria: arriva l'ora del bollino ecologico

 

Dal 1° maggio 2017 i veicoli che viaggiano in Austria lungo la A12 tra Kufstein e Zirl, dovranno dimostrare a quale classe di inquinamento ambientale appartengono attraverso un bollino ecologico e non tramite i documenti di circolazione come avviene oggi.
Su quel tratto infatti vige il divieto settoriale che esonera soltanto i veicoli euro 6 e, almeno fino al 30 aprile 2017, anche gli euro 5.
Dal 1° maggio tutti i veicoli utilizzati all'interno delle "aree IG-L-ban" delle classi Euro3, 4, 5 e 6 (per quelle precedenti non è consentita la circolazione) devono essere muniti del bollino posto sulla parte destra del parabrezza, di colore variabile a seconda della classe Euro del veicolo (giallo Euro3; verde Euro4; azzurro Euro5;viola Euro6).
Chi circola senza bollino può essere punito con una sanzione che può arrivare a 2.180 euro.
Il contrassegno può essere acquistato in Austria presso gli enti autorizzati e la classificazione dei veicoli richiede la presentazione di documenti adeguati del veicolo (carta di circolazione, certificato di
omologazione, annex CEMT).
In Tirolo è in vigore anche un divieto notturno di circolazione per i mezzi pesanti oltre le 7,5 ton, sullo stesso tratto di autostrada:
- dal 1° maggio al 31 ottobre: dalle ore 22,00 alle ore 05,00;
- dal 1° novembre al 30 aprile: dalle ore 20,00 alle ore 5,00;
- le domeniche e i giorni festivi - durante l'intero anno - dalle ore 23,00 alle ore 5,00.
Anche i veicoli di classe Euro 6 – esentati dal divieto notturno – dovranno essere muniti dal 1° maggio 2017 di bollino ecologico.

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Seminario tecnico sul Metano (LNG) come biocombustibile per il settore Trasporto

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Venerdì 17 marzo 2017, ore 20 si tiene il Meeting Tecnico su "LNG (liquefied Natural Gas) IL METANO CHE TI FA' RISPARMIARE E ANDARE LONTANO" in Sala Convegni di CNA Ferrara, via Caldriolo 84.
Oggi è disciplinata la realizzazione di infrastrutture per i combustibili alternativi, tra i quali il Gas Naturale Liquefatto ( GNL o LNG ) da utilizzare come carburante alternativo al carburante fossile, rivoluzionando la concezione di costi e percorrenza per il trasporto pesante.

Al fine di promuovere l'utilizzo di biocombustibili in grado di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l'impatto ambientale nel settore dei trasporti, organizziamo un incontro sul tema:
• Cos'è il Gas naturale liquefatto GNL o Liquefies Natural Gas LNG
• Suo utilizzo come biocombustibile alternativo al carburante fossile
• Trasformazioni in Dual Fuel (Diesel-GNL) degli automezzi della azienda di autotrasporto tramite i kit di montaggio Ecomotive Solutions
• Sviluppo delle infrastrutture tramite stazioni di servizio pubbliche o piccole stazioni di servizio aziendali con stoccaggio e rifornimento di LNG dimensionato al numero di mezzi da alimentare
• Noleggio operativo come nuovo strumento in grado di alleggerire la gestione finanziaria durante le fasi di investimento indispensabili per l'aggiornamento tecnologico aziendale
• Noleggio operativo per i kit di montaggio ecomotive
• Noleggio operativo per piccole stazioni di servizio aziendale

Programma
Ore 20.00 Registrazione dei partecipanti
Ore 20.30 Introduce i lavori:
Claudio Marzola - Presidente provinciale di CNA FITA Ferrara

Ore 21.00
Biometano Liquido BIO-LNG e Gas Naturale Liquido GNL o LNG;
Precisazioni sul Noleggio Operativo; Presentazione del Progetto BIO-LNG di RGE&Power
Ing. Paolo Ravani -Direttore Tecnico RGE&Power

Mini Stazioni di servizio LGN aziendali; Forniture di LNG, GPL, Benzine, Gasolio
Dott. Marco Facchinetti - OilGest Srl

Presentazione KIT di montaggio per il funzionamento in Dual-Fuel Gasolio - LNG di automezzi pesanti.
Ing. Roberto Roasio - Ecomotive Solutions Srl

Ore 22.00 Domande e chiusura dei lavori

La registrazione è obbligatoria, compilare la Scheda di partecipazione e mandarla a Lorenzo Folli, Tel 0532 749206, Fax 0532 749236, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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CNA FITA. NCC E TAXI: occorrono regole condivise per combattere l'abusivismo e il liberismo eccessivo

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"Confidiamo nell'opera del ministro Delrio e auspichiamo che il titolare dei Trasporti dopo le associazioni dei Taxi, convocate per domani martedì 21 febbraio, incontri immediatamente anche il settore del noleggio con conducente. Va intrapresa immediatamente un'opera di vera concertazione, mirata a moderare i contrasti e a introdurre elementi certi e condivisi per combattere l'abusivismo e il liberismo eccessivo che sovente sfocia nell'illegalità.

Non può essere realizzata a colpi di emendamento, come si è invece verificato nel 2009 per il ddl Concorrenza e si è ripetuto nei giorni scorsi nel dibattito sul Milleproproghe, la regolamentazione di un comparto delicato e strategico come quello della mobilità dei cittadini attraverso il servizio pubblico non di linea: Taxi ed Ncc auto".

Lo si legge in un comunicato della CNA FITA.

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