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CNA Osservatorio Nazionale Professioni 2018

La crescita dei professionisti non ordinistici procede senza soste. In coerenza con i colleghi ordinistici, con i dipendenti e con l'occupazione in genere. E in contrasto con l'andamento delle altre categorie di lavoro indipendente. Lo rileva la quarta edizione dell'Osservatorio nazionale professionisti 2018, curato dalla CNA per porre ancora una volta all'attenzione della politica la complessa realtà, nell'ambito dell'ampia platea del lavoro, nata con la Legge 4/2013. Una legge che ha contribuito a rendere più nitida la nebulosa di questa categoria di professionisti in precedenza trascurata, se non osteggiata, dal legislatore. Una legge che ha finalmente disciplinato la qualificazione delle competenze professionali secondo forme di regolazione volontarie definite attraverso gli standard della certificazione di qualità.

Il "chi è" del non ordinistici
Ma chi è il professionista non ordinistico? E' un soggetto munito di partita Iva che, non disponendo di un ordine e di una cassa previdenziale, versa i contributi alla Gestione separata Inps. Questo a grandi linee. In realtà, la categoria comprende professionisti esclusivi (versano la totalità dei contributi in prima persona), professionisti concorrenti (versano la quota prevalente di contributi in prima persona) e collaboratori concorrenti (non versano la quota prevalente di contributi, a carico invece dei committenti). Tra il 2015 e il 2016 (l'anno più recente del quale sono disponibili i dati Inps), i professionisti ordinistici in senso stretto sono aumentati del 3,4% salendo a 334.019. Viceversa, è diminuito del 2,2% scendendo a 766.787 unità il numero dell'intera platea. Questo calo è dovuto, però, esclusivamente al crollo dei collaboratori concorrenti (-6,1%).
La componente maschile è maggioritaria (57% circa). Gli ultra40enni rappresentano il 57,5% della platea totale.
Dalla banca dati Inps emerge, inoltre, che nel 2016 i redditi complessivamente dichiarati sono stati pari a 5,5 miliardi mentre il reddito medio è ammontato a 16.490 euro (18.571 pro capite per la componente maschile, 13.455 per quella femminile), in calo del 2,4% rispetto al 2015.

I risultati dell'Osservatorio
L'indagine dell'Osservatorio nazionale professionisti 2018 curato dalla CNA ha coinvolto 39 professioni diverse di tre macro-settori di servizi: per il benessere, per le persone, per le imprese.
L'età media dei partecipanti è di 47 anni, lievemente più alta della media anagrafica degli iscritti alla Gestione separata Inps.
Il 64,6% delle attività professionali condotte da quanti hanno partecipato all'indagine è stato aperto in questo millennio, con un picco dell'80,6% nei servizi per il benessere.
I professionisti non ordinistici si caratterizzano per l'alto livello d'istruzione: quasi il 63% degli intervistati possiede la laurea mentre solo il 2% si è fermato alla scuola media inferiore. Il maggior livello di laureati è nei servizi per il benessere (92%). Servizi nati più di recente che fruiscono del maggior livello di scolarità media della società italiana rispetto al passato.
Otto professionisti su dieci hanno conseguito titoli per l'esercizio della propria professione. In più del 64% dei casi si tratta di titoli non obbligatori, che dunque vanno a elevare ulteriormente le competenze di questi professionisti. Un atout che di fronte alla clientela dovrebbe fare da solo la differenza con gli abusivi.
Il 74% degli intervistati svolge la propria attività in via prevalente come libero professionista. Il 44,3% svolge anche attività lavorative diverse. Poco meno della metà (46,1%) si avvale di lavoratori dipendenti. Un dato di tutto rilievo, che testimonia la capacità dei professionisti non ordinistici di creare occupazione aggiuntiva e, quindi, la necessità che la categoria venga protetta, prima di tutto dalla concorrenza illegale degli abusivi, e non sia ostacolata dalla mala-burocrazia.
Il reddito medio ricavato dall'attività professionale non supera i 20mila euro annui per circa la metà degli interpellati. Ma va ricordato che oltre il 44% di loro lo integra con attività diverse.
Il 70% circa degli intervistati ritiene che le attività professionali siano tassate in maniera eccessiva e il 36,1% ostacolate da un eccesso di burocrazia.
La riduzione dell'aliquota contributiva (89,1%), la deducibilità delle spese di formazione (83,9%) e di certificazione (83,8%), la riorganizzazione della Gestione separata Inps (82,5%) e la tutela della gravidanza e da malattie e infortuni (81,8%) sono gli obiettivi (da raggiungere) ritenuti più importanti dalla platea di professionisti non ordinistici. Mettere in questa "lista nera" riduzione dell'indennità contributiva e riorganizzazione della Gestione separata Inps riflette una forte insoddisfazione per l'organizzazione del sistema previdenziale non a misura dei professionisti non ordinistici. Non è casuale che il 43,7% dei coinvolti nell'indagine abbia sottoscritto un'assicurazione integrativa ai fini previdenziali e il 17,2% sia intenzionato a farlo.
Le altre questioni che suscitano lo scontento dei professionisti non ordinistici sono temi del "Jobs Act delle professioni" (vedere paragrafo seguente) che, accolta positivamente dalla CNA e dai professionisti non ordinistici, poi ha scontato difficoltà gravi nella trasformazione in provvedimenti concreti.

Passi in avanti e grandi incompiute
Il ruolo di CNA Professioni è stato molto importante anche in provvedimenti chiave per i professionisti non ordinistici. Prima di tutto per arrivare alla formulazione del testo della Legge 4/2013, che li ha tolti dalla loro condizione di "figli di un dio minore". Quindi, nell'iter di recepimento della Direttiva Ue 2013/55: CNA Professioni ha collaborato con l'Ufficio cittadinanza europea di Palazzo Chigi nella definizione e nella schedatura delle professioni e, soprattutto, ha contribuito a inserire nel testo di riforma delle professioni inviato a Bruxelles l'esplicito riferimento ai non ordinistici.
Alcune proposte di CNA Professioni hanno trovato ascolto nei Governi dell'epoca al momento del varo delle Leggi di Stabilità 2016 e 2017. La prima ha elevato a 30mila euro la soglia di ricavo per l'accesso al regime forfettario, ridotto al 5% l'aliquota di imposta sostituiva, permesso l'accesso ai Fondi europei, esteso il voucher per l'acquisto dei servizi di baby sitting alle lavoratrici autonome, bloccata al 27% l'aliquota contributiva. La seconda, oltre a prevedere il calo dell'aliquota contributiva al 25%, ha cassato l'erronea assimilazione dei professionisti iscritti alla Gestione separata Inps ai lavoratori para-subordinati e il versamento degli oneri contributivi che ne derivavano.
Molte richieste di CNA Professioni sono state inserite nella Legge 81/2017, più conosciuta come "Jobs Act delle professioni", che ha introdotto disposizioni in materia di lavoro autonomo con l'obiettivo di costruire per questa categoria di lavoratori un sistema di diritti e di welfare moderni. In particolare, misure di tutela applicabili a tutto il lavoro autonomo su: ritardato pagamento dei compensi; clausole che realizzino uno squilibrio nei rapporti a favore del committente; proprietà intellettuale; deducibilità delle spese di formazione, anche permanente; accesso agli appalti pubblici; indennità di maternità, congedi parentali, tutela di gravidanza, malattia, infortuni; salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Infine, per ora, significativo è la Legge 172/2017 che ha introdotto l'equo compenso per i professionisti, inclusi quelli non appartenenti a ordini professionali.

Un'agenda per la politica
Negli ultimi cinque anni sono stati approvati numerosi provvedimenti a favore dei professionisti non ordinistici. In particolare, il "Jobs Act del lavoro autonomo". Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, secondo l'antico adagio, ora un po' in disuso ma sicuramente attinente a questa presunta "rivoluzione" diventata una "grande incompiuta". La legge prevedeva, infatti, quattro deleghe, tutte scadute, su: protezione sociale dei professionisti, allargamento del raggio d'azione delle prestazioni di maternità, semplificazione delle norme su salute e sicurezza, trasferimento di funzioni e atti pubblici alle professioni. CNA Professioni, di conseguenza, auspica che il Governo ripresenti un provvedimento analogo che riassegni le deleghe, eliminando quella sul trasferimento di funzioni e di atti pubblici alle professioni. A sua volta incompiuto è il diritto all'equo compenso: per rendere effettiva la norma servono atti interpretativi e la definizione dei parametri di riferimento.
CNA Professioni, più in generale, sta sollecitando la politica e il nuovo Governo a costituire un tavolo di confronto permanente tra le istituzioni e le principali associazioni di rappresentanza dei professionisti non ordinistici. Nel frattempo, ha predisposto un pacchetto organico di proposte che investono cinque aree: fisco, aggregazione e organizzazione, welfare, regolamentazione del mercato e previdenza.
Per quanto riguarda il fisco, CNA Professioni ritiene necessario definire le caratteristiche che escludono il professionista dal pagamento dell'Irap per assenza dell'autonoma organizzazione, mentre considera sicuramente positiva l'eliminazione dello split payment, contenuta nel Decreto Dignità. Vanno favorite forme di aggregazione e di organizzazione tra i professionisti. Un welfare a misura di professionista secondo CNA Professioni deve prevedere che sia sospeso il versamento dei contributi previdenziali, dei premi assicurativi, degli adempimenti tributari e delle imposte per l'intera durata della malattia o dell'infortunio (di gravità tale da impedire lo svolgimento dell'attività lavorativa per oltre 60 giorni). Indispensabile, secondo CNA Professioni, è anche una regolamentazione del mercato per razionalizzare le attività riservate alle professioni ordinistiche nel rispetto dei principi comunitari di non discriminazione della libera concorrenza. Va riconosciuta la priorità nei rapporti con la Pubblica amministrazione ai professionisti in possesso di certificazione di conformità alla norma Uni relativa alla professione come requisito di qualificazione. E vanno individuati strumenti e parametri per tutelare economicamente i professionisti, garantendo un equo compenso per l'attività svolta. In materia di previdenza, CNA Professioni chiede forme di tutela anche per quanti, versando i contributi alla gestione separata Inps, abbiano subito una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni indipendenti dalla propria volontà o siano stati colpiti da gravi patologie mediche. E punta a eliminare, altresì, la discriminazione oggi esistente tra i pensionati dell'assicurazione generale e quelli della gestione separata Inps relativamente alla richiesta di un supplemento di pensione quando continuano a lavorare e, di conseguenza, a versare i contributi.

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Manutenzione del verde - Abilitazione a svolgere la professione

Nel 2016 è stata disciplinata l'attività di manutenzione del verde (legge 154 del 28 Luglio 2016, art.12) e sono diventati obbligatori i requisiti specifici per la figura di "Manutentore del Verde".

 

Scheda Tecnica

La Legge 154/2016 stabilisce che il manutentore del verde debba acquisire gli “standard professionali e formativi” concordati in sede di Conferenza Permanente Stato-Regioni in data 22 febbraio 2018.

La normativa vigente prevede che l’“Attività di costruzione, sistemazione e manutenzione del verde pubblico o privato affidata a terzi” può essere esercitata dai seguenti soggetti:

Iscritti al RUP, il Registro Ufficiale dei Produttori di vegetali. 

Imprese agricole, artigiane, industriali o in forma cooperativa, iscritte al Registro Imprese, che abbiano conseguito un attestato di idoneità che accerti il possesso di adeguate competenze.


Per i soggetti non iscritti al RUP,
sono state incaricate le Regioni e le Province autonome di individuare le modalità per l’istituzione dei corsi di formazione ai fini dell’ottenimento dell’attestato. La Giunta Regionale dell’Emilia Romagna ha recepito l’accordo Stato Regione con una Delibera in data 26 marzo 2018 recante le “Disposizioni per la formazione del manutentore del verde”.


I corsi sono rivolti a:

  • coloro che intendono avviare l’attività di manutentore del verde di cui all’art. 12, della L. 154/2016 di cui sopra.
  • al titolare o al preposto facente parte dell’organico dell’impresa, per le imprese già attive

In entrambi i casi sono fatte salve le specifiche esenzioni che segnaliamo a seguire, e che sono riportate al punto 7 dell’Accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2018.

Requisiti per essere ammessi al corso: essere maggiorenni e aver conseguito il diploma di scuola secondaria di primo grado; sono ammessi al corso anche i minorenni nel caso in cui abbiano conseguito la qualifica professionale triennale.

Struttura del percorso formativo

La durata del corso è di 180 ore minime, delle quali almeno 60 di esercitazioni pratiche.

Ai fini dell'accesso alla verifica finale è stabilito unobbligo di frequenza di almeno l'80% del monte ore complessivo, sia per la parte di didattica frontale che per la parte pratica.

 

Verifica finale

La verifica finale prevede una parte teorica e una pratica.

Attestazione rilasciata

A seguito del superamento della prova di verifica finale si rilascia un "Attestato di frequenza con verifica dell'apprendimento", con valore di qualificazione di Manutentore del verde ai sensi dell'art. 12, comma2, della L. 154/2016.

 

I casi di esonero dall’obbligo di frequentare con esito positivo i corsi di manutentore del verde,fermo restando il compimento dei 18 anni di età, sono:

  • Il possesso di una laurea, anche triennale, nelle discipline agrarie e forestali, ambientali e naturalistiche;
  • Aver frequentato un master post-universitario in materie legate alla gestione del verde e del paesaggio;
  • Il possesso di un diploma di istruzione superiore di durata quinquennale sempre in materie agrarie e forestali;
  • Essere iscritti a Ordini o Collegi professionali del settore agrario e forestale;
  • Il possesso di una qualifica di operatore agricolo e il diploma di tecnico agricolo rilasciati a seguito della frequenza dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP).

 

Inoltre per le imprese iscritte alla data di entrata in vigore della legge n. 154 del 25 agosto 2016 con codice Ateco 81.30.00 (primario o secondario) è previsto l’esonero dal corso anche per le seguenti figure:

  • Titolare
  • Socio partecipante
  • Collaboratore/coadiuvante familiare
  • Dipendente

a condizione che possano dimostrare un’esperienza almeno biennale alla data del 22 febbraio 2018, attraverso apposita documentazione da presentare al Registro delle Imprese/Albo Artigiani entro 24 mesi dal 22 febbraio 2018.

La suddetta esperienza biennale può essere dimostrata anche attraverso l’apprendistato, purché esso abbia avuto durata pari o superiore all’anno e sia stato completamente svolto.

Attenzione:qualunque sia la durata, l’apprendistato svolto è equiparato ad un anno di esperienza lavorativa.

La Delibera regionale a pag. 4, punto 3, riconosce le qualifiche professionali regionali di “Operatore del verde” e di “Giardiniere” di cui alla propria deliberazione n. 1372/2012, quali titoli validi ai fini dell’attività di manutentore del verde di cui all’art. 12, comma 1, lett. b), della L. 154/2016.

In conclusione, l’impresa che ad oggi intende avviare una nuova attività di “Manutenzione del verde” in assenza dei requisiti sopra descritti può andare incontro a comportamenti camerali che differiscono da ente ad ente, e che possono andare dal rifiuto dell’iscrizione per mancanza dei requisiti alla sospensione dell’iscrizione alla accettazione con riserva di conseguimento dell’attestato entro sei mesi dall’avvio dei corsi.

 

 

Cna Ferrara è a disposizione degli associati per valutare caso per caso l’esistenza o meno dei requisiti per continuare ad esercitare l’attività di Manutenzione del Verde.

Puoi telefonare al tuo ufficio CNA di riferimento oppure compila l'apposito questionario e trasmetti la tua richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Nuova regolamentazione contrattuale per i lavoratori addetti alla distribuzione i merci con cicli, ciclomotori e motocicli

Il 18 Luglio le Organizzazioni datoriali insieme alle organizzazioni Sindacali di Categoria hanno sottoscritto una regolamentazione contrattuale per i lavoratori addetti alla distribuzione i merci con cicli, ciclomotori e motocicli, i RIDER.  I Rider sono inquadrati con parametri retributivi creati appositamente, all’interno dell’ultimo rinnovo del CCNL Logistica trasporti ecc., anche per questi lavoratori è prevista l’applicazione di tutti gli istituti contrattuali compresa la bilateralità propria del nostro comparto ovvero EBNA, FSBA, SAN-ARTI.  Esprimiamo grande soddisfazione per l’intesa raggiunta, non soltanto per i contenuti ma soprattutto per il dato politico, sindacale.  Infatti mentre gli attori istituzionali dibattono l’individuazione della disciplina giuridica dei rider, CNA ha già sottoscritto un contratto a regolamentazione della materia.  Vogliamo sottolineare che ancora una volta l’autonomia collettiva si dimostra maggiormente in grado di individuare le necessarie risposte per fare fronte alle esigenze del mondo del lavoro.

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Individuato il profilo professionale di Assistente di studio odontoiatrico

Con DPCM è stato individuato il profilo professionale di assistente di studio odontoiatrico inteso come l'operatore in possesso dell'Attestato conseguito a seguito della frequenza di specifico corso di formazione, che svolge attività finalizzate all'assistenza dell'odontoiatra e dei professionisti sanitari del settore durante la prestazione clinica, alla predisposizione dell'ambiente e dello strumentario, all'accoglimento dei clienti ed alla gestione della segreteria e dei rapporti con i fornitori.

Nel medesimo decreto sono individuati i requisiti, i corsi di formazione le modalità di svolgimento dell'attività.

 

Riferimento DPCM 9/2/2018 in GU n. 80 del 6/4/18

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Manutenzione del verde - Cna vuole tutelare le imprese del settore contro la concorrenza del lavoro nero

Argomenti trattati in questo articolo:

Manutentori del verde, un mestiere in crescita. Poco meno di 150 le aziende nella provincia. L'imprenditore Paolo Carletti portavoce delle imprese Cna.

manutentore del verde Cna tutela i lavoratori
Cna vuole tutelare le imprese del settore contro la concorrenza del lavoro nero. Nominato il portavoce della categoria

Dal tradizionale giardiniere all'arboricoltore, dall'esperto di piante ornamentali all'architetto paesaggista: i mestieri legati alla manutenzione e alla progettazione del verde sono numerosi e sempre più richiesti. Cna Ferrara ha voluto dare rappresentanza alle imprese di questo settore in crescita, anche alla luce delle novità recenti legate alle detrazioni fiscali previste dal "Bonus Verde" e alla delibera regionale del 26 marzo scorso, che disciplina questa attività, dettando precisi obblighi formativi e richiedendo specifiche competenze professionali. "Sono poco meno di 150 le aziende che si occupano di manutenzione del verde in provincia di Ferrara, sia per i privati che per le amministrazioni pubbliche - spiega Lorenzo Folli, responsabile di Cna Servizi alla Comunità – e la nostra Associazione ne rappresenta una considerevole parte. Il nostro intento è di dare voce alle loro esigenze individuando politiche e iniziative opportune atte a sostenere lo sviluppo della loro attività".
Per questo, nel primo incontro della categoria che si è tenuto l'altra sera, sono stati decisi il portavoce provinciale, l'imprenditore centese Paolo Carletti e tutta una serie di attività, sia di carattere formativo che sindacale, anche per dare maggiore visibilità a queste imprese. Le opportunità di crescita di questo mestiere sono infatti significative, a partire dal Bonus che riserva detrazioni pari al 36%, fino ad un massimo di 5 mila euro, per interventi straordinari di sistemazione del verde da parte di privati cittadini. L'altro binario di iniziativa sindacale della Cna è costituito dalla valorizzazione e tutela della professionalità delle imprese del settore, costantemente sottoposte alla concorrenza sleale del lavoro nero. La nuova disciplina regionale del settore introduce, a questo proposito, selettivi criteri di qualità e competenza, come fattori di garanzia sia per i cittadini, che per la stessa qualità urbana e ambientale più complessivamente intesa: beni collettivi da salvaguardare, a cui le imprese del settore contribuiscono direttamente attraverso la loro attività.

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INCONTRO DIREZIONE GENERALE DELLE PROFESSIONI PER GLI ODONTOTECNICI

CNA SNO ha inoltrato richiesta di incontro alla Direzione generale delle professioni sanitarie presso il Ministero della Salute, con riferimento alla legge 11 gennaio 2018, n. 3 “Delega in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute”, dove l’articolo 6 prevede l’individuazione di nuove professioni sanitarie, ricomprese in una delle aree di cui agli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 10 agosto 2000, n. 25, anche su iniziativa delle associazioni professionali rappresentative di coloro che intendono ottenere tale riconoscimento mediante istanza motivata.

Al fine di valutare tale opportunità–fattibilità e quindi consentire a CNA-SNO di richiedere il riconoscimento nelle nuove professioni sanitarie per il profilo degli odontotecnici abbiamo inoltrato la richiesta di incontro per iniziare l’iter procedurale. Vi terremo aggiornati sui successivi e prossimi passaggi.

Per maggiori informazioni, potete contattare Silvia Merli Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Seminario su "Il Jobs Act del alvoro autonomo è legge! Cosa cambia in concreto per i professionisti?

Se sei un professionista con p.iva e vuoi saperne di più dei provvedimenti che ti riguardano contenuti nel Jobs act del lavoro autonomo e su quello che la Regione Emilia Romagna sta facendo a favore dei professionisti allora vieni all'appuntamento di CNA Professioni di Ferrara:
"IL JOBS ACT DEL LAVORO AUTONOMO E' LEGGE! Cosa cambia in concreto per i professionisti?"

Si tiene mercoledì 25 ottobre 2017 alle ore 18:00 presso CNa Ferrara, via Caldirolo 84.

Per iscriversi cliccare qui

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Legge sul "Lavoro autonomo e agile" in vigore dal 14.06.2017

Il disegno di legge n.2233-B denominato "Lavoro autonomo", inerente "Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato", è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale come legge 22 maggio 2017 n.81, senza alcuna modificazione. Eccezion fatta per alcune disposizioni, la cui attuazione è demandata alla emanazione di appositi decreti ministerial.

Si rammenta che le disposizioni previste riguardano in particolare:

- la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale (transazioni commerciali, invenzioni del lavoratore, malattia, maternità, infortuni sul lavoro, DIS-COLL, determinazione del reddito, salute e sicurezza negli studi professionali, Co.co.co., ecc.);

- il lavoro agile (c.d. "Smart Working"), quale particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita con accordo tra le parti, eseguita in parte all'interno di locali aziendali e in parte all'esterno, senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, nel rispetto dei limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale previsti dalla legge o dalla contrattazione collettiva applicata in azienda. Si segnala in proposito che l'accordo va comunicato al Centro per l'impiego tramite il consueto sistema delle C.O. che, tuttavia, non sono ancora state aggiornate allo scopo.

La legge 81/2017 introduce importanti modifiche all'art. 54 del Tuir in merito alla determinazione del reddito di lavoro autonomo.

In particolare l'art. 9, modificando il comma 5 dell'art. 54 del TUIR, prevede l'integrale deducibilità, entro il limite annuo di 10.000 euro, delle spese per l'iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e soggiorno (ricordiamo che la disciplina previgente prevedeva una parziale deducibilità delle spese in questione, il 50% del loro ammontare).

Viene prevista l'integrale deducibilità, entro il limite annuo di 5.000 euro, delle spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all'autoimprenditorialità, mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro, erogati dagli organismi accreditati ai sensi della disciplina vigente.

Sono altresì integralmente deducibili gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà.

Infine viene prevista la deducibilità delle spese relative a prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande sostenute dall'esercente arte o professione per l'esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente. In particolare viene previsto che tutte le spese relative all'esecuzione di un incarico conferito e sostenute direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista.

Le nuove disposizioni si applicano "a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2017", quindi saranno operative con riguardo alle spese sostenute nel corso del 2017 da considerare per la predisposizione della dichiarazione dei redditi 2018.

 

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Lavoro Autonomo, CNA: "Apprezziamo il Jobs act delle professioni, è un importante passo in avanti"

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"CNA accoglie con favore il via libera al disegno di legge 2233, conosciuto come il . Un provvedimento che rappresenta un passo in avanti molto importante per il lavoro autonomo, con l'obiettivo di costruire un sistema di diritti e di welfare moderno, capace di sostenere il presente e di tutelare il futuro di questi lavoratori". Lo si legge in un comunicato della CNA.

"Il - prosegue la nota – e il provvedimento inserito nella Legge di Bilancio 2017 che riduce l'aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione separata sono gli strumenti di legge che maggiormente toccano il mondo dei professionisti individuati dalla legge 4 e contribuiscono a migliorare il loro futuro. Un nuovo sistema di regole e di disposizioni che rappresenta un risultato epocale e risponde al primo, grande, obiettivo che CNA si era posto: rendere visibile e riconosciuta questa realtà, farne capire e conoscere le peculiarità e l'importanza economico sociale per porla all'attenzione del legislatore fino a inserire richieste e necessità nell'agenda di Governo. Ora ci attendono altri passi importanti su semplificazione, previdenza, burocrazia e fisco. Vanno inoltre definite, in modo inequivocabile, le caratteristiche che escludono il professionista dal pagamento dell'Irap per l'assenza dell'autonoma organizzazione e va rivista – conclude il comunicato della CNA - l'estensione dello split payment ai professionisti che lavorano con la Pubblica amministrazione e le società quotate".

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CNA Professioni: "Forte soddisfazione per il via libera della Camera. Ora attendiamo l'approvazione definitiva al Senato"

"CNA Professioni esprime forte soddisfazione per il voto con il quale la Camera ha approvato il disegno di legge sul lavoro autonomo non imprenditoriale. E invita il Senato a varare definitivamente le misure attese da tempo dai professionisti non organizzati in ordini o collegi, disciplinati dalla Legge 4/13". Lo si legge in un comunicato della Confederazione.

"Il cosiddetto Jobs act autonomi – prosegue – introduce importanti disposizioni in materia di welfare, formazione, appalti pubblici, aggregazioni e transazioni commerciali. Il testo contiene molti significativi segnali di attenzione rispetto ai professionisti non ordinistici ed è stato arricchito, durante il suo iter, da alcune nostre specifiche richieste: dalle maggiori tutele per la maternità alla estensione ai lavoratori autonomi del congedo parentale di sei mesi, dalla difesa nelle transazioni commerciali all'equiparazione con le imprese nella costituzione di reti, consorzi e associazioni temporanee per partecipare a bandi nazionali e internazionali. E' stata, inoltre, approvata – conclude il comunicato di CNA Professioni - l'istituzione di un tavolo permanente sul lavoro per approfondire le tematiche relative al welfare, alla previdenza e alla formazione".

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L'obbligo del Pos per i professionisti sarà da giugno

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L'obbligo del pagamento con il bancomat per professionisti e imprese slitta al 30 giugno 2014 e non al 30 giugno 2015 come previsto in un primo momento da un emendamento al dl milleproroghe approvato ieri in commissione Affari costituzionali di palazzo Madama.
E' quello che si legge nella versione definitiva della proposta di modifica al testo approdato all'esame dell'Assemblea del Senato

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Niente SISTRI per i Professionisti

Corpo Sulla base della CIRCOLARE n. 1 (clicca qui per consultarla) per l'applicazione dell'articolo 11 del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, concernente "semplificazione e razionalizzazione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI)" convertito in legge 30 ottobre 2013, n. 125 (G.U. n. 255 del 30 ottobre 2013), al punto 2.a: I produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che non sono organizzati in enti, o imprese sono esclusi dal SISTRI.
Pertanto non si applica la normativa del Sistri ai professionisti

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