News Installazione Impianti

Anac: indicazioni sui motivi di esclusione Chiarimenti alle stazioni appaltanti e agli operatori economici sulla definizione dell’ambito soggettivo dell’art. 80 del d.lgs. 50/2016 e sullo svolgimento delle verifiche

Il d.lgs. 19 aprile 2017, n. 56, apportando alcune modifiche all'art. 80 del Codice dei contratti, ha reso necessario l'aggiornamento del Comunicato del Presidente dell'Autorità anticorruzione del 26/10/2016 che fornisce chiarimenti sulla definizione dell'ambito soggettivo della norma citata, nonché sulle modalità di verifica, in corso di gara, delle dichiarazioni sostitutive sull'assenza dei motivi di esclusione rese dai concorrenti.
Attesa la rilevanza delle questioni, l'Anac ritiene opportuno fornire alcune indicazioni operative di massima, volte a consentire il normale svolgimento delle operazioni di gara nelle more dell'adozione di un atto a carattere generale che avverrà nel rispetto delle procedure previste dall'art. 213 del d.lgs. 50/2016.
Con il Comunicato del Presidente del 08/11/2017, che sostituisce il Comunicato del Presidente del 26/10/2016, l'Autorità anticorruzione fornisce indicazioni su:
1. L'ambito soggettivo di applicazione del motivo di esclusione attinente all'assenza di condanne penali (art. 80, commi 1 e 3)
2. L'ambito soggettivo del motivo di esclusione attinente alla presenza di cause di decadenza, sospensione e divieto derivanti da misure di prevenzione o di un tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all'art. 84 del D.lgs. n. 159/2011 (art. 80, comma 2)
3. Le modalità di dichiarazione
4. La verifica delle dichiarazioni sull'assenza dei motivi di esclusione e sulla presenza delle condizioni di partecipazione.
Scarica il Comunicato del Presidente Anac del 08/11/2017

 

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=6992

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Seminario per Impiantisti elettrici sulle recenti novità normative del settore elettrico

Argomenti trattati in questo articolo:

Il 29 novembre 2017, alle ore 20,30 presso la sala riunioni di CNA Ferrara in Via Caldirolo n° 84 – Ferrara si tiene un Seminario tecnico per installatori elettrici sulle recenti novità normative del settore elettrico - Le varianti V3 e V4 della norma CEI 64-8 – la questione dei cavi CPR - Cenni sulle varianti alle norme CEI 0-16 e CEI 0-21

 

Ci sono state di recente diverse novità in ambito normativo per il settore elettrico: si è parlato molto nei mesi scorsi dell'utilizzo dei nuovi cavi CPR (vista anche l'entrata in vigore, a inizio agosto, del Decreto Legislativo 16 giugno 2017 n. 106, di adeguamento della normativa nazionale a quanto previsto dal regolamento europeo sui prodotti da costruzione) oggetto anche della Variante V4 alla norma CEI 64-8 ma ci sono anche altri argomenti che meritano senz'altro un approfondimento. La variante V3 alla norma CEI 64-8 ha modificato diversi articoli della norma come ad esempio la protezione contro gli incendi e i dispositivi di protezione e comando compresa la loro selettività. Abbiamo poi avuto la variante V3 alla CEI 0-16 che riguarda in particolare le professionalità necessarie e le modalità con cui eseguire le verifiche e le prove sul sistema di protezione Generale (SPG) degli utenti MT, mentre la variante V1 alla norma CEI 0-21 introduce alcune semplificazioni per la connessione di impianti di produzione fino a 800 W.

Proseguendo con una collaborazione ormai consolidata da diversi anni, relatore sarà il Per.Ind. Giuliano Nanni
Giuliano Nanni è segretario regionale UNAE Emilia Romagna, membro Gruppo Consultivo del Comitato Tecnico 64 del CEI e componente del Gruppo di lavoro che ha elaborato la norma CEI 11-27 nonché già apprezzato relatore in diversi seminari organizzati da CNA Ferrara.


Per partecipare all'evento è necessario iscriversi mediante mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , indicando le anagrafiche dell'azienda e, se interessati a ricevere un attestato di partecipazione, anche nome e cognome delle persone che interverranno.

La partecipazione all'evento è gratuita per i soci di CNA Ferrara.

Per informazioni sulle modalità di partecipazione dei non soci contattare Attilio Capozza (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) , 0532749228, 348 7810730).

Organizzato in collaborazione con UNAE Emilia Romagna

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Seminario Tecnico-Le cause d’incendio e/o esplosione nelle caldaie e generatori di calore in ambienti domestici – Responsabilità degli Installatori e manutentori

09 NOVEMBRE 2017, ore 18.00 – Sala Conferenze di CNA Ferrara, via Caldirolo 84

18.00 Registrazione partecipanti
18.10 Saluti
Dott. Diego Benatti Direttore CNA Ferrara
18.30 Responsabilità degli Installatori e Manutentori DPR 37/08
Ing. Moreno Barbani CNA Regionale Emilia Romagna
19.00 Le cause d'incendio e/o esplosione nelle caldaie e generatori di calore in ambienti domestici
Ing. Luigi Ferraiuolo Vice Comandante Vigili del Fuoco di Ferrara.
20.00 Domande
20.30 Chiusura lavori

Per maggiori informazioni e per partecipare contattare Attilio Capozza, tel 0532 749111 o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

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Se la canna collettiva non è idonea si può scaricare a parete

Il TAR della Lombardia ha recentemente emesso una sentenza estremamente importante per gli installatori e particolarmente utile per dirimere e chiarire ogni problema qualora si dovessero trovare a sostituire un apparecchio a gas in un condominio con scarico in canna collettiva (ramificata o meno) non idonea.
Come è noto, in questi casi la legge (art. 5, commi 9 e 9 bis, D.P.R. 412/93 modificato dal D.Lgs. 102/14) consente lo scarico a parete nel rispetto della norma UNI 7129 circa le distanze dello scarico fumi, ma sono altrettanto note le difficoltà ed i problemi pratici che sorgono in queste occasioni.
Nel caso in oggetto, un condomino che doveva sostituire una caldaia installata su una canna fumaria collettiva, verificato che la stessa non era idonea ne chiedeva l'adeguamento al condominio che però non agiva. Il condomino in questione, allora, si scollegava dalla canna fumaria e, nel rispetto della normativa, andava a scaricare a parete con una caldaia tipo C a condensazione ed a bassa emissione di NOx.
A seguito delle contestazioni avanzate da un altro condomino che abitava al piano di sopra, il Comune di Gallarate emetteva un'ordinanza con la quale, richiamando la circolare 8/SAN del 1995 della Regione Lombardia che, va ricordato, è un "mero atto di indirizzo", vietava al condomino lo scarico a parete e obbligava il condominio all'adeguamento della canna fumaria.
A questo punto il condomino cui era stato vietato lo scarico a parete si rivolgeva al TAR che accoglieva il ricorso per "Violazione e falsa applicazione dell'art. 5 del DPR n. 412 del 26 agosto 1993" e per "Eccesso di potere per travisamento dei presupposti di fatto e di diritto e per motivazione illogica, carente e contraddittoria" ed emetteva una sentenza con cui annullava l'ordinanza del Comune e condannava il Comune stesso (per aver emesso l'ordinanza) ed il condominio (per non aver adeguato la canna fumaria e condiviso l'ordinanza del Comune) al pagamento delle spese processuali e accessorie.

La sentenza è scaricabile dal seguente link:

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=YPPL7WTCF3KUNVFLXQFIYM7CXU&q 

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Istruzioni errate del committente, la Cassazione sulla responsabilità dell'appaltatore

L'appaltatore è esente da responsabilità soltanto se dimostra di avere manifestato il proprio dissenso e di essere stato indotto ad eseguirle per le insistenze del committente ed a rischio di quest'ultimo.

 

La Corte di cassazione, nell'ordinanza n. 21959/2017 pubblicata il 21 settembre, osserva che "l'appaltatore, dovendo assolvere al proprio dovere di osservare i criteri generali della tecnica relativi al particolare lavoro affidatogli, è obbligato a controllare, nei limiti delle sue cognizioni, la bontà del progetto o delle istruzioni impartite dal committente e, ove queste siano palesemente errate, può andare esente da responsabilità, soltanto, se dimostri di avere manifestato il proprio dissenso e di essere stato indotto ad eseguirle, quale "nudus minister", per le insistenze del committente ed a rischio di quest'ultimo".
Pertanto, "in mancanza di tale prova, l'appaltatore è tenuto, a titolo di responsabilità contrattuale, derivante dalla sua obbligazione di risultato, all'intera garanzia per le imperfezioni o i vizi dell'opera, senza poter invocare il concorso di colpa del progettista o del committente, né l'efficacia esimente di eventuali errori nelle istruzioni impartite dal direttore dei lavori".

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Vizi delle opere, l'appaltatore ne risponde anche in caso di ingerenza del committente

Secondo la Cassazione la responsabilità dell'appaltatore, con il conseguente obbligo risarcitorio, non viene meno neppure in caso di vizi imputabili ad errori di progettazione o direzione dei lavori.

 

La Corte di cassazione ha ribadito, con l'ordinanza n. 20214/2017 depositata il 21 agosto, che l'appaltatore - anche quando sia chiamato a realizzare un progetto altrui - è sempre tenuto a rispettare le regole dell'arte ed è soggetto a responsabilità anche in caso di ingerenza del committente.
La responsabilità dell'appaltatore, con il conseguente obbligo risarcitorio, non viene meno neppure in caso di vizi imputabili ad errori di progettazione o direzione dei lavori, ove egli, accortosi del vizio, non lo abbia tempestivamente denunziato al committente manifestando formalmente il proprio dissenso, ovvero non abbia rilevato i vizi pur potendo e dovendo riconoscerli in relazione alla perizia ed alla capacità tecnica da lui esigibili nel caso concreto.
Nel caso in esame, osserva la suprema Corte, la Corte territoriale ha erroneamente ritenuto la sussistenza di un "concorso di colpa" tra committente ed appaltatore in ordine ai vizi delle opere eseguite per il fatto che tali vizi dipendono anche dalla direzione dei lavori e/o da scelte della committenza.

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Seminario tecnico CRITER - "Come dovranno operare gli Installatori e i Manutentori" 13 giugno 2017

Argomenti trattati in questo articolo:

Seminario tecnico CRITER - "Come dovranno operare gli Installatori e i Manutentori" - Presentazione della nuova piattaforma WEB, esempi pratici di inserimento di un libretto impianto, illustrazione campagna calore pulito e nuovi modelli di rapporto di controllo. Incontro che si tiene Martedì 13 Giugno 2017 - ore 17,45 Presso sede CNA Ferrara Via Caldirolo 84

PERCHE' PARTECIPARE?
Il seminario, gratuito per i soci CNA e per i soci al Consorzio CIICAI Ravenna, intende presentare, con degli esempi pratici, la nuova piattaforma WEB del Sistema CRITER della Regione Emilia Romagna e i nuovi modelli di rapporto di controllo che andranno a sostituire i vecchi rapporti di controllo di efficienza energetica.

Tutte le imprese installatrici e manutentrici dovranno inserire, a partire dal prossimo 1° giugno 2017, tutti i libretti di impianto degli impianti di climatizzazione invernale e di climatizzazione estiva e i relativi rapporti di "controllo di efficienza energetica" e/o "funzionale e manutenzione" collegandoli al nuovo bollino calore pulito.

Il seminario tecnico ha inoltre la finalità di approfondire le molteplici tematiche introdotte dal definitivo Regolamento dell'Emilia Romagna in materia di "esercizio, conduzione, manutenzione controllo ed ispezione degli Impianti Termici, Delibera RER n.1578 del 2014

PROGRAMMA
Ore 17.45 Apertura dei lavori – Pozzati Gabriele, Presidente CNA Inst. Impianti

Ore 18.00 Presentazione del Nuovo Sistema CRITER ed esempi pratici di inserimento di libretti di impianto e di rapporti di controllo – P.I. Diego Prati, Responsabile CNA Installazione Impianti CNA Forlì Cesena.

Ore 19.40 Le attività svolte e i supporti per i soci CNA – Attilio Capozza, Referente CNA Installazione Impianti Ferrara

Ore 20.00 Domande e dibattito

Ore 20.30 Chiusura dei lavori

ISCRIZIONE
L'evento è rivolto a tutte le aziende del settore impiantistico.
La partecipazione è gratuita per i soci CNA e per gli aderenti al Consorzio CIICAI. Per partecipare all'evento è necessario iscriversi entro e non oltre Mercoledì 7 giugno 2017.
E' possibile prenotare il proprio posto compilando la Scheda di Adesione e inviarla via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o via fax al n. 0532 749236.
Verrà data priorità ai primi iscritti fino ad esaurimento posti.

CONTATTI
Per maggiori informazioni: Attilio Capozza - Unione Installazione ed Impianti Tel: 0532749111 

 

RINGRAZIAMENTI

Si ringrazia il Consorzio CIICAI Ravenna per la Sponsorship nella realizzazione dell'evento.

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Cavi elettrici Approvata la Variante 4 Norma CEI 64/8 Impianti elettrici

In relazione a quanto in oggetto siamo ad informarvi che il CT 64 del CEI, presieduto dal nostro Presidente Carmine Battipaglia, ha approvato all'unanimità la Variante 4 della Norma CEI 64/8 con la proposta avanzata dal Presidente stesso di un periodo di sovrapposizione con la precedente norma fino alla data del 31.12.2017.
Tale periodo consentirà agli operatori del settore di concludere i lavori in corso con la norma attualmente in vigore; in pratica, potranno essere installati anche i cavi "vecchi" qualora si possa comprovare (tramite fattura o bolla di accompagnamento) che siano stati acquistati prima del 1° luglio 2017.
La Variante 4 potrebbe (il condizionale in questi casi è d'obbligo) essere accompagnata da una nota editoriale, che dovrà essere approvata dalla Direzione Tecnica del CEI, atta a chiarire l' applicazione della norma tecnica vigente al momento della presentazione delle istanze dei titoli autorizzativi o della data dei progetti. In sostanza, gli impianti potranno essere realizzati in conformità alle norme tecniche precedenti alla entrata in vigore della variante di cui all'oggetto.
La "sovrapposizione" tra le due norme fino al 31 dicembre 2017, consentirà pertanto alle nostre imprese di poter utilizzare le eventuali scorte di cavi acquistati precedentemente al nuovo Regolamento europeo CPR e che, in assenza del periodo di sovrapposizione, non sarebbero potuti essere utilizzati.
Le notizie diffuse in questo ultimo periodo secondo le quali dal 1° luglio i cavi non conformi al nuovo Regolamento non potevano più essere installati (con conseguente danno economico per le nostre imprese) sono pertanto prive di ogni fondamento grazie all'intervento di CNA.

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Modifica norma CEI 64/8

Segnaliamo una situazione alquanto preoccupante per gli installatori elettrici che si sta creando a seguito di una iniziativa del comitato CEI 64/8.

Dal 1 luglio entrerà in vigore per quanto riguarda i cavi elettrici la Direttiva sui materiali da costruzione; dopo tale data potranno essere prodotti e commercializzati solo cavi con caratteristiche diverse da quelle attuali.
Fin qui nulla di nuovo; una cosa analoga è avvenuta, ad esempio per le caldaie a seguito dell'introduzione della marcatura energetica; usualmente il divieto scatta per la produzione e la vendita ma viene consentita l'installazione di quanto già acquistato.
La novità preoccupante consiste nella proposta del comitato 64/8 di inserire le specifiche dei nuovi cavi all'interno della norma CEI 64/8 con effetto immediato.
Ciò significherebbe che, a partire dal 1 luglio, non si potrebbero più installare cavi di "vecchio" tipo e non si potrebbe più nemmeno certificare come a norma un impianto realizzato con i medesimi cavi.
Avvertiti all'ultimo momento di quanto stava succedendo abbiamo inviato al CEI un parere, che potete scaricare qui, entro i tempi previsti dall'inchiesta pubblica che precede l'approvazione della norma.
In tale parere abbiamo richiesto che sia inserito nella norma un periodo transitorio che consenta agli installatori (e ai commercianti) di esaurire le scorte disponibili e certificare correttamente gli impianti realizzati.

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Approvato definitivamente il "Regolamento impianti termici"

La giunta Regionale Emilia Romagna ha approvato definitivamente il "Regolamento impianti termici" che fa slittare l'inizio dell'attività del CRITER (Catasto regionale Impianti termici) al 1 giugno 2017, delibera n.302 del 20/03/2017.
Scaricare qui il documento
Per ulteriori informazioni contattare il responsabile CNA Installazioni Impianti Capozza Attilio

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Seminario su Impianti di videosorveglianza e TV circuito chiuso

Argomenti trattati in questo articolo:

Il 13 febbraio 2017, ore 17.30 presso la Sala Conferenze, CNA Installazione e Impianti, in collaborazione con VIMAR, organizza il Seminario di aggiornamento "Impianti di videosorveglianza e TV a circuito chiuso"
Un momento di aggiornamento dedicato agli Installatori di Impianti sulla videosorveglianza e impianti di sistemi TVCC, trasmissioni video, domotica, videocitofonia e antintrusione.


PROGRAMMA

17:30 Registrazione partecipanti
18:00 Guide applicative ai sistemi di videosorveglianza:
• introduzione ai sistemi TVCC
• scelta e prestazione dell'apparecchiatura
• dall'analogico al digitale: AHD vs TVCC IP
• trasmissione video
• gestione remota dell'impianto
• Cenni all'integrazione con domotica, videocitofonia e antintrusione
• Privacy
20:00 Chiusura lavori
20:30 Aperitivo

Relatore: Ing. Massimo Perotto - responsabile Formazione Tecnico Commerciale Vimar Group


Per maggiori informazioni contattare Attilio Capozza, tel 0532 749111 o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
L'iniziativa è aperta. Per partecipare compilare e inviare la scheda di registrazione

Leggi anche CNA Installazione e Impianti e Servizi per il settore Installazioni e Impianti

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Seminario tecnico per impiantisti di climatizzazione e pompe di calore-FGAS

Argomenti trattati in questo articolo:

CNA installazione e Impianti, in collaborazione con Xenex, organizza il 30 gennaio 2017, alle ore 18 presso la Sala conferenze di CNA a Ferrara, un Seminario tecnico di aggiornamento per installatori impianti di climatizzazione e le pompe di calore - FGAS 

Il primo gennaio coincide con una serie di novità per la climatizzazione che ogni professionista deve conoscere non solo per evitare sanzioni ma anche per essere maggiormente competitivo nella vendita delle proprie installazioni nella prossima stagione.
Parleremo di:

• Il nuovo regolamento CE 517 2014 entrato in vigore definitivamente;
• Il nuovo registro dell'apparecchiatura e le nuove soglie per i controlli obbligatori;
• Le nuove tariffe elettriche , quali costi per l'utenza e quali alternativa alla tariffa D1 decaduta il 31 dicembre?
• La nuova etichetta del regolamento ErP e quello che ne consegue con i nuovi approcci sulla vendita

Relatore: il Per.Ind. Daniele Vecchi


Per partecipare all'evento è necessario inviare la scheda di adesione (clicca qui) compilata.

La partecipazione è gratuita per i soli associati CNA; per i non soci è previsto il pagamento di una quota di partecipazione

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Seminario tecnico di aggiornamento per installatori termoidraulici GENERATORI DI CALORE ALIMENTATI A COMBUSTIBILI SOLIDI

Argomenti trattati in questo articolo:

Lunedi 5 dicembre 2016, alle ore 20,30 presso la sala riunioni di CNA Ferrara in Via Caldirolo 84, si tiene il Seminario tecnico di aggiornamento per installatori termoidraulici
GENERATORI DI CALORE ALIMENTATI A COMBUSTIBILI SOLIDI

Negli ultimi è aumentata notevolmente l'installazione di impianti termici alimentati a biomasse (legna e pellet), impianti con particolari caratteristiche e criticità, legati alla corretta installazione dell'impianto e delle canne fumarie, creando non poche problematiche in materia di inquinamento e pericolosità. Per questo CNA ha ritenuto necessario sviluppare questo seminario per dare agli Installatori/manutentori le correte informazioni al riguardo.

• Classificazione dei generatori e combustibili
• UNI 10683:2012 generatori di calore <35 KW a combustibile solido
• UNI 10412:2009 requisiti specifici per impianti <35KW a combustibile solido
• Raccolta R ed. 2009 – specifiche tecniche per impianti< 35 KW
• DPR 16 APRILE 2013, N.74 – Nuovo libretto d'impianto

Proseguendo con una collaborazione ormai consolidata da diversi anni, relatore sarà il Per. Ind. Marzio Zaghini Energy Manager – Progettista di impianti tecnologici – Consulente Tecnico d'Ufficio per il tribunale di Forlì, nonché già apprezzato relatore in diversi seminari organizzati da CNA.

Per partecipare all'evento è contattare Attilio Capozza tel 0532 749111 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . La partecipazione è gratuita per i soli associati CNA; per i non soci è previsto il pagamento di una quota di partecipazione.

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Convegno sul nuovo Regolamento Impianti Termici il 3 dicembre

Argomenti trattati in questo articolo:

Sabato 3 dicembre ore 9, presso la Sala Conferenze di CNA Ferrara si tiene il convegno per la presentazione del nuovo Regolamento Impianti Termici della Regione Emilia Romagna
Dopo una lunga attesa e una approfondita discussione con le Associazioni la Giunta della Regione Emilia Romagna ha finalmente approvato il testo del nuovo Regolamento per gli Impianti termici.
Si stanno completando le procedure per la pubblicazione del Regolamento, che entrerà in vigore nei primi mesi del 2017.
Il Regolamento contiene importanti novità in materia di:
Funzionamento degli impianti
Manutenzione degli impianti
Verifiche di efficienza energetica
Libretti d'impianto
Rapporti di controllo
Catasto informatico degli impianti (CRITER)
Ispezioni sugli impianti
Accertamenti sui rapporti di controllo
Sanzioni

Tutte le novità saranno illustrate nel corso del convegno dal Relatore: ing. Moreno Barbani, Responsabile CNA Installazione Impianti Emilia Romagna

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Cassazione: l'inerzia del Comune non salva il tecnico responsabile della caldaia

Il 26 ottobre scorso la Cassazione ha pubblicato la sentenza n. 44968 dove ha condannato i dipendenti di un'azienda di manutenzione caldaie. )

Quattro anni dopo il loro intervento il committente, col il quale avevano un contratto di manutenzione, è deceduto per intossicazione di monossido di carbonio causato della caldaia .
Tali manutentori, nei loro rapporti, avevano spuntato come positive le voci di verifica:
• idoneità del locale di installazione
• adeguate dimensioni delle aperture di ventilazione
• aperture di ventilazione libere da ostruzioni e verifica efficienza evacuazione fumi.
E
• non avevano compilato lo spazio raccomandazioni e prescrizioni in merito al locale, inadatto.
Si noti che la Corte ha ritenuto irrilevante il tempo trascorso tra il controllo effettuato dai condannati e gli ulteriori interventi di altre ditte.
Siano impianti gas o elettrici, giungono spesso richieste di spiegazioni circa il comportamento da tenere verso il cliente quando gli impianti presentano carenza sulla sicurezza.
Se tali carenze (si veda ad esempio la UNI 10738) mettono a rischio nell'immediato la sicurezza l'incolumità delle persone e il cliente si oppone ad un intervento immediato di ripristino dei livelli di sicurezza, occorre:
• mettere fuori servizio 'impianto
• diffidare l'utente dall'utilizzarlo
• avvertite le autorità locali a partire dal sindaco, i vigili del fuoco e il distributore dell'energia.

• compilare la prescrizione nell'allegato del libretto (poi spedito al catasto) e farla firmare al responsabile dell'impianto.
Può sembrare eccessivo e pur di non scontentare il cliente, o perché si cede alle pressioni dello stesso, il tecnico è tentato, a volte, di redigere il rapporto di manutenzione indicando l'esito positivo, malgrado l'assenza della documentazione prevista e le reali condizioni.
Questo significa non solo lasciare inalterato il rischio ma mettere la nostra professionalità e il nostro futuro professionale nelle mani di soggetti non qualificati e neppure consapevoli: le insistenze dei clienti non devono influenzare il nostro giudizio tecnico.
Non ci salvaguarda neppure mettere nelle note dei rapporti che il cliente si oppone alle nostre indicazioni, può capitare, anzi, che al verificarsi di un incidente la stessa committenza usi queste annotazioni per rivalersi economicamente sull'impresa.
Conclusioni
La raccomandazione non può che essere improntata alla massima cautela, a difesa sia dell'utente che della propria professione, seguendo anche i consigli che la Procura della Repubblica di Milano ha emanato sul comportamento da tenere.

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Corsi e Seminari per Impiantisti nei prossimi due mesi

Argomenti trattati in questo articolo:

Corsi e seminari in programma in questi mesi per gli imprenditori del settore Impianti:

- 7 novembre ore 14.30 – 16.30 Corso su Dichiarazione Conformità e Rispondenza e Comunicazioni attivazione e riattivazione gas (il corso è a pagamento ormai i posti sono quasi esauriti) probabilmente ne faremo un secondo, docente Per. Ind. Prati Diego Resp. Unione Inst. Impianti Forlì

- 24 novembre ore 20.30 Seminario tecnico per installatori elettrici Nuova norma CEI 64-8/8-1 efficienza energetica impianti elettrici e la Dichiarazione di rispondenza relatore P.I. Giuliano Nanni UNAE

- 30 novembre ore 9.00 Seminario tecnico in collaborazione con Teknehub e Ordini Professionali avente per oggetto il BIM Building Information Modeling il nuovo sistema che progettisti ed imprese dovranno applicare negli appalti pubblici previsto dal nuovo codice appalti (imprese interessate sono quelle che partecipano agli appalti pubblici)

- 3 dicembre sabato ore 9.00 – 13.00 Nuovo regolamento impianti termici regionale ed istituzione del CRITER (Catasto Regionale Impianti Termici) catasto telematico che sostituirà i catasti dei Comuni con più di 40.000 abitanti e le province relatore Ing. Moreno Barbani Segretario Regionale Unione Installazione impianti

- 5 dicembre ore 20.30 Seminario tecnico su "STUFE E CALDAIE A BIONMASSE (LEGNA – PELLETS) Normative tecniche, libretto d'impianto, la manutenzione del generatore delle canne fumarie e dei camini, la frequenza manutenzioni" relatore Per. Ind. Marzio Zaghini Energy manager consulente impianti tecnologici di Forlì.

Per saperne di più contattare Attilio Capozza, tel 0532 749 111 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

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Offerta più vantaggiosa: online le Linee guida Anac definitive

È online sul sito dell'Autorità anticorruzione la versione finale delle Linee guida Anac n. 2 sull'Offerta economicamente più vantaggiosa (Oepv), approvate in via definitiva dal Consiglio dell'Autorità con la delibera n. 1005 del 21 settembre 2016.
Al fine di facilitare le stazioni appaltanti e gli operatori economici, ai sensi dell'art. 213, comma 2, del nuovo Codice Appalti (Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50), l'Autorità ha predisposto tali linee guida, di natura prevalentemente tecnico-matematica, finalizzate a fornire indicazioni operative per il calcolo dell'Oepv, soprattutto per quanto concerne la scelta del criterio di attribuzione dei punteggi per i diversi elementi qualitativi e quantitativi che compongono l'offerta e la successiva aggregazione dei punteggi.

MIGLIOR RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO OPPURE ELEMENTO PREZZO O COSTO. Queste linee guida trovano applicazione nelle procedure a evidenza pubblica a cui risultano applicabili, in quanto compatibili con la tipologia e il settore dell'affidamento, le disposizioni contenute nell'art. 95 del nuovo Codice. L'art. 95, comma 2, del nuovo Codice Appalti prevede che, nel rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e di parità di trattamento, le stazioni appaltanti aggiudicano gli appalti sulla base del criterio dell'Oepv individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, oppure sulla base dell'elemento prezzo o del costo, seguendo un criterio di comparazione costo/efficacia quale il costo del ciclo di vita.
Il comma 4, dell'art. 95, stabilisce che può - e non deve - essere utilizzato il criterio del minor prezzo:
a) per i lavori di importo pari o inferiore a 1.000.000 di euro, tenuto conto che la rispondenza ai requisiti di qualità è garantita dall'obbligo che la procedura di gara avvenga sulla base del progetto esecutivo;
b) per i servizi e le forniture con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato;
c) per i servizi e le forniture di importo inferiore alla soglia comunitaria, caratterizzati da elevata ripetitività, fatta eccezione per quelli di notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo.
Poiché si tratta di una deroga al principio generale dell'offerta economicamente più vantaggiosa, le stazioni appaltanti che intendono procedere all'aggiudicazione utilizzando il criterio del minor prezzo, ai sensi dell'art. 95, comma 5, devono dare adeguata motivazione della scelta effettuata ed esplicitare nel bando il criterio utilizzato per la selezione della migliore offerta.
Devono sempre essere aggiudicati sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, ai sensi dell'art. 95, comma 3, i contratti relativi a:
a) i servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica;
b) i servizi ad alta intensità di manodopera (ovvero quelli nei quali il costo della manodopera è pari almeno al 50 per cento dell'importo totale del contratto – art. 50, comma 2);
c) i servizi di ingegneria e architettura nonché gli altri servizi di natura tecnica e intellettuale di importo superiore a 40.000 euro.

RACCOMANDAZIONI. Si raccomanda:
a) in fase di programmazione, di definire le caratteristiche dell'affidamento che consentono di verificare la sussistenza delle condizioni per le quali il Codice e le presenti linee guida prescrivono o consentono l'utilizzo di un particolare criterio di aggiudicazione;
b) in fase di progettazione, di avviare la definizione dei criteri di valutazione e dei relativi punteggi;
c) in sede di adozione della determina a contrarre e di elaborazione della documentazione di gara, di procedere alla compiuta definizione degli ulteriori elementi.
Si raccomanda alle stazioni appaltanti di definire in maniera chiara e precisa il criterio di aggiudicazione nonché i criteri di valutazione, i metodi e le formule per l'attribuzione dei punteggi e il metodo per la formazione della graduatoria, finalizzati all'individuazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa; devono, pertanto, essere evitate formulazioni oscure o ambigue, assicurando la trasparenza dell'attività e la consapevolezza della partecipazione.
Si raccomanda altresì di elaborare modelli, anche in formato elettronico, che agevolino la predisposizione e la presentazione delle offerte, tecniche ed economiche da parte dei concorrenti.

Scarica qui le linee guida

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Manutenzione caldaia - Listino Lavori

Sono stati definiti dei prezzi di riferimento delle prestazioni applicate ai manutentori ferraresi sugli interventi definiti dalla legislazione in materia di energia per il 2016. Si tratta di importi definiti, in modo unilaterale, dai manutentori; pertanto la pubblicazione avviene esclusivamente per finalità informative ed i valori espressi sono di stretta ed unica formulazione da parte imprenditoriale del settore interessato.

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COS'E' LA MANUTENZIONE ?

La manutenzione alla caldaia è quell'insieme di operazioni utili per far si che l'apparecchio funzioni correttamente, sia efficiente, consumi il meno possibile ed offra il massimo del comfort nella Vostra abitazione riducendo al minimo il rischio di interruzioni di funzionamento.

Cos'è per gli impiantisti la "manutenzione"?
Quello che noi intendiamo per manutenzione comprende le seguenti operazioni:

Caldaia di tipo B (a camera aperta):
• test di funzionamento iniziale, per assicurarci che la Vostra caldaia stia funzionando in maniera corretta;
• smontaggio del bruciatore e sua pulizia compreso i condotti di adduzione gas alle rampe singole;
• pulizia dello scambiatore lato fiamma e fumi;
• pulizia pilota (ove presente);
• svuotamento della caldaia e prova dello stato di pressione vaso di espansione;
• sostituzione della membrana per l'attivazione del servizio sanitario (ove necessario e presente);
• sostituzione delle eventuali guarnizioni usurate;
• rimontaggio di tutte le parti sopraelencate;
• test finale di funzionamento.

Caldaia di tipo C (a camera stagna):
• test di funzionamento iniziale, per assicurarci che la Vostra caldaia stia funzionando in maniera corretta;
• smontaggio del bruciatore e sua pulizia compreso i condotti di adduzione gas alle rampe singole;
• pulizia dello scambiatore lato fiamma e fumi;
• smontaggio e pulizia estrattore fumi;
• controllo dello stato del condotto di connessione tra estrattore fumi e pressostato ed eventuale sostituzione della coibentazione usurata;
• svuotamento della caldaia e prova dello stato di pressione vaso di espansione;
• sostituzione della membrana per l'attivazione del servizio sanitario (ove necessario e presente);
• sostituzione delle eventuali guarnizioni usurate;
• rimontaggio di tutte le parti sopraelencate;
• test finale di funzionamento.

Caldaia di tipo C (a camera stagna) a condensazione:
• test di funzionamento iniziale, per assicurarci che la Vostra caldaia stia funzionando in maniera corretta;
• smontaggio del bruciatore e sua pulizia compreso i condotti di adduzione gas alle rampe singole;
• pulizia del modulo condensazione lato fiamma e fumi;
• smontaggio e pulizia estrattore fumi;
• controllo dello stato del condotto di connessione tra estrattore fumi e pressostato ed eventuale sostituzione della coibentazione usurata;
• pulizia sifone scarico condensa;
• svuotamento della caldaia e prova dello stato di pressione vaso di espansione;
• sostituzione della membrana per l'attivazione del servizio sanitario (ove necessario e presente);
• sostituzione delle eventuali guarnizioni usurate;
• rimontaggio di tutte le parti sopraelencate;
• test finale di funzionamento.

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Stufe e caldaie a biomasse: la manutenzione del generatore e della canna fumaria

Con l'inizio dell'autunno è necessario fare dei controlli sul corretto funzionamento degli impianti termici, inclusi quelli alimentati a pellet e a legna. Alcune normative, consigli e accorgimenti per una corretta di manutenzione di generatori alimentati a pellet e a legna, camini e canne fumarie

Con l'inizio dell'autunno è bene iniziare a fare dei controlli sul corretto funzionamento degli impianti termici, inclusi quelli alimentati a pellet e a legna.
Lo scopo è di garantire la sicurezza, l'efficienza e l'efficacia dei dispositivi. Si riducono le possibilità di malfunzionamenti, con conseguenze anche gravi, e i consumi di biomassa, dunque i costi, e le emissioni inquinanti.
L'impianto termico
Ricordiamo che per "impianto termico" si intende l'impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, comprendente sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento.
Non sono inoltre considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari a uso residenziale e assimilate.
Libretto di impianto
Dunque, dal 15 ottobre 2014 (DM 10 febbraio 2014) i generatori a biomassa rientrano nell'ambito di applicazione della normativa nazionale relativa agli impianti termici e come tali devono essere muniti di un "Libretto di impianto per la climatizzazione" che ne identifichi caratteristiche tecniche (potenza e rendimento) e combustibile utilizzato.
Più nello specifico, oltre alle caldaie a biomassa che costituiscono sempre impianto termico e per questo devono essere inserite nel libretto di impianto, anche gli apparecchi domestici a biomassa, quali stufe e caminetti, sono assimilati d un impianto termico se la somma delle potenze è maggiore o uguale a 5 kW.
Nel caso di impianti termici completamente nuovi, la compilazione del libretto deve essere effettuata dalla ditta installatrice all'atto della prima messa in servizio. Il libretto di impianto deve essere poi compilato alla prima manutenzione utile.
La manutenzione deve essere effettuata secondo le indicazioni e con la periodicità previste dall'impresa installatrice. Se tali informazioni non sono presenti, fanno fede le istruzioni del fabbricante o, in ultima istanza, la normativa tecnica di riferimento.
La frequenza della manutenzione obbligatoria, con il controllo dell'efficienza energetica e il relativo rapporto che deve essere fatto e sottoscritto dal tecnico abilitato è in genere biennale per impianti con potenza termica da 10 a 100 kW.
Tutte le Regioni hanno l'obbligo di stabilire un proprio regolamento sull'aspetto riguardante la manutenzione. Sono ancora tante, però, le Regioni che devono adeguarsi e recepire le norme sovranazionali. Finora solo Valle d'Aosta, Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Sicilia e la provincia di Lecce hanno un proprio ordinamento con specifiche leggi regionali che hanno introdotto intervalli temporali differenti e libretti di impianto e allegati di controllo specifici per le Regioni.
Inoltre, di recente, alcune Regioni e Province si stanno dotando di un catasto informatico di impianti di competenza geografica.
Chi è responsabile dell'impianto termico?
Secondo l'allegato A al D.lgs. 92/05 il responsabile dell'impianto termico è l'occupante, a qualsiasi titolo, in caso di singole unità immobiliari residenziali; il proprietario, in caso di singole unità immobiliari residenziali non locate; l'amministratore, in caso di edifici dotati di impianti termici centralizzati amministrati in condominio; il proprietario o l'amministratore delegato in caso di edifici di proprietà di soggetti diversi dalle persone fisiche.
Manutenzione e controllo degli impianti a biomassa legnosa
La manutenzione della stufa-caminetto-caldaia è un'operazione abbastanza semplice da effettuare, ma assolutamente necessaria da fare prima della stagione invernale. Il controllo e la pulizia approfondita del generatore di calore vanno fatte da personale specializzato.
Inoltre, periodicamente, a seconda del dispositivo in uso, è necessario pulire la camera di combustione, scaricare le ceneri e seguire puntualmente tutte le indicazioni riportate nel manuale di uso e manutenzione a corredo del dispositivo. (consegnato dal rivenditore al momento dell'acquisto).
La corretta manutenzione di camini e canne fumarie
Oltre all'impianto termico è fondamentale una manutenzione regolare della canna fumaria per gli impianti alimentati a legna e pellet.
Va detto che nonostante la diffusione di caminetti e stufe e l'aumento delle performance di questi apparecchi, non ha fatto seguito un'adeguata conoscenza dei rischi né di attenzione alla corretta installazione e periodica manutenzione dei camini, spesso considerati eterni e innocui. Ciò contribuisce in modo preoccupante all'aumento degli incendi all'interno delle abitazioni provocati proprio da canne fumarie non installate a norma (UNI 10683 ad opera di fumista abilitato come da DM37/08 lettera C limitata) e non sottoposte a pulizia.
Un'altra problematica legata al camino non pulito riguarda la riduzione di tiraggio e inevitabilmente un aumento dei consumi. Ad esempio, 0,5 mm di fuliggine aumentano i consumi del 2% per arrivare fino al 16% con soli 3 mm. Secondo alcuni operatori del settore 3 mm di fuliggine si formano nell'arco di poco più di un mese di utilizzo costante del caminetto o della stufa.
Alcuni principi per la manutenzione dell'impianto fumario che deve essere effettuata secondo quanto disciplinato dalla normativa tecnica UNI 10847 da uno "Spazzacamino" abilitato, con relativa compilazione del libretto di impianto.
Lo Spazzacamino andrebbe chiamato prima dell'inizio della stagione invernale, perché, oltre alla normale pulizia della canna fumaria, si potranno anche togliere eventuali nidi di uccelli o di insetti formatosi durante la stagione di non utilizzo.
La manutenzione ordinaria dell'impianto fumario si distingue tra ispezione generale e intervento manutentivo, che viene realizzato attraverso alcune fasi:
• visione dell'impianto, se necessita con video ispezione interna
• scelta del sistema di pulizia e delle tipologie di spazzole
• preparazione dell'area di lavoro per evitare uscita di fuliggine
• azione di pulitura e rimozione fuliggini
• controllo del passaggio dei fumi, verifica di libero scorrimento fumi, sistemazione dell'impianto per la rimessa in funzione
Per una normale pulizia di una canna fumaria si impiega circa un ora e mezza o due in condizioni di una normale pulizia ordinaria, ma in alcuni casi si può impiegare di più.
Per una corretta pulizia le attrezzature sono varie. Dal classico sistema a battente con scovoli di varie misure al sistema ad aste o con il più moderno sistema meccanico a rotazione. Importante è la scelta della spazzola da utilizzare che accomuna tutti i tipi di pulizia: in base al materiale di cui è fatta la canna fumaria e la sua forma geometrica si dovrà scegliere il materiale della spazzola.
Per esempio nelle moderne canne fumarie in acciaio bisogna usare spazzole non abrasive in ferro, ma con delle setole in nylon o in peck più morbide e meno invasive.

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