CNA Comunicazione e Terziario Avanzato

Costruire un'applicazione React - 8 giugno ore 20

Proseguono i meetup di FerraraJS, e questa volta avremo Piero Nicolli che ci parlerà di come Costruire un'applicazione React
React è una libreria potente e flessibile e tutto il mondo ne parla. In questo talk ci mettiamo nei panni di chi ha appena imparato ad usarlo e vuole affrontare la sua prima sfida. Affrontare un nuovo progetto può sembrare complicato, vedremo come scegliere la strada da percorrere grazie ad alcune semplici linee guida:
• Creare un'applicazione nuova
• Trasformare un prototipo in un piano d'azione
• Dare una struttura modulare all'applicazione
• Comincia lo sviluppo!

Come sempre, al termine del meetup si uscirà per mangiare e bere assieme!
Avete proposte sull'argomento da trattare per la prossima serata, o volete portare un vostro talk? Trovate qui il form di proposta Talk
L'iniziativa è gratuita ma vi chiediamo di prenotare qui il vostro posto al solo fine di permettere la corretta organizzazione della sala.

Vi aspettiamo quindi l'8 giugno, alle ore 20:00, al meetup di Ferrara JS presso CNA Ferrara!


Le JS Night sono appuntamenti bimestrali dedicati al JavaScript development,organizzati dal gruppo FerraraJS in collaborazione con CNA Ferrara.
Durante ogni appuntamento si affronta e scopre assieme una nuova libreria, framework o pratica nello sviluppo di applicazioni JavaScript.

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SAVE THE DATE: 16 febbraio 2017, ore 9.30 Bologna MULTIMEDIA CLUSTERS IN DUBAI

Argomenti trattati in questo articolo:

Grazie alla collaborazione fra CNA Emilia Romagna e Future Film Festival e con il contributo della Regione Emilia-Romagna, torna il progetto Multimedia Clusters in Dubai and Germany, dedicato allo scambio di conoscenze e contatti commerciali nel campo del digital entertainment e del multimedia.

Il 16 febbraio prossimo si svolgerà la giornata conclusiva del progetto con la presenza a Bologna di una delegazione di imprese dagli emirati arabi con cui sarà possibile svolgere gratuitamente incontri b2b.
Dopo il successo dell'edizione 2015, dedicata ad Abu Dhabi, le giornate di inizio maggio 2016 dedicate agli incontri con imprese tedesche e una missione a Dubai con una delegazione di imprese dell'Emilia Romagna, sarà ora possibile iscriversi per incontri di business con imprese emiratine a Bologna presso la sede CNA Emilia Romagna (Via Rimini 7, Bologna).
Il programma completo dell'iniziativa con l'indicazione delle imprese partecipanti e le modalità per iscriversi sarà pubblicato a breve, per ora SAVE THE DATE!

Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

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Agevolazioni per lo sviluppo dell'artigianato digitale e della manifattura 4.0

Con passaggi successivi, il Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato il Bando per finanziare l'artigianato digitale (DM 21/06/2016) e il decreto attuativo con termini e modalità di presentazione (DD 16/12/2016).
Sintesi del bando:
- agevolazioni in favore di aggregazioni di Imprese riunitesi allo scopo di promuovere attività innovative nell'ambito dell'artigianato digitale e della manifattura sostenibile;
- possono partecipare al bando le aggregazioni composte da almeno 5 imprese, di cui almeno il 50% artigiane o microimprese. Al momento della presentazione della domanda, è necessario che le imprese abbiano stipulato, anche tramite scrittura privata, un accordo di collaborazione;
- spese ammissibili: beni strumentali nuovi di fabbrica; componenti hardware e software strettamente funzionali al programma; personale dipendente del beneficiario e personale dipendente delle imprese costituenti lo stesso, purché formalmente distaccato ed a condizione che svolga la propria attività presso le strutture del beneficiario, entro il 50%
dell'importo complessivo; consulenze tecnico-specialistiche, lavorazioni eseguite da terzi, entro il 30% dell'importo complessivo; materiali di consumo strettamente funzionali alla
realizzazione di attività di ricerca, sviluppo e prototipazione; spese per la realizzazione di prodotti editoriali;
- i progetti si possono inviare dalle ore 10:00 del 1° marzo 2017 e fino alle ore 12:00 del 30 marzo 2017, mediante invio all'indirizzo PEC Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  ;
Le istanze presentate saranno valutate in base ad una graduatoria, fino ad esaurimento delle risorse disponibili; in caso di parità di punteggio tra più programmi, sarà data preferenza al programma con il minor costo presentato

Per maggiori informazioni contattare Debora Tamascelli, tel 0532 749210 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

 

 

Riferimenti: Decreto Ministeriale 21 giugno 2016; Decreto direttoriale 16 dicembre 2016

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Piattaforme telematiche di e-procurement: regole tecniche aggiuntive per l'interoperabilità tra sistemi di acquisto e di negoziazione

Le Pubbliche Amministrazioni (PA), in base a quanto stabilito dalle Direttive europee sull'e-procurement, devono mettere in atto le azioni necessarie per regolamentare e standardizzare i processi e le procedure di approvvigionamento, ai fini dell'interoperabilità, requisito necessario per creare un mercato unico digitale entro il 2020 (Digital single market). In tale ottica, l'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID) ha pubblicato le Regole tecniche aggiuntive per il colloquio e la condivisione dei dati tra sistemi di e-procurement: le regole tecniche per il colloquio tra i sistemi telematici di acquisto e di negoziazione, definiscono le modalità con cui possono interoperare le piattaforme telematiche per gli acquisti della PA.
Il documento definisce:
- le modalità di scambio dei dati tra tutti i sistemi telematici coinvolti nelle procedure di acquisto della PA;
- le modalità di interconnessione tra i vari sistemi, in considerazione anche dell'utilizzo dei servizi offerti dai registri pubblici nazionali e dai possibili soggetti aggregatori;
- le famiglie di dati che costituiscono le informazioni essenziali necessariamente condivise tra le parti;
- i riferimenti per l'adozione di un formato di dato ed una semantica normalizzata tra tutti i sistemi.
Il termine ultimo per l'adeguamento dei sistemi telematici di negoziazione e di acquisto ai requisiti emanati dalle regole è il 18 aprile 2018.

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Vietata l'infrastruttura che si avvale di algoritmo per determinare il rating reputazionale

Una associazione (titolare del trattamento) ed una società a supporto (responsabile) hanno comunicato di voler dar vita ad un progetto, volto alla misurazione del "rating reputazionale" che utilizzerebbe una infrastruttura (piattaforma web ed archivio informatico) tramite la quale verrebbero raccolti e trattati una mole rilevante di dati personali, alcuni inseriti volontariamente dagli utenti altri raccolti dal web.
Il sistema poi, attraverso un algoritmo, assegnerebbe ai soggetti censiti degli indicatori alfanumerici in grado di misurare, a parere del titolare oggettivamente, l'affidabilità delle persone in campo economico e professionale.
Il Garante, però, ha fermato questo tipo di trattamento, anche per il futuro, per le rilevanti problematiche privacy scaturenti dalla delicatezza delle informazioni che si vorrebbero utilizzare, per il pervasivo impatto sugli interessati e per le modalità di trattamento ipotizzate.
Infatti, sebbene sia astrattamente legittima l'erogazione di servizi volti a rendere maggiormente efficienti, trasparenti e sicuri i rapporti socioeconomici, nella pratica il sistema ideato presuppone una raccolta massiva di informazioni, anche on line, suscettibili di incidere significativamente sulla rappresentazione economica e sociale dei soggetti censiti (clienti, candidati, imprenditori, liberi professionisti, cittadini) e influenzare le scelte che li riguardano effettuate da terzi (ammissione a prestazioni, servizi e benefici).
Alla base della decisione dell'Authority:
• l'incapacità del titolare del trattamento di dimostrare l'efficacia dell'algoritmo che regolerebbe la determinazione dei "rating" e al quale dovrebbe essere rimessa la valutazione dei soggetti censiti;
• la perplessità di rimettere ad un sistema automatizzato decisioni su aspetti così delicati e complessi come quelli riguardanti la reputazione;
•la difficoltà di misurare situazioni e variabili non facilmente classificabili (ad esempio, la raccolta di documenti e certificati incompleti o viziati) con il rischio di creare profili inesatti e non rispondenti alla identità sociale delle persone censite;
• l'inadeguatezza delle misure di sicurezza adottate, fondate su sistemi di autenticazione "debole" (user id e password) e su meccanismi di cifratura dei soli dati giudiziari;
• l'eccessiva lunghezza dei tempi di conservazione dei dati, superiore a quella necessaria al raggiungimento degli scopi enunciati, e la non correttezza dell'informativa predisposta da rendere agli interessati.

 

Provvedimento del Garante privacy n. 488 del 24.11.2016

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I Garanti europei rilasciano le prime indicazioni e raccomandazioni su Responsabile per la protezione dei dati, diritto alla portabilità, Autorità capofila

I Garanti privacy europei hanno approvato tre linee guida, disponibili per ora solo in lingua inglese, contenenti indicazioni e raccomandazioni su importanti novità introdotte dal Regolamento 2016/679 sulla protezione dei dati, in vista della sua applicazione, a partire dal maggio 2018, da parte degli Stati membri Le linee guida riguardano:
• il "responsabile per la protezione dei dati" (Data Protection Officer o DPO)
I Garanti europei hanno specificato i requisiti soggettivi e oggettivi che il DPO (la cui designazione sarà obbligatoria per tutti i soggetti pubblici e per alcuni soggetti privati sulla base di criteri meglio definiti) deve possedere. Con esempi concreti si forniscono risposte:
- sul significato di termini quali "attività principale", "larga scala", "monitoraggio regolare e sistematico", riferiti ai trattamenti che ne determinano l'obbligatorietà ed illustrate le
competenze professionali;
- su come il titolare possa garantire indipendenza e inamovibilità al DPO nell'esercizio della sue attività di indirizzo e controllo all'interno dell'organizzazione in cui opera.
• il diritto alla portabilità dei dati 
Viene sottolineato il valore effettivo che questo diritto deve avere per l'utente che, esercitandolo, potrà decidere di trasferire altrove i propri dati personali forniti direttamente al titolare del trattamento (piattaforma di social network, fornitore di posta elettronica etc.) oppure generati dall'utente stesso navigando su siti o piattaforme online messegli a disposizione. Vengono esaminati aspetti tecnici quali i requisiti di interoperabilità fra i sistemi informatici oppure lo sviluppo di applicazioni che facilitino l'esercizio del diritto.
• l'"autorità capofila" che funge da "sportello unico" per i trattamenti transnazionali
Si chiariscono i criteri per la individuazione della "Autorità capofila", una sorta di "sportello unico" per i trattamenti transnazionali (se il titolare o il responsabile tratta dati personali in più stabilimenti nell'Ue o offre prodotti o servizi in più Paesi Ue anche a partire da un solo stabilimento). La corretta individuazione dell'Autorità competente dovrebbe evitare agli interessati controversie e garantire un'attuazione efficace del Regolamento.
Il Garante per la protezione dei dati personali, da ultimo, ha anticipato che sulla base di queste linee guida predisporrà delle apposite schede di approfondimento in italiano.

 

Linee guida del 13.12.206 sul Responsabile per la protezione dei dati personali (16/EN WP 243), sul diritto alla portabilità dei dati (16/EN WP 242) sull'Autorità capofila (16/EN WP 244).

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Le nuove autorizzazioni generali al trattamento dei dati sensibili e giudiziari saranno valide fino al 24.5.2018

Il Garante per la privacy ha rinnovato tutte le autorizzazioni al trattamento dei dati sensibili e giudiziari, in scadenza il 31.12.2016, rendendole efficaci dal 1° gennaio 2017 fino al 24 maggio 2018 (data di applicazione del Regolamento UE 2016/679).
Le autorizzazioni sono così definite:
• autorizzazione n. 1/2016 al trattamento dei dati sensibili nei rapporti di lavoro;
• autorizzazione n. 2/2016 al trattamento dei dati sensibili idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale;
• autorizzazione n. 3/2016 al trattamento dei dati sensibili da parte degli organismi di tipo associativo e delle fondazioni;
• autorizzazione n. 4/2016 al trattamento dei dati sensibili da parte dei liberi professionisti;
• autorizzazione n. 5/2016 al trattamento dei dati sensibili da parte di diverse categorie di titolari;
• autorizzazione n. 6/2016 al trattamento dei dati sensibili da parte di investigatori privati;
• autorizzazione n. 7/2016 al trattamento di dati a carattere giudiziario da parte di privati, di enti pubblici economici e di soggetti pubblici;
• autorizzazione n. 8/2016 al trattamento dei dati genetici;
• autorizzazione n. 9/2016 al trattamento dei dati personali effettuato per scopi di ricerca scientifica.
Le nuove autorizzazioni rispecchiano i contenuti di quelle in scadenza ad eccezione delle integrazioni resesi necessarie in seguito alle modifiche normative intervenute.

 

Riferimenti: Provvedimenti del Garante nn. 523, 524, 525, 526, 527, 528, 529, 530, 531 del 15.12.2016

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Anche grazie ad un malware spiate le più alte istituzioni italiane

Il fatto che i fratelli Occhionero abbiano potuto costituire un immenso archivio segreto, contenente oltre 18.327 "username" (nome con cui un utente viene riconosciuto online) di cui 1.793 associabili a password di accesso e suddivisi in 122 categorie identificate da un "nick" (o iniziali di nomi/cognomi o categorie che indicano tipologie di interessi: politica, affari, massoneria, etc.) riguardanti figure di rilievo istituzionale, la dice lunga sul deficit di sicurezza informatica del nostro Paese.
L'accusa, molto grave, rivolta alle due cyber-spie è quella di:
-aver violato sistemi informatici per procacciarsi notizie concernenti la sicurezza dello
Stato;
-aver compiuto attività di dossieraggio nei confronti di cariche istituzionali;
-accesso abusivo a sistema informatico aggravato;
-intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche.
Questa attività criminale potrebbe essere stata possibile attraverso una rete botnet, ben strutturata, risultato di un attacco informatico del tipo APT (Advanced Persistent Threat), ingegnerizzato sfruttando un malware particolarmente insidioso, capace di far acquisire da remoto il controllo del sistema informatico bersaglio e consentire la sottrazione dei dati contenuti nei computer colpiti.
Tra l'immensa quantità di dati importanti carpiti vi era anche l'account personale del Presidente Renzi, tramite il quale era stato possibile accedere al suo cellulare per leggere e copiare sue comunicazioni riservate (questo senza che scattassero allarmi!).
In attesa delle conclusioni delle indagini della Procura di Roma, l'unico consiglio possibile da dare alle piccole imprese conto il fenomeno del crimine informatico resta quello di dotarsi di programmi antivirus seri ed aggiornati, introdurre una seria politica di gestione di password e pin ed, infine, di sensibilizzazione il proprio personale incaricato.

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Diritto all'oblio nel Regolamento europeo privacy e attività del Garante italiano nel corso del 2016

Nel corso del 2016 oltre il 60% dei ricorsi riguardanti il diritto all'oblio affrontati dal Garante italiano della privacy hanno fatto registrare un risultato favorevole all'interessato (la percentuale è stata ottenuta sommando i casi in cui l'Authority ha accolto i ricorsi, con quelli per i quali vi è stata adesione spontanea dei titolari alle richieste degli interessati).
Questo risultato ha il pregio di rendere evidente di come in pochissimo tempo sia stata fatta piazza pulita di tutti i numerosissimi dubbi attuativi su il diritto "a essere dimenticati" avanzati per anni da alcuni commentatori, esperti del web.
E' la data del 13 maggio 2014 a fare da spartiacque tra l'individuazione astratta del diritto e la concreta possibilità di attuarlo, cioè da quando la Corte di Giustizia Ue ha emesso la sua sentenza sulla causa C-131/12 riguardante Google Spain stabilendo anche principi cardine. Principi ripresi sostanzialmente nella formulazione dell'art. 17 del Regolamento europeo che, però, produrrà effetti solo dal 25 maggio 2018.
Il diritto alla cancellazione (diritto all'oblio) del Regolamento prevede che possa essere fatto valere da parte dell'interessato nei confronti del titolare quando: 
a) i dati non siano più necessari per le finalità per cui erano stati raccolti o trattati;
b) sia revocato il consenso da parte dell'interessato o non sussista altro fondamento giuridico al trattamento;
c) vi sia stata opposizione al trattamento da parte dell'interessato;
d) i dati personali siano stati trattati illecitamente;
e) vi sia un obbligo legale;
f) riguardi il minore in merito a offerta diretta di servizi della società dell'informazione.
Tale diritto, invece, non si applica: quando in contrasto con la libertà di espressione e di informazione; per l'adempimento di un obbligo legale o per l'esecuzione di un compito svolto nel pubblico interesse oppure nell'esercizio di pubblici poteri di cui è investito il titolare del trattamento; per motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o a fini statistici; per l'accertamento, l'esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria.

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Ultimo workshop della rassegna "Web Marketing - come sviluppare il mercato su Internet"

Argomenti trattati in questo articolo:

Solo per i soci CNA - Cosa comprende la quota associativa 2016

 

Web marketing

Come sviluppare il mercato su Internet



Per l’impresa è oggi fondamentale sviluppare rapporti commerciali (comunicazione, promozione, vendita, assistenza alla clientela, etc.) tramite il Web.


Ma come fare?

Nel 2016 si è organizzato un calendario eventi dove esperti di web marketing spiegano opportunità, modalità e strumenti per agire.

Quando?

L'ultimo appuntamento è previsto il 12 ottobre 2016

Quali gli argomenti?

Ore 17.30 I portali verticali dedicati all'e-commerce - Laura Babbini, Ink Open Solutions
Ore 18.30 La partecipazione alle Fiere: come migliorarla attraverso il web  - Riccardo Cavicchi, Delphi International


Ci sarà la possibilità di partecipare anche al successivo corso di approfondimento.

Prenota quanto prima! Compila il form di adesione


Esclusiva 2016 per i Soci in regola con la quota associativa

Calendario del 2016

  

Quando Titolo Workshop Agenzia ICT
8 marzo 
ore 17,30-19,30
Piano di Marketing e WEB: come gestire al meglio la comunicazione on line Delphi International
La costruzione del Brand Intraprese Fotografiche
     
5 aprile 
ore 17,30 - 19,30
Facebook: come aprire e gestire un profilo aziendale Grafica Andros
Creazione e gestione delle immagini nei social Intraprese Fotografiche
     
5 maggio
ore 17,30-19,30
Un'intera forza vendita che operi nel mercato globale, direttamente dal proprio ufficio? Certamente! Vi presentiamo l’e-commerce! Inside BtB
Tutelare i propri  dati sul web Provideant
     
6 giugno Annullato
ore 17,30-19,30
Il "primo appuntamento"? E' online! Siti web: molto più di biglietti da visita Inside BtB
 L'informatica a supporto dell'artigiano: il Software Libero come utile alleato Ink Open Solutions
     

12 ottobre 2016

ore 17.30 - 19.30

I portali verticali dedicati all'e-commerce  Ink Open Solutions
La partecipazione alle Fiere: come migliorarla attraverso il web Delphi International

 

Iscriviti al workshop

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Diritto d'autore: firmato il regolamento per la gestione dei compensi per copia privata

E' stato sottoscritto da SCF (Società consortile fonografici) e dagli altri enti di gestione collettiva dei diritti dei produttori fonografici, il Regolamento per la gestione dei compensi per copia privata spettanti ai sensi della Legge sul Diritto d'Autore (art. 71 septies, Legge 633/1941) ai produttori terzi, ovvero a quei produttori che non abbiano conferito mandato ad alcun ente di gestione collettiva dei diritti discografici, e dei compensi per copia privata relativi alle produzioni con vendita in abbinamento editoriale spettanti a tutti i produttori fonografici (che abbiano conferito mandato ad un ente di gestione collettiva o meno).
Il Regolamento disciplina i compensi per copia privata (spettanti ai terzi e relativi alle produzioni edicola) maturati negli anni di competenza dal 2012 al 2017, e stabilisce i requisiti e la procedura di ammissione alla ripartizione dei medesimi compensi.
I produttori terzi potranno ora rivolgere le proprie richieste all'ente di gestione collettiva firmatario del Regolamento di propria scelta, il quale provvederà alla verifica della sussistenza dei requisiti, all'esame della documentazione depositata e, in caso di esito positivo, alla ripartizione e al pagamento dei compensi spettanti ai produttori aventi diritto.

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Non è oggettivamente responsabile il portale che pubblica commenti non filtrati di terzi

Un portale di notizie internet (Index) e un ente di autoregolamentazione dei prestatori di servizi di contenuti (Internet Magyar Tartalomszolgaltatok Egyesulete - "MTE") ungheresi, essendo stati ritenuti responsabili dai giudici del Kuria (la Corte suprema ungherese) per commenti critici e volgari - pubblicati da alcuni utenti del portale, tenuti solo alla registrazione - contro un paio di siti di annunci immobiliari on-line, avevano dovuto pagare 75.000 Fiorini ungheresi e rimuovere tutti i commenti lesivi della buona reputazione altrui.
Index e MTE, non convinti della sentenza della Corte suprema magiara secondo cui se il portale offre un servizio che consente di rilasciare commenti si assume implicitamente anche la responsabilità per i danni causati da terzi (gli utilizzatori del servizio), si erano rivolti alla Corte di Strasburgo invocando la violazione dell'art. 10 della Convenzione ("Libertà di espressione").
La Corte europea dei diritti dell'uomo, riconoscendo la violazione dell'art 10, ha dato ragione ai ricorrenti evidenziando che:
• ai portali di news si applicano le regole sulla libertà di stampa, anche in presenza di commenti di terzi; i portali, infatti, godono di ampia libertà, pur nel rispetto delle responsabilità e dei doveri degli editori, limitabile solo nei casi di incitamento all'odio ("hate speach") e alla violenza;
• i commenti degli utenti del sito erano sì volgari (certamente non protetti dall'art. 10), ma le singole frasi non potevano ritenersi decisive nella valutazione sulla "diffamazione";
• i giudici nazionali nelle loro valutazioni devono considerare le peculiarità della comunicazione sul web;
• l'attività dei portali che mettono a disposizione spazi a terzi per i loro commenti è analoga all'intervista fatta da un giornalista ad una terza persona poi riprodotta sulla carta stampata o mandata in onda in televisione;
• la mancanza di filtro sui commenti non implica la responsabilità oggettiva del comportamento di chi si ritiene diffamato in quanto può pur sempre richiedere la rimozione del contenuto del commento lesivo).

La Giurisprudenza dei singoli stati europei, dopo questa decisione, dovrà stare attenta a non imporre troppi oneri di controllo ai gestori dei portali che pubblicano commenti di terzi qualora questi vincoli possano comportare il rischio di restringere la libertà d'informazione su internet.

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Web Marketing Calendario Workshop gratuiti per i Soci

Solo per i soci CNA - Cosa comprende la quota associativa 2016

 

Web marketing

Come sviluppare il mercato su Internet



Per l’impresa è oggi fondamentale sviluppare rapporti commerciali (comunicazione, promozione, vendita, assistenza alla clientela, etc.) tramite il Web.

Ma come fare?

Per i nostri Soci abbiamo programmato un calendario eventi dove esperti di web marketing sapranno spiegare opportunità, modalità e strumenti per agire.

Ci sarà la possibilità di partecipare anche ai successivi corsi di approfondimento.

Prenota quanto prima i workshop di tuo interesse!
Esclusiva 2016 per i Soci in regola con la quota associativa

Calendario

  

Quando Titolo Workshop Agenzia ICT
8 marzo 
ore 17,30-19,30
Piano di Marketing e WEB: come gestire al meglio la comunicazione on line Delphi International
La costruzione del Brand Intraprese Fotografiche
     
5 aprile 
ore 17,30 - 19,30
Facebook: come aprire e gestire un profilo aziendale Grafica Andros
Creazione e gestione delle immagini nei social Intraprese Fotografiche
     
5 maggio
ore 17,30-19,30
Un'intera forza vendita che operi nel mercato globale, direttamente dal proprio ufficio? Certamente! Vi presentiamo l’e-commerce! Inside BtB
Tutelare i propri  dati sul web Provideant
     
6 giugno Annullato
ore 17,30-19,30
Il "primo appuntamento"? E' online! Siti web: molto più di biglietti da visita Inside BtB
I portali verticali dedicati all'e-commerce Ink Open Solutions
     
6 settembre Posticipato in autunno Ore 17,30-19,30 La partecipazione alle Fiere: come migliorarla attraverso il web Delphi International
L'informatica a supporto dell'artigiano: il Software Libero come utile alleato Ink Open Solutions

 

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Sentenza riconosce il diritto di autore alle foto di facebook

La pubblicazione di foto su Facebook nella pagina di chi le ha scattate "non comporta la cessione integrale dei diritti fotografici". La IX sezione del Tribunale di Roma in pratica riconosce il diritto d'autore anche per le foto pubblicate sul social network. Il caso nasce da foto pubblicate nella sua pagina Facebook da un fotografo romano. Tweet241 11 giugno 2015 La pubblicazione di foto su Facebook nella pagina di chi le ha scattate "non comporta la cessione integrale dei diritti fotografici". E' quanto stabilito dalla IX sezione del Tribunale di Roma che in pratica riconosce il diritto d'autore anche per le foto pubblicate sul social network. Condannato un quotidiano La libertà di utilizzo dei contenuti pubblicati dagli utenti con l'impostazione 'Pubblica' "non riguarda infatti i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale degli utenti, rispetto ai quali l'unica licenza è quella non esclusiva e trasferibile concessa a Facebook", spiega il Tribunale. In base a tale principio l'autore di alcune foto, assistito dallo Studio Lipani Catricalà & Partners, ha ottenuto il risarcimento del danno da parte di un quotidiano che aveva pubblicato le foto stesse senza alcuna autorizzazione. Danni morali e materiali La sezione capitolina del Tribunale, specializzata in materia d'impresa e di proprietà intellettuale, infatti, ha riconosciuto la risarcibilità sia del danno patrimoniale che del danno morale connesso al mancato riconoscimento della paternità delle fotografie e, dunque, ha stabilito l'esistenza di un pregiudizio cagionato dalla pubblicazione delle foto senza l'autorizzazione dell'autore e senza l'indicazione del suo nome. Scatti privati diventano pubblici Il caso nasce da foto pubblicate nella sua pagina Facebook da un fotografo, scattate in una discoteca romana. Le foto erano poi apparse, all'insaputa dell'autore, in un quotidiano nazionale a corredo di una serie di articoli giornalistici, relativi al fenomeno della frequentazione dei locali notturni da parte di soggetti di giovane età e, successivamente, riutilizzate anche da alcuni programmi televisivi di rilievo nazionale. Impostazione 'pubblica' non dà licenza di utilizzo Nella sentenza viene innanzitutto chiarito che la pubblicazione di una fotografia nella pagina personale di Facebook, in mancanza di prove contrarie, costituisce "presunzione grave, precisa e concordante" della titolarità dei diritti fotografici in capo al titolare delle pagine nelle quali sono pubblicate. Fatta questa premessa, il Collegio, esaminate le condizioni di licenza di Facebook, ha stabilito che "la possibilità di utilizzo delle informazioni pubblicate con impostazione 'Pubblica' sul social network non costituisce licenza generalizzata di utilizzo e di sfruttamento dei contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale in favore di qualunque terzo che accede alla pagina Facebook". Al contrario la libertà di utilizzo "riguarda esclusivamente le informazioni e non i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale". - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Riconosciuto-il-diritto-d-autore-alle-foto-pubblicate-su-Facebook-f488ae3a-0762-443b-9935-a52bb0b6e4a7.html

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Bandi della Regione Emilia-Romagna a sostegno del cinema e dell'audiovisivo

Il sostegno della Regione Emilia-Romagna al cinema e all'audiovisivo entra nel vivo con il varo di due bandi per opere realizzate da imprese emiliano-romagnole, ma anche nazionali e internazionali.
I bandi
La dotazione finanziaria per un bando è di 760.000 euro, la scadenza il 26 agosto 2015. Il bando si rivolge a imprese nazionali e internazionali che svolgano attività primaria di produzione audiovisiva, cinematografica e televisiva.
Progetti ammissibili: opere che prevedano almeno 6 giorni di lavorazione in Emilia-Romagna e i cui costi siano sostenuti almeno per il 30% sul territorio (50% per opere realizzate in animazione o con materiali di archivio): lungometraggi (minimo 75 minuti); film per la tv (minimo 75 minuti); serie per la tv - anche singoli episodi (minimo 100 minuti); documentari/docu-fiction; serie web (minimo 50 minuti).
L'agevolazione, consistente in un contributo a fondo perduto, è determinata sulla base delle spese ammissibili nella seguente misura:
25% per i lungometraggi, fino ad un massimo di 150.000 euro; 20% per i film e le serie televisive, fino ad un massimo di 150.000 euro; 30% per i documentari/docu-fiction, fino ad un massimo di 70.000 euro; 35% per le serie web, fino ad un massimo di 25.000 euro.
E' richiesta una copertura finanziaria iniziale del budget pari al 50% per lungometraggi, film e serie tv e 30% per documentari/docu-fiction e serie web.

La dotazione finanziaria dell'altro bando è di 400.000 euro, la scadenza il 26 agosto 2015. Il bando si rivolge a imprese con sede in Emilia-Romagna che svolgano attività primaria di produzione audiovisiva, cinematografica e televisiva.
Progetti ammissibili: opere i cui costi siano sostenuti almeno per il 30% sul territorio (50% per opere realizzate in animazione o con materiali di archivio): lungometraggi (minimo 75 minuti); film per la tv (minimo 75 minuti); serie per la tv - anche singoli episodi (minimo 100 minuti); documentari/docu-fiction; serie web (minimo 50 minuti); cortometraggi (massimo 30 minuti). L'inizio delle attività sul territorio regionale dovrà avvenire entro il 30 aprile 2016.
L'agevolazione, consistente in un contributo a fondo perduto, è determinata sulla base delle spese ammissibili nella seguente misura:
25% per i lungometraggi, fino ad un massimo di 150.000 euro; 20% per i film e le serie televisive, fino ad un massimo di 150.000 euro; 30% per i documentari/docu-fiction, fino ad un massimo di 70.000 euro; 35% per i cortometraggi e le serie web, fino ad un massimo di 25.000 euro.


Sul portale cultura i testi dei bandi e la modulistica.

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Rcs: Cna,fusione Mondadori rischio per 4mila piccoli editori

''La ventilata fusione Rcs-Mondadori rischia di mettere in ginocchio oltre 4 mila piccoli editori e 12 mila occupati del settore''. Lo dichiara Andrea Nannini, presidente di Cna Comunicazione, che al suo interno riunisce il mondo dei piccoli e medi editori sotto la sigla di Cna Editoria.
''Oggi il 90% del mercato è controllato dai grandi gruppi editoriali - spiega Nannini - e il nuovo gigante che arriverebbe sul mercato aumenterebbe ulteriormente il processo di concentrazione e monopolio, minando il principio della libera concorrenza e quel patrimonio culturale da sempre rappresentato dai piccoli editori italiani''. Il presidente ricorda che ogni anno i piccoli e medi editori immettono sul mercato circa 30 mila novità letterarie, tra cui molti autori di successo che hanno mosso così i primi passi. Anche le piccole librerie non avrebbero vita facile se avvenisse la fusione, aggiunge la Cna, proprio ora che è stato sventato il pericolo di una modifica, com'era in una delle bozze del Ddl Concorrenza, che prevede tetti massimi alle scontistiche per tutelare le librerie. Cna auspica che le istituzioni dedichino maggior attenzione alla piccola editoria, così come è stato fatto con le librerie indipendenti che, insieme ai piccoli editori, contribuiscono a sostenere e diffondere la ricchezza e la varietà del patrimonio letterario italiano. (ANSA).

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Amazon e il suo nuovo servizio di posta attento alle esigenze privacy delle imprese

Da aprile Amazon lancerà sul mercato il servizio di posta Workmail, nel tentativo di insidiare il predominio Microsoft di Exchange, pubblicizzandolo sotto il profilo della privacy.
Amazon, infatti, asserisce che Workmail offrirà un servizio di geolocalizzazione dei server personalizzato che consentirà alle imprese di immagazzinare le proprie e-mail nel Paese a loro più favorevole nell'ambito della legislazione relativa alla protezione dei dati personali.

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Da Bruxelles diffusa una relazione dal titolo "privacy e protezione dei dati by design – dalla politica all'ingegneria"

CNA Brussels' Office ha segnalato che il 15 gennaio scorso è stata diffusa una Relazione titolata "Privacy e Protezione dei dati by design – dalla politica all'ingegneria" da parte dell'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA - European Network and Information Security Agency).
Per "privacy by design" - secondo il Garante italiano - si intende la previsione di misure a protezione dei dati già al momento della progettazione di un prodotto o di un software.
Nella relazione dell'Agenzia viene esposto un inventario accurato degli approcci in atto, volto ad evidenziare il gap esistente tra il quadro legislativo e lo stato d'avanzamento della tecnologia, e a configurare una regolamentazione che, in particolare, specifichi sistemi e servizi "privacy-friendly".
Fonte: Cna Brussels' Office

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Impronta dell'archivio informatico: non c'è più obbligo di comunicazione.

Non è più necessario procedere all'invio dell'impronta dell'archivio informatico per estendere la validità dei documenti informatici conservati prima dell'entrata in vigore del decreto ministeriale 17 giugno 2014 ("Modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto - articolo 21, comma 5, Dlgs n. 82/2005").
Questa la conclusione cui giunge l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 4/E del 19 gennaio 2015, in merito alla corretta interpretazione dell'articolo 7, comma 3, del Dm 17 giugno 2014.
Fino all'entrata in vigore di quel provvedimento, coloro che provvedevano alla digitalizzazione documentale e alla conservazione sostitutiva dei documenti informatici rilevanti ai fini fiscali avevano l'obbligo di inviare l'impronta dell'archivio informatico (con le modalità previste dall'articolo 5 del Dm 23 gennaio 2004). Lo scopo, datare con certezza l'esistenza dei documenti e delle firme apposte, eliminando il problema legato
alla scadenza dei certificati di firma digitale.
Il Dm 17 giugno 2014 ha stabilito che, con la sua entrata in vigore, è abrogato il Dm 23 gennaio 2004, e, con il comma 3, che "Le disposizioni di cui al decreto 23 gennaio 2004 continuano ad applicarsi ai documenti già conservati al momento dell'entrata in vigore del presente decreto". Pertanto, per i documenti conservati prima dell'entrata in vigore del Dm 17 giugno 2014, continua a sussistere l'obbligo di trasmettere alle competenti Agenzie fiscali l'impronta dell'archivio informatico oggetto della conservazione, la relativa sottoscrizione elettronica e la marca temporale (articolo 5, comma 1, Dm 23 gennaio 2004).
In conclusione, nel processo di archiviazione elettronica dei documenti informatici l'invio dell'impronta dell'archivio informatico non è più necessario, e ciò vale sia per i documenti informatici archiviati elettronicamente dal 17/6/2014, sia per quelli archiviati prima di tale data.

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Pubblicate le regole tecniche per la trasmissione, la conservazione e la validazione temporale dei documenti informatici

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Regolamento attuativo che fornisce le specifiche tecniche necessarie per la formazione, la trasmissione, la copia, la duplicazione, la riproduzione e la validazione temporale dei documenti informatici, comprese la formazione e la conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni.
La disposizione normativa, contenuta all'interno del Codice dell'Amministrazione digitale, viene ora "concretizzata" grazie alle seguenti modalità attuative dei documenti informatici:
- creazione del documento amministrativo informatico, idoneità a soddisfare la forma scritta e il valore probatorio in giudizio, validità temporale (determinazione di data e ora di creazione opponibili a terzi), modalità e obblighi di conservazione;
- valore delle copie informatiche di documenti analogici (cartacei) e delle stampe cartacee di documenti informatici;
- valore dei duplicati e delle copie informatiche di documenti informatici;
- trasferimento dei documenti informatici nel sistema di conservazione (misure di sicurezza, formati da utilizzare, specifiche tecniche del pacchetto di archiviazione).
Le disposizioni del presente decreto si applicano:
a) alle pubbliche amministrazioni, alle società interamente partecipate da enti pubblici o con prevalente capitale pubblico inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione;
b) alle persone fisiche (cittadini italiani e dell'UE), alle persone giuridiche (società, enti, associazioni, comitati, aventi sede legale in Italia o in uno dei Paesi dell'UE);
c) agli altri soggetti a cui viene affidata la gestione e/o la conservazione dei documenti informatici.
In vigore dal 12 febbraio 2015

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