News Alimentare

Commercializzazione borse di plastica

Il "Decreto Mezzogiorno" ha introdotto nuove disposizioni nel TU Ambiente riguardanti la commercializzazione delle borse in plastica.
In particolare:
news produzione e news alimentare
• possono essere commercializzate le borse in plastica biodegradabili e compostabili conformi alla norma UNI EN 13432:2002
• sono state introdotte le definizioni di borse in plastica leggere ed ultraleggere cioè con spessore delle singole pareti, rispettivamente, fino a 50 e fino a 15 micron.
• fatta salva la commercializzazione delle borse di plastica biodegradabili e compostabili, è vietata la commercializzazione delle borse leggere, nonché di altre borse di plastica che non rispettano determinate caratteristiche (riutilizzabilità, determinati spessori e una specifica percentuale di plastica riciclata).
Anche quelle ultraleggere possono essere commercializzate solo se rispettano determinate condizioni che cambiano progressivamente dal 2018 al 2021.
• Per le diverse tipologie di borse di plastica è disposto che la loro distribuzione non può essere gratuita, ed il loro costo deve risultare negli scontrini o nelle fatture d'acquisto dei beni trasportati con tali borse.
• È previsto che i produttori delle borse devono apporre sulle borse i propri elementi identificativi, nonché diciture idonee ad attestare che le borse prodotte rientrino in una delle tipologie commercializzabili, al fine di informare i consumatori e consentire il riconoscimento delle borse di plastica commercializzabili. Alle borse biodegradabili e compostabili si applicano le etichette o i marchi UE. Nelle informazioni che i produttori devono fornire, in particolare ai consumatori, sono aggiunte anche quelle sull'impatto delle borse di plastica sull'ambiente e le misure per il raggiungimento dell'obiettivo di riduzione dell'utilizzo di borse di plastica, sulla sostenibilità dell'utilizzo delle borse biodegradabili e compostabili e sugli impatti delle borse oxo-degradabili.
• Conai acquisisce i dati necessari per l'elaborazione del MUD, che a tal fine verrà modificato, dai produttori e dai distributori di borse di plastica.
• Sono state introdotte alcune modifiche anche in merito alle sanzioni.
Le nuove disposizioni sono entrate in vigore dal 13 agosto.

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Seminari "In Cucina con il Mercato Contadino": SEMINARI ORGANIZZATI DA ECIPAR IN COLLABORAZIONE CON LA STRADA DEI VINI E DEI SAPORI E CNA FERRARA

RIPRENDONO I SEMINARI ORGANIZZATI DA ECIPAR IN COLLABORAZIONE CON LA STRADA DEI VINI E DEI SAPORI E CNA FERRARA.

UN percorso gastronomico per la scoperta e valorizzazione dei prodotti tipici delle nostre campagne rivolto a chef dilettanti e appassionati.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Presso l'attrezzata cucina multimediale dell'istituto Vergani, è stato attivato un interessante ciclo di incontri a tema sui prodotti stagionali tipici delle nostre campagne.

Ogni incontro consentirà di conoscere direttamente dai contadini di aziende agricole locali tutti i segreti e le proprietà dei prodotti tipici del nostro territorio. Grazie all'intervento di uno chef esperto il corso diventerà poi interattivo ed i partecipanti potranno ad ogni incontro realizzare e degustare ricette a tema.

Al termine di ogni incontro verrà rilasciato Attestato di partecipazione e Ricettario della serata

PROSSIME DATE IN PROGRAMMA:

martedì 17/10/2017 L'ORO BIANCO DEL DELTA
Impariamo ad usare: riso del delta del Po con i prodotti dell'Az. Agr. F.lli Penazzi

martedì 24/10/2017 CONOSCI LA SABA?
Impariamo ad usare: Saba, zucca e altri prodotti autunnali con i prodotti dell'Az. Agr. Gennari Roberto

martedì 7/11/2017 AUTUNNO IN TAVOLA
Impariamo ad usare: salumi, carni ed ispirazioni dall'orto d'autunno con i prodotti dell'Azienda Agricola Perelli Edoardo

martedì 14/11/2017 DOLCI BUFALE
Impariamo ad usare: prodotti caseari a base di latte di bufala e miele con i prodotti dell'Az. Agr. La Cavallerizza e dell' Apicoltore Riccardo Sarto

 

ISCRIZIONI

GLI INCONTRI SONO A NUMERO CHIUSO

Tariffe (comprensive di ricettario della serata e attestato di partecipazione):

singola serata € 45 + iva
pacchetto 4 serate € 160 + iva

 

PER INFO E ADESIONI

Per maggiori informazioni in merito ai singoli seminari e modalità di iscrizione Referente: Elena Bonati 0532-66440

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Nuovo Adempimento MOCA per imprese che producono materiali per uso alimentare previsto dall'art. 6 D.Lgs. 10/02/2017 n.29

Con l'art 6 D.Lgs. 10/02/2017 n.29 è stato previsto un nuovo obbligo per le imprese che producono i materiali per uso Alimentare ovvero:
➢ Produzione in proprio o per conto terzi di:
– materiali destinati e oggetti destinati a venire a contatto con alimenti
materie prime (MP) destinate alla produzione di MOCA
Per le materie plastiche, l'obbligo di comunicazione riguarda la produzione e la
trasformazione dei polimeri, mentre è esclusa dall'obbligo di comunicazione la
produzione delle sostanze utilizzate per la formazione dei polimeri (additivi,
catalizzatori, monomeri ecc.).
➢ Trasformazione di Materie Prime: comprende la produzione di MOCA a partire
da materie prime adatte al contatto con alimenti, es. produzione di Tetrapack ®
e poliaccoppiati, formatura di vaschette in alluminio a partenza da fogli sottili e
laminati, stampaggio a iniezione di bottiglie in PET o altre materie plastiche,
stampa di pellicole, carte, cartoni ecc.
➢ Assemblaggio: comprende la produzione di oggetti a contatto con alimenti
partendo da materie prime adatte al contatto con gli alimenti (ad es. produzione
macchinari, attrezzature, elettrodomestici...)
➢ Deposito: comprende l'esclusiva attività di stoccaggio svolta a supporto di
imprese che producono, trasformano o assemblano materie prime o MOCA.
➢ Distribuzione all'ingrosso: comprende gli Operatori economici che svolgono
attività di commercio/distribuzione all'ingrosso/importazione di Materie Prime o
MOCA (destinati ad altri OE o altre imprese alimentari), anche attraverso forme
di commercio tipo e-commerce. Rientrano in questa tipologia anche gli
importatori intermediari di Materie prime e MOCA destinati ad altri Operatori
economici o direttamente a imprese alimentari.
Sono soggette ad un nuovo obbligo entro il giorno 31 luglio 2017, salvo proroghe.

Nel dettaglio le imprese sopra elencate devono inoltrare la comunicazione prevista dall'art. 6 del D. Lgs del 10.02.2017 n. 29 allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune competente per territorio in riferimento alla sede operativa dello stabilimento dove viene svolta l'attività. Lo Sportello invierà la comunicazione alla Autorità Sanitaria competente. La comunicazione deve essere inoltrata per ogni sede operativa gestita dall'impresa. Non si devono pagare diritti sanitari in relazione a tale comunicazione.
I comportamenti sanzionabili in caso di controllo sono quelli che non rispettano le norme contenute soprattutto nei regolamenti 1935/2004 (CE) e 2023/2006 (CE).
Se la violazione viene ritenuta di lieve entità, il problema si risolve con una semplice diffida ad adempiere entro un congruo termine stabilito dalla legge.
In caso di violazione grave o comportamento recidivo si applicano si applicano sanzioni amministrative.

Si sottolinea che l'adempimento non riguarda direttamente l'impresa alimentare, bensì quelle che producono i materiali per uso alimentare (moca).
E' chiaro che la finalità di questo nuovo adempimento è la costituzione di una banca dati a tutela del consumatore finale, riteniamo però che sia importante definire meglio e limitare il campo di applicazione della norma. Per questa ragione CNA Nazionale sta operando in tal senso.
Confidiamo inoltre che l'intervento delle associazioni di categoria possa rivedere l'impianto sanzionatorio.
Per qualsiasi ulteriore informazione potete rivolgerVi alle Unioni competenti (Alimentare /Produzione).
In allegato:

Modulo Moca da compilare
Nota Informativa RER

Pubblicato in data 28/07/2017

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Documentazione necessaria ai pubblici esercizi

Durante i controlli presso un Pubblico Esercizio, viene accertata anche la presenza della seguente documentazione:

 

SCIA –Apertura attività, subentro o modifica, da inviare telematicamente allo SUAP di competenza territoriale.
Tale provvedimento comprende:
- Notifica sanitaria di registrazione o di modifica sostanziale comprensiva di planimetria produttiva e relazione descrittiva attività;
- Dichiarazione presenza tipologia scarichi idrici ed allacciamento allo scarico (solitamente ricadenti in assimilati a domestici), se fuori pubblica fognatura con obbligo di richiesta Autorizzazione Unica Ambientale;
- Emissione atmosfera ricadenti nelle ex scarsamente rilevanti a meno di impianti termici presenti che necessitino di autorizzazione o adesione;
- Valutazione di impatto acustico o previsionale sia con attinenza agli impianti che alle eventuali attività di manifestazione;
- Sorvegliabilità dei locali;
- Dichiarazione requisiti morali e professionali (si ricorda l'obbligo di corso SAB in caso di non dimostrabilità requisiti pregressi validi).

- Licenza UTF per la vendita di alcolici e liquori (non ha scadenza), rilasciata dall'Agenzie delle Dogane.

- Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) in caso di presenza di impianti per la produzione di calore alimentati a combustibile solido, liquido o gassoso con potenzialità superiore a 116 kW;

L'esercente deve inoltre possedere, senza esporli, i seguenti documenti:
- concessione all'occupazione di suolo pubblico per tavolini, sedie, ombrelloni ecc , rilasciata telematicamente dal Comune
- l'autorizzazione comunale presentata telematicamente all'esposizione delle eventuali insegne e tende, rilasciata dal Comune

- Il Piano di autocontrollo (HACCP) il quale deve descrivere e valutare tutti i processi produttivi impiegati, le modalità di approvvigionamento e mantenimento di materiale alimentare, la conservazione degli alimenti, i materiali impiegati destinati a contatto con alimenti (MOCA), le procedure di sanificazione impiegate e dare indicazioni in particolare del sistema di tracciabilità impiegato e di quanto attinente alle informazioni allergeni da rendere disponibili alla clientela.
- Il personale addetto al contatto con alimenti deve disporre di apposito corso sostitutivo del Libretto sanitario (corsi effettuati da ASL).

-  Documentazione di valutazione dei rischi in caso di personale dipendente (qualsiasi forma o di soci lavoratori presenti) per la prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs.81/08) in tutti suoi aspetti tecnici di valutazione (rischio chimico utilizzo prodotti di sanificazione, sovraccarico biomeccanico arti superiori es. mansione pizzaiolo, ecc.).
- obbligo di allegato tecnico sulle misure di prevenzione e protezione - Job act (D.Lgs.81/15) (esito finale della valutazione dei rischi) - sui contratti di lavoro applicati.
- Nomina del medico Competente e visite di idoneità per le mansioni che ne prevedono l'obbligo.

Infine bisogna aggiornarsi nei corsi per Responsabile prevenzione e protezione (se svolto direttamente dal Datore di lavoro), corsi addetti Primo soccorso e Antincendio, corso lavoratori sicurezza luoghi lavoro ed RLS se nominato aziendale.

Ricordiamo che il nostro Ente di formazione Ecipar (www.eciparfe.it ) organizza sia i corsi suddetti che corsi di abilitazione per la somministrazione di cibi e bevande (SAB), nel quale rientra nel suo primo rilascio anche già la presenza di attestazione RSPP per Datori di Lavoro, corso antincendio e il primo attestato con scadenza triennale o quadriennale sostitutivo del libretto sanitario.

Per sapere quale cartellonistica per i pubblici esercizi va esposta clicca qui  

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CCNL Alimentazione e Panificazione: rinnovato il contratto di lavoro per i dipendenti degli artigiani e delle piccole imprese

E' stato rinnovato in data 23/2/2017 il contratto di lavoro per i dipendenti degli artigiani e delle piccole imprese del comparto Alimentazione e Panificazione. L'accordo, valido per il triennio 2016-2018, è stato firmato da CNA, Confartigianato, Casartigiani, CLAAI insieme a Fai CISL, Flai CGIL e Uila UIL.
Si tratta del primo contratto sottoscritto dopo la riforma degli assetti contrattuali e delle relazioni sindacali del novembre scorso ed è frutto di una trattativa durata oltre 14 mesi.
Il contratto vede anzitutto un ampliamento della sfera di applicazione, in quanto potrà riguardare anche le imprese che svolgono attività di preparazione e di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico. Si tratta di un importante risultato, in grado di rispondere meglio ai bisogni di imprese e lavoratori.
Rilevanti anche le innovazioni apportate in tema utilizzo del contratto a tempo determinato, in quanto sono state introdotte disposizioni specifiche sul contratto a termine per il reinserimento al lavoro, oltre all'incremento delle ore di straordinario. Gli aumenti retributivi a regime saranno di 55 euro per la sezione artigianato e di 80 euro per la sezione piccola impresa. E' stata inoltre prevista una "una tantum" di 150 euro ad integrale copertura del periodo di carenza contrattuale.
"La sottoscrizione del nuovo contratto per l'Area Alimentare e Panificazione - ha dichiarato il Presidente di CNA Agroalimentare, Mirco Della Vecchia - è un grande risultato che mette a disposizione delle nostre aziende nuovi strumenti di flessibilità e, contemporaneamente, lancia ai lavoratori un forte segnale di presenza dell'impresa al loro fianco."

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Percorso di cucina con i prodotti tipici di stagione

Tale percorso prevede diversi incontri, dove ognuno approfondirà le proprietà e i segreti dei prodotti stagionali con cui poi lo Chef Alessandro Mandrioli insegnerà a realizzare curiose ricette tutte poi da degustare.
E' rivolto ad amatori e professionisti appassionati.

Iscrizioni entro il 31 gennaio, rivolgersi a Laura Coratti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , 0532 66440

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L'artigianato d'eccellenza a Internazionale dal riciclaggio artistico ai sapori del territorio

Da venerdì 30 settembre a domenica 2 ottobre, in concomitanza con il Festival di Internazionale, corso Porta Reno sarà animata da una molteplicità di attività artigianali, che proporranno oggetti decorativi, monili, capi di abbigliamento, accessori e capi di abbigliamento, strumenti musicali ed altro ancora, nati dal riutilizzo di materiali di scarto, a cui sapienti mani artigiane hanno restituito una seconda vita, ispirata al bello e utile.
"Recycle & Co." è infatti il titolo di questa Mostra mercato, organizzata dalla Cna, alla quale prenderanno parte ben una quarantina di espositori, testimonial della migliore tradizione di un artigianato artistico che sa rinnovarsi, mantenendo ben salda la barra della qualità, dell'originalità e della fantasia. Un vero patrimonio di capacità creative, che vede, tra l'altro, tanti giovani protagonisti di una iniziativa imprenditiva, imperniata sulle proprie risorse, e al tempo stesso una ricchezza economica e sociale, tanto più preziosa in una fase di stagnazione e di elevata disoccupazione.
Lungo corso Porta Reno, fino a piazza Trento Trieste, i tanti visitatori italiani e stranieri, richiamati a Ferrara dall'appuntamento di Internazionale, potranno ammirare una vera e propria vetrina rappresentativa della creatività dell'artigianato artistico, ispirata al concetto di riciclaggio, che testimonierà la bravura del lavoro artigianale nel reinventare e trasformare prodotti destinati alla distruzione, facendoli rivivere in piccole opere d'arte uniche e in oggetti utili alla vita quotidiana.
Venerdì 30 settembre, alle 18, avrà luogo l'inaugurazione di "Recycle & Co." e, contemporaneamente, nella vicina piazzetta Pandolfi, dell'esposizione di prodotti alimentari tipici, proposti da imprese artigianali della nostra provincia associate alla Cna, realizzata in collaborazione con La Strada dei Vini e dei Sapori. L'orario di apertura di entrambe le mostre sarà poi: dalle 10 alle 24 sabato 1° ottobre e dalle 10 alle 21 domenica 2 ottobre.
Intanto, giovedì 29 settembre, alle 20,30, a Palazzo della Racchetta, a un centinaio di giornalisti ospiti e protagonisti di Internazionale, sarà offerta una cena preparata dagli chef ferraresi aderenti all'Associazione professionale cuochi, sempre su iniziativa di Cna e in collaborazione con la Strada dei Vini e dei Sapori. Menù ispirata ai piatti della tradizione culinaria del territorio, reinventati e ricreati dall'estro degli chef ferraresi.
Questi i nomi degli espositori di "Recycle & Co.": Silvia Baldocchi, Tiziano Barresi, Francesco Bedini, Laura Bella, Debora Benfenati, Sara Bernardi, Francesco Bramucci, Roberta Briatico, Giovanni Cavalleri, Andrea Ceccherini, Katia Ciocca, Alessandra Demicheli, Francesca De Vita, Giulia Favaro, Simona Foglia, Annalisa Formaggi, Elisa Giometti, Andrea Giovanelli, Anna Maria Lorimer, Matteo 25 Onlus, Catiuscia Kavajano, Claudia Magnani, Paola Masina, Mattia Menegatti, Valentina Miliani, Sara Monteverdi, Elisabetta Nguyen, Paola Patruno, Davide Perruccio, Marco Pigozzi, Andreana Piscopo, Marzia Proietti Gaffi, Matteo Quattrini, Giuseppe Roberto, Rita Schiavi, Simona Strada, Carlotta Visconti Pra. Ad animare il mercato dei prodotti alimentari del territorio, in piazzetta Pandolfi, invece: La Cavallerizza, Giorgio Donati, La Salani srl, Riccarto Sarto.

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Divieto di somministrazione prodotti alimentari con uova crude

Dal 13 giugno 2016 fino al 30 settembre 2016 è entrata in vigore l'ordinanza che prevede il divieto di somministrare prodotti alimentari contenenti uova crude e non sottoposte, prima del consumo, a trattamento termico di cottura negli esercizi di ristorazione pubblica e collettiva, negli esercizi alberghieri, in tutti gli esercizi di ospitalità e nei laboratori di pasticceria e gelateria.
Le violazioni all'ordinanza saranno punite ai sensi dell'art. 650 del Codice Penale.

Le ordinanze emanate dal Comune di Ferrara, Comacchio e Fiscaglia nascono dall'assunzione della nota a firma del Direttore dell'U.O. Attività Veterinarie e dall'U.O. Igiene degli Alimenti e Nutrizione dell'Azienda U.S.L. di Ferrara Prot. AUSL n. 36090 del 9 giungo 2016 e richiama l'Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 90 del 16 maggio 2016, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 146 del 18 maggio 2016 avente oggetto "Divieto di somministrazione nelle strutture ospitanti categorie a rischio di prodotti alimentari contenenti uova crede ed insaccati crudi a base di carne suina ed avicola, prima del consumo, a trattamento termico di cottura".

Scarica qui l'ordinanza del Comune di Ferrara

Scarica qui l'ordinanza del Comune di Comacchio

Scarica qui l'ordinanza del Comune di Fiscaglia

 

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Gli appuntamenti con l'esperto in sicurezza alimentare

Argomenti trattati in questo articolo:

 

Le imprese che operano nel settore alimentare devono predisporre e attuare un piano di autocontrollo, per dimostrare di aver operato in modo da minimizzare il rischio alimentare. Garantire la sicurezza di un alimento prodotto consente all'impresa di lavorare nel rispetto delle normative ma soprattutto di offrire al consumatore un prodotto garantito e percepito di qualità.


CNA mette a disposizione dei Soci del settore alimentare una consulenza gratuita, un'ora per azienda

Se vuoi chiarimenti su:
quando va applicato il sistema HACCP, quando è possibile ricorrere ad un piano di controllo semplificato, come mettersi in regola con l'etichettatura nutrizionale entro il 13/12/2016, come valorizzare l'etichetta non solo per la qualità degli ingredienti ma anche per la loro genuinità e capacità di mantenere i valori attesi, etc..

Prenota l'appuntamento.

Quando?:

Venerdì 17 giugno                   Lunedì 27 giugno                    Mercoledì 29 giugno

 Ore 9.30-10.30                           Ore 9.30-10.30                          Ore 14.30-15.30

 Ore 10.30 -11.30                        Ore 10.30-11.30                         Ore 15.30-16.30

 Ore 11.30-12.30                         Ore 11.30-12.30                         Ore 16.30-17.30

                                               

Per prenotare scarica qui il modulo e invialo compilato a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Lunedì 30 maggio incontro di Cna Alimentare sulla etichettatura dei prodotti

Argomenti trattati in questo articolo:

Lunedi 30 maggio, alle ore 15, presso la sede della Cna a Ferrara (via Caldirolo, 84), incontro sul tema della applicazione del Regolamento europeo sulla etichettatura, in vigore dal 13 dicembre 2014, sulle indicazioni relative agli allergeni e sull'entrata in vigore delle normative relative alla parte nutrizionale della etichettaura, prevista per il prossimo dicembre.

Cosa chiedersi
L'obiettivo del Regolamento Comunitario è di informare correttamente i consumatori sugli ingredienti contenuti nei prodotti, sugli allergeni presenti, sui valori nutrizionali degli stessi ma tu conosci bene le regole già in vigore? Allergeni nascosti, ingredienti non chiari e date di scadenza sbagliate: sei sicuro della tua etichetta? Sei sicuro di conoscere le regole dell'etichettatura? Conosci le sanzioni penali e amministrative per chi non rispetta le regole? Quali ulteriori informazione dovrai dare dal 13 dicembre 2016? Sai che dovranno essere indicati in etichetta anche i valori nutrizionali? Vale solo per i preconfezionati o anche per gli sfusi e i pre-incartati? Per i ristoranti e le mense che regole valgono? Tutte domande importanti alle quali Lunedi 30 alle ore 15 in CNA in via Caldirolo cercheremo con degli esperti, di dare una risposta.

Intervengono:

Laura Salani, presidente provinciale di Cna Alimentare,

Gabriele Rotini, responsabile nazionale di Cna Alimentare,

Maria Pia Miani, consulente di Interpreta,

Cristina Braiato, responsabile del Servizio Sicurezza Alimentare provinciale della Cna. 

Per la partecipazione scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

 

Ecco il regolamento : Etichettatura degli alimenti, circolare Ministero della salute 6 febbraio 2015. Per Ristoranti e Pubblici esercizi

Scarica qui documento con indicazioni con regolamento che entra in vigore 17 luglio

 

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IGP Cappellaccio ferrarese

Oggi 9/2/2016 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Unione Europea, il regolamento di registrazione n. 164/2016 che inserisce tra i prodotti IGP dei "Cappellacci di zucca ferraresi" (e con questa siamo a quota 18). Il disciplinare entrerà in vigore tra venti giorni. Con la pubblicazione dell'Unione Europea, è ora possibile scaricare il documento unico «Cappellacci di zucca ferraresi» contenente, tra l'altro, la dettagliata descrizione e il disciplinare per i produttori.

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Macellerie - La mancata o non corretta etichettatura comporta ritiri e richiami dal mercato

Circolare agli Assessorati e al NAS sull'etichetta di preparazioni e prodotti a base di carne di pollame, destinati ad essere consumate previa 'adeguata cottura'.

L'ha firmata il 15 gennaio il Direttore Generale della Sicurezza Alimentare, Giuseppe Ruocco, in seguito a richieste di chiarimenti sulla gestione di Salmonelle non rilevanti (diverse da S.typhimurium, S. enteritidis e S. Typhimurium varainte monofasica) nella carne fresca di pollame, in stabilimenti diversi dal macello. La nota precisa che indicare in etichetta "da consumarsi previa accurata e completa cottura ad almeno 75°C a cuore del prodotto" è coerente con le disposizioni comunitarie, in particolare con l'articolo 14, punto 3, del Regolamento 178/2002 che prescrive che sull'etichetta siano messe a disposizione del consumatore informazioni utili ad evitare effetti nocivi per la salute.

In alternativa, la Direzione Generale precisa che l'Operatore del Settore Alimentare (OSA) può definire, in base alla natura e alla composizione del prodotto, tempi e temperature riferiti alle modalità di cottura idonee a raggiungere lo stesso livello di sicurezza.

Il Ministero della Salute fa così chiarezza su quanto già disposto da una precedente circolare della DGISAN sulla "adeguata cottura". Con il parere favorevole del Consiglio Superiore di Sanità, la Direzione ministeriale disponeva che - per le carni fresche di pollame siano state impiegate per la produzione di preparazioni di carni, carne macinate, prodotti a base di carne destinate ad essere consumate previa "adeguata cottura"- tale indicazione debba essere chiaramente riportata etichetta con le specifiche indicazioni di cottura relativamente alla modalità, al tempo e alla temperatura, alla luce di quanto previsto dal Regolamento 178/2002.

Quando tale indicazione è chiaramente riportata in etichetta, l'OSA non dovrà procedere alle operazioni di ritiro e richiamo dal mercato, disposte dall'articolo 19 del medesimo regolamento. In mancanza, il prodotto dovrà essere ritirato o richiamato dal mercato; in caso di ritiro, i prodotti potranno essere- con il parere favorevole dell'atuorità competente- essere sottoposti ad una trasformazione tramite adeguato trattamento termico ad alta temperatura; i prodotti richiamati dovranno invece essere distrutti

 

Scarica qui la direttiva

Scarica qui per salmonelle

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Pane al carbone vegetale: CNA Alimentare invita a non utilizzarlo

Pane al carbone vegetale:
"CNA Alimentare invita i panificatori a non utilizzarlo o a fare molta attenzione nell'utilizzo: si rischia una denuncia per truffa "
E' quanto ha affermato il Presidente Nazionale CNA Alimentare Mirco Della Vecchia dopo che 12 panificatori in Puglia sono stati denunciati per truffa per aver proposto "pane nero"
La diffusione del: "pane nero" è dovuta in parte all'aspetto estetico che abbinato ad altri cibi con colore crea un forte contrasto, ma, soprattutto, al presunto aspetto salutista. La presenza del carbone vegetale infatti favorirebbe la digeribilità e grazie alla sua capacità assorbente costituirebbe un aiuto per i disturbi gastrointestinali.
Questo aspetto viene messo in discussione dopo la recente scoperta della truffa alimentare in Puglia, dove sono stati denunciati i titolari di 12 panifici che producevano e commercializzavano pane, focaccia e bruschette al carbone vegetale con colorante E153, ossia aggiungevano all'impasto un additivo chimico, vietato dalla legge italiana ed europea.
Perché la normativa di settore non consente l'utilizzo di alcun colorante sia nella produzione di pane e prodotti simili, sia negli ingredienti utilizzati per prepararli.
CNA Alimentare chiarisce che il carbone vegetale è una sostanza classificata come additivo» e in quanto tale non può essere utilizzata nell'impasto per il pane.
L'Italia vanta il primato Europeo per quantità e qualità di pani tradizionali naturali presenti pressoché in ogni comune del nostro Paese. Per cui si invitano tutti i panificatori a non utilizzare il carbone vegetale e a seguire le indicazioni del Ministero della Salute che in una nota, ha spiegato quando si può utilizzare il carbone attivo senza incorrere in rischi per la salute
"Il carbone vegetale/attivo è una sostanza polivalente che nei prodotti alimentari può essere impiegata, fra l'altro, quale colorante (E153) o quale sostanza con una specifica indicazione sugli effetti benefici sulla salute dei consumatori.

Il carbone attivo contribuisce la riduzione dell'eccessiva flatulenza post-prandiale. Questa indicazione può essere impiegata solo per un alimento che contiene 1 g di carbone attivo per porzione quantificata. L'indicazione va accompagnata dall'informazione al consumatore che l'effetto benefico si ottiene con l'assunzione di 1g almeno 30 minuti prima del pasto e di 1g subito dopo il pasto.

1) E' ammissibile la produzione di un 'prodotto della panetteria fine' denominato come tale, che aggiunga agli ingredienti base (acqua, lievito e farina), tra gli altri, anche il carbone vegetale come additivo colorante e nelle quantità ammesse dalla regolamentazione europea in materia (Reg. CE 1333/08 All. II Parte E);

2) non è ammissibile denominare come "pane" il prodotto di cui al punto 1, né fare riferimento al "pane" nella etichettatura, presentazione e pubblicità dello stesso, tanto nel caso in cui trattasi di prodotto preconfezionato quanto nel caso di prodotti sfusi (Articolo 18, Legge 580/67).

3) non è ammissibile aggiungere nella etichettatura, presentazione o pubblicità del prodotto di cui al punto 1 alcuna informazione che faccia riferimento agli effetti benefici del carbone vegetale per l'organismo umano, stante il chiaro impiego dello stesso esclusivamente quale additivo colorante."

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Nuovo Servizio di etichettatura per i prodotti alimentari

L’etichettatura degli alimenti è obbligatoria ma è anche un valore!

Per la tutela della salute del consumatore va assicurata un’informazione chiara e trasparente.

CNA fornisce il servizio di etichettatura. Forniamo il modello di etichetta per ogni prodotto oppure il libro unico di riferimento. Le etichette devono contenere sempre tutti gli ingredienti e gli allergeni. Possono anche contenere indicazioni nutrizionali.

Il prezzo per i nostri soci è assolutamente competitivo!
 

La normativa prevede che gli operatori dell'intera catena produttiva sino alla somministrazione/vendita devono informare il cliente finale, anche se utilizzano prodotti confezionati da terzi.


Ma oltre che tutelare il Consumatore, l'azienda che produce e/o vende qualsiasi tipo di prodotto alimentare:

· tutela anche se stessa da sanzioni amministrative, responsabilità civile e penale;

· crea VALORE al proprio prodotto e ai propri ingredienti! E li rende più "appetibili"!


Ricordiamo che CNA offre anche consulenza per l'HACCP e la tracciabilità degli alimenti.


Chiamateci per informazioni e per un preventivo: 
Mauro Balestra di CNA Alimentare o Cristina Braiato CNA Sicurezza degli Alimenti al 0532 749 111, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Latte in polvere nei formaggi

No grazie. CNA Alimentare condivide pienamente la posizione del ministro Martina

Il governo italiano ha risposto alla Commissione Europea, entro i termini previsti dalla procedura di infrazione (prima fase – lettera di messa in mora), in merito alla contestazione sollevata nei confronti del nostro Paese per quanto previsto nella legge n.138/74. Secondo quanto riportato dall'ANSA Europa, il Governo italiano ha ribadito la posizione attuale, ovvero il divieto di impiego di latte concentrato o in polvere nelle produzioni lattiero-casearie.

La motivazione addotta dall'Italia è che si tratta di una materia non soggetta all'armonizzazione e per la quale, di conseguenza, gli Stati membri possono decidere se adottare le norme europee così come sono proposte o decidere se allentarle o renderle più vincolanti. È stato anche specificato che, quanto previsto dalla normativa italiana non porta a una distorsione della concorrenza, così come non determina una limitazione alla circolazione di formaggi che invece utilizzano il latte in polvere, ma che sono stati prodotti in altri Stati europei. 

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Dematerializzazione registri MIPAAF: prorogata al 1 ottobre 2015

Era previsto dal decreto attuativo "Campolibero" dell' 8 gennaio 2015 Prot. dal N° 8 al N° 11, che a partire dal 1 luglio 2015 diventava obbligatorio l'invio telematico al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF) dei dati relativi alla gestione dei registri per le sostanze zuccherine, paste alimentari, latte conservato e la produzione di burro.

Con decreto è prevista la possibilità fino al 30 settembre 2015 che i citati registri potranno essere tenuti sia con modalità telematiche che in formato cartaceo.

Scarica i documenti

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Seminario sulle novità dell'etichettatura dei prodotti alimentari e certificazioni BRC/IFS e BIO

Si tiene Giovedì 7 maggio alle ore 15 il prossimo seminario sulla Sicurezza alimentare: Le nuove regole dell'etichettatura dei prodotti alimentari e le certificazioni BRC/IFS e BIO

Il seminario mira a fornire le conoscenze relative al nuovo Regolamento CE 1169/2011 entrato in vigore il 13/12/2014 sulle nuove regole dell'etichettatura dei prodotti alimentari. Questo regolamento ha introdotto alcune rilevanti novità rispetto alla precedente normativa, finalizzate a migliorare chiarezza e trasparenza delle informazioni fornite al consumatore finale . L'obbligo è esteso a tutti i prodotti, compresi quelli preparati da mense, ristoranti, catering, ecc....

Si parlerà inoltre dei sistemi di certificazione BRC e IFS, pre requisiti ormai imposti dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO), a livello internazionale, ai propri fornitori; e infine di certificazione BIO, ovvero: i vantaggi di pensare green.

 

Ce ne parlano:
• Dott.ssa M.Rita Vemiani e Dott.ssa Melissa Manfredini –Laboratorio Este Servizi srls di Ferrara
• Dottor Giuseppe Bitonti - Food Feed Farm Business Line Manager Kiwa Cermet Italia spa

 

Si prega di inviare conferma di partecipazione a:
Annamaria Magri Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 0532/66440 – FAX 0532/66442 entro giovedì 30 aprile

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Etichette carni: scatta l'obbligo di origine per carni suine, ovine, caprine e pollame

Dal primo aprile diventa obbligatorio in tutta l'Ue indicare in etichetta l'origine delle carni fresche suine, ovine, caprine e di volatili (ad esempio pollo e tacchino non italiani, visto che il pollame nostrano è già etichettato con la provenienza dai tempi dell'influenza aviaria). La novità è prevista dal Regolamento della Commissione europea 1169/2011, entrato in vigore il 13 dicembre 2014, che ha stabilito le nuove norme sulle etichette alimentari. In etichetta dovremo dunque poter leggere il luogo dell'allevamento e della macellazione, mentre l'origine potrà apparire, su base volontaria, se la carne è ottenuta da animali nati, allevati e macellati nello stesso Paese. Sono state stabilite una serie di norme per ogni tipo di produzione, in modo da garantire che il luogo dell'allevamento corrisponda con il luogo in cui l'animale ha trascorso una parte sostanziale della sua vita. Per le carni macinate dovrà essere indicato se sono state allevate e macellate nell'Ue o in Paesi non appartenenti all'Unione europea.


Istruzioni per l'uso. In sintesi queste indicazioni da trovare in etichetta:
- "Allevato in..." seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo;
-"Macellato in..." (seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo);
-oppure
- "Origine..." seguito dal nome dello Stato membro o del Paese terzo, ma solo se l'animale è nato, allevato e macellato in un unico Stato membro o Paese terzo.

Si completa così un percorso iniziato circa 13 anni fa con l'obbligo di etichettatura di origine per la carne bovina, introdotta sotto la spinta dell'emergenza "mucca pazza" con il regolamento Ce 1760/2000, che impose l'obbligo di indicare anche il luogo di nascita, oltre a quello di allevamento e macellazione. Dalla nuova norma restano escluse la carne di coniglio, quella di cavallo ma anche le carni di maiale trasformate in salumi.

Ripieni e piatti pronti. Quanto invece alla carne contenuta nei ripieni e nei piatti pronti, ad esempio tortellini o lasagne, per il momento l'Europarlamento ha dato voto favorevole all'indicazione di origine. La palla passa ora nel campo dell'esecutivo Ue, che non ha ancora deciso nessuna azione.


Le tappe dell'indicazione di origine. L'indicazione d'origine in etichetta delle carni diverse da quella bovina arriva, dopo un percorso più che decennale da parte dell'Unione Europea.
•dal 2002 l'obbligo per la carne bovina;
•Dal 2003 l'obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca;
•Dal 1/1 2004 codice di identificazione per le uova;
•Dal 1/8/2004, l'obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto.
•Dal 1/7/2009 l'obbligo di indicare anche l'origine delle olive impiegate nell'olio.
•Dal 7/6/2005 l'obbligo di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco;
•Dal 17/10/2005 l'obbligo di etichetta per il pollo made in Italy per effetto dell'influenza aviaria;
•Dal 1/1/ 2008 l'obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro.

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Etichettatura prodotti alimentari, circolare sanzioni

Sono uscite le prime circolari dovrebbero chiarire l'applicabilità delle sanzioni previste precedentemente alle nuove norme comunitarie in materia di etichettatura. "la circolare chiarisce il raccordo tra le disposizioni del Reg. 1169/2011 e quelle del D.lgs. 109/1992."
Quindi serve solo per chiarire il raccordo tra le norme comunitarie e quelle nazionali.

 

PRIME VALUTAZIONI
"la circolare chiarisce il raccordo tra le disposizioni del Reg. 1169/2011 e quelle del D.lgs. 109/1992."
Quindi serve solo per chiarire il raccordo tra le norme comunitarie e quelle nazionali.
"le disposizioni sanzionatorie devono intendersi applicabili soltanto ai precetti confermati dal regolamento .....e... alle violazioni delle disposizioni del decreto medesimo che restano in vigore..."
Anche questo è corretto perché le sanzioni sono applicabili a quanto è contenuto nella nostra normativa nazionale ed è stato confermato nella norma di rango superiore, oppure non è stato affrontato dalla norma UE (come il lotto o gli sfusi).

Principi generali
La circolare non è fonte di diritto e viene così denominato l'atto amministrativo con cui l'amministrazione centrale si rivolge alle autorità inferiori impartendo loro istruzioni di servizio; con lo stesso atto molto spesso vengono risolti dubbi in relazione all'applicazione di una legge o vengono indicati i criteri da seguire nella sua pratica esecuzione; nei rapporti interni essa è pure usata per far conoscere al funzionario notizie che interessano un particolare servizio. La circolare, così intesa, non ha efficacia di legge né di regolamento ma è vincolante per gli uffici sottoposti. Malgrado ciò va detto:
1° il reg. 1169/2011 UE non ha abrogato esplicitamente il d.lgs. 109/92 in quanto non ha il potere di farlo: sono fonti di due ordinamenti distinti. Tocca al Legislatore nazionale fare "pulizia" a casa propria;
2° il regolamento, come tutte le fonti UE, prevale sulle norme interne IN CONTRASTO: questo è dato incontrovertibile, ed acclarato sia da 60 anni di giurisprudenza UE che dalla giurisprudenza costituzionale italiana;
3° la norma interna (109/92) rimane quindi "in piedi" nelle parti in cui non confligge con il 109/92, con relative sanzioni;
4° interpretare diversamente il rapporto fra fonti significherebbe giungere, per paradosso, alla contraddittoria posizione per cui a fronte della necessità (obbligo ex reg. 178/02 CE) di munire le norme UE di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive, noi adotteremmo CRITERI INTERPRETATIVI che sguarniscono totalmente il regolamento di presidi sanzionatori, sia pur per quel che il d.lgs. 109/92 può ancora coprire;
5° esiste abbondante giurisprudenza in materia di sanzioni amministrative che, a proposito della successione delle leggi nel tempo, fa salve le previsioni sanzionatorie precedenti purché conformi a norme sostanziali sopravvenute (come in realtà è successo anche in occasione dell'entrata in vigore del "pacchetto igiene".

Certo, quanto sopra non fuga tutti i dubbi: in particolare il fatto che il d.lgs. 109/92 aveva come presupposto il recepimento di una direttiva che non esiste più. Ma di primo acchitto non ci sono molti appigli giuridici a conforto. Inoltre in allegato invio il documento redatto come FOOD UEAPME dove ufficialmente chiediamo alla DG Sante e il Commissario responsabile per la materia , Andriukaitis di applicare il Regolamento Europeo dal 01/01/2016.

 

 

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