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L'impresa raccontata dagli imprenditori ai giovani che vogliono mettersi alla prova

Non si diventa imprenditori tanto per provare. Il primo requisito è crederci, di lì parte tutto. Lo hanno raccontato, con semplicità e immediatezza, a 22 aspiranti imprenditori, per la gran parte giovani diplomati e laureati, tre "mentori" della scuola degli imprenditori Cna, Iniziativa Impresa all'incontro che si è tenuto presso la sede di Ecipar Cna dal titolo "Ma chi me lo fa fare?". Alla domanda hanno cercato di dare le loro personali risposte Riccardo Roccati, titolare di una impresa ferrarese di costruzioni, Emanuele Borasio imprenditore del settore hi tech che opera nell'ambito delle tecnologie riferite alla "realtà aumentata" e Giulia Bratti, una impresa di grafica e comunicazione. Tre storie diverse, ma con molti aspetti comuni, a conferma che la cultura imprenditoriale è un fattore non irrilevante per il successo di un'azienda, che non solo si può maturare attraverso l'esperienza "sul campo", ma è trasmissibile e anzi, come ha osservato un giovane studente in giurisprudenza nel proprio intervento, è utile e importante per chi vuole avviare una propria attività oggi.

Spunti di riflessione ne sono venuti in abbondanza dai mentori, soprattutto evidenziando che fare impresa non è certo una passeggiata, ma vale comunque la pena di tanti sforzi. La prima molla è credere nella propria idea – ha spiegato Roccati, che ha iniziato la propria esperienza in un'azienda fondata dal padre –rimboccandosi le maniche e puntando alla qualità del proprio lavoro: "perché il lavoro fatto bene è la prima condizione per conquistare la fiducia dei clienti". Un percorso di piccoli passi, fatto anche di confronto all'interno dell'impresa, nella quale i conflitti generazionali possono essere un fattore positivo per la sua crescita. Ma anche di relazioni strategiche, di riferimenti, perché ogni imprenditore non sia solo, ma possa contare su una rete essenziale per affermare l'impresa sul mercato.
Altra l'esperienza di Borasio che, dal mondo della ricerca universitaria, ha creato una attività, nella quale il cambiamento e le forti antenne sui fabbisogni del mercato costituiscono una costante imprescindibile, con l'obiettivo di far incontrare le tecnologie più innovative con interessi presenti in diversi segmenti di consumatori e del mondo produttivo. E, infine, l'importanza di farsi conoscere e dare visibilità alla propria impresa, fattore decisivo per emergere in un mercato complesso, ma nel quale non mancano certo gli strumenti di comunicazione, come ad esempio o social network che, tuttavia, bisogna saper utilizzare in modo appropriato, mettendo a fuoco obiettivi e strategie precise, come ha ricordato Giulia Bratti.
Non tanto di finanziamenti, business plan e documenti di avvio attività si è parlato nell'incontro, ma piuttosto di motivazioni e requisiti alla base del fare impresa, ha sottolineato Diego Benatti, responsabile di Cna Iniziativa Impresa: Ma anche della possibilità di poter contare sul sostegno di una rete di imprenditori di grande esperienza e capacità competitiva, in grado di fare da mentori in un mercato di grande complessità, nel quale tuttavia esistono spazi, per chi li sa vedere e vuole seriamente mettersi alla prova.

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