Interviste e Testimonianze

Mettersi in proprio: una scelta di vita. Ecco la scelta di Antonella

Antonella Menegatti di Lavasecco Danny, ha deciso di mettersi in gioco avviando una propria attività
Dopo tanti anni da lavoratrice dipendente, ha deciso di cogliere un'occasione per realizzare un piccolo sogno nel cassetto: aprire una lavanderia. Un modo per prendersi cura degli altri o meglio degli ndumenti a cui tengono di più, tanto da sceglire di affidarli a qualcun'altro. 

Ma sopratutto avere una propria attività e mettersi in gioco.

Antonella ci racconta la sua scelta.

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Gioielleria Scaroni, artigianato d'eccellenza da sempre associati a CNA

Prodotti unici e preziosi, frutto della inventiva e dell'eccellenza di un artigianato di netta impronta made in Italy, possono costituire il volano per andare oltre i limiti di territori e culture. Lo hanno capito con molto anticipo le sorelle Sandra e Laura Scaroni, titolari dell'omonima gioielleria di Largo Zerbini a Migliarino - e associate da oltre 45 anni alla Cna -, a poca distanza dal primo negozio aperto dal padre Eros nel 1940, sotto la Torre campanaria. "Nostro padre - ricorda Laura – rilevò l'attività del prozio Federico, che, da molti anni, aveva un chiosco di vendita di oro e riparazione di orologi. Aveva iniziato da bambino, imparando dallo zio tutto quanto c'era da conoscere sull'arte orologiera: era diventato un vero esperto, molto ricercato nel suo settore".
Nel 1965 il trasferimento in Largo Zerbini e nel 1985 il passaggio alle figlie Laura e Sandra, a causa della improvvisa scomparsa del padre. "Anche se non ci sentivamo ancora pronte per assumere la titolarità dell'azienda – precisa Sandra - non possiamo certo dire di esserne state estranee. Mia sorella e io siamo praticamente nate in negozio, ci venivamo a fare i compiti da bambine, accanto a mamma e papà impegnati nel lavoro o a servire i clienti e Laura era già socia in azienda".
Un punto di riferimento importante per i cittadini di Migliarino e delle aree circostanti. Fino a qualche anno fa, a detta di Laura, il rapporto con la clientela locale era prevalente. "Ci si affidava alla reputazione e serietà dell'azienda, non al brand. Ma il mercato oggi è tutta un'altra cosa".
Per questo le due affiatate sorelle mettono a frutto tutte le loro risorse e, facendo leva sull'inventiva e capacità di visione di Sandra, creano una linea tutta loro di oggetti preziosi, anche grazie alla importante collaborazione con valenti e rinomati maestri della vetreria artistica di Murano, Simone e Giovanni Cenedese. Con il marchio "Scaroni Gioielli", propongono poi creazioni dal ben preciso e riconoscibile design, puntando, in particolare, sulla nicchia di mercato legata all'evento matrimonio. Oggetti meravigliosi e ambiti, rivestiti di un'aura di romanticismo, come le preziose fedi "Fly together" e "Together for life", che attraggono una clientela di giovani sposi, proveniente dalle più diverse località della regione e italiane.
Tutto ciò non avviene a caso. Sono decisive la capacità di promuoversi e di costruire relazioni fruttuose in Italia e all'estero, tanta iniziativa: fiere e sfilate, come quella ai Trepponti di Comacchio, ma anche partecipazioni a trasmissioni televisive sulle reti nazionali e la presenza ad eventi eccezionali in Paesi dalle grandi potenzialità, come il Qatar. "Combattiamo ogni giorno con la crisi e la concorrenza della grande distribuzione – spiega Sandra - Certo, lo facciamo attraverso la professionalità, la competenza, un rapporto speciale con i clienti. Ma, soprattutto, cerchiamo di reinventarci ogni giorno, non dando niente per scontato".

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Meccanici di biciclette da più di 40 anni in via XX Settembre

Lorenzo Frignani e Luciano Marchetti, fanno lo stesso mestiere, il meccanico di biciclette, da 40 anni e oltre, distanti solo qualche numero civico l'uno dall'altro, lungo via XX Settembre a Ferrara. La vicinanza e potenziale concorrenza, tuttavia, non ha mai guastato i rapporti reciproci, di amichevole rispetto, accomunati dalla passione verso un lavoro che, negli anni, ha preso una china molto diversa rispetto ai tempi in cui i due artigiani hanno iniziato. Entrambi sono soci della Cna fin dagli albori della loro attività.
"Quando ho messo su il negozio c'era da fare per tutti, ero giovane e mi sono buttato – ricorda Frignani – Sono qui dal 1971, ma ho iniziato presto a lavorare con le biciclette, da ragazzino. Ma oggi, la gente non apprezza più il bravo artigiano che cura la manutenzione di una bicicletta, perché sia sempre efficiente in tutte le sue parti. Alcuni girano per strada con catorci senza luci e talmente scassati da renderli neanche più riparabili".
L'attività di Marchetti è partita anche prima del collega, nel 1964. "Ho imparato il mestiere - racconta - da mio fratello, che aveva un negozio in centro, vicino al cinema Ristori. Nel corso degli anni mi è anche capitata la possibilità di ess3ere assunto come netturbino, ma poi ho preferito continuare a fare il meccanico di biciclette perché mi piaceva troppo il mio lavoro. E ho sbagliato!", aggiunge ridendo.
Pensa di continuare ancora per un paio d'anni, e poi di chiudere: "Troppi abusivi – dice - troppo lavoro nero da parte di improvvisati meccanici, che aggiustano cicli in garage. Così, il lavoro è calato e i guadagni non compensano i costi troppo elevati".
Frignani ha, invece, rinnovato da poco il negozio perché, spiega, "finché la salute me lo permette io vado avanti. Amo questo lavoro e sono convinto che abbia tutt'oggi un suo valore. La professionalità deve essere difesa e premiata, contro abusivismo e improvvisazione".

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Camiciaia su misura, il mestiere di una vita



"Il mestiere della camiciaia su misura si impara con il tempo, servono anni per rifinirsi. Ma oggi nessuno lo fa più, la maggioranza dei consumatori preferisce rivolgersi alle confezioni fatte in serie". Graziella Baciglieri, di Poggio Renatico, questa professione la svolge da più di 45 anni: "Ne sono orgogliosa – spiega – il lavoro è la mia vita e mi dispiacerebbe chiudere l'attività, anche se è sempre più difficile trarne guadagno". Da altrettanti è associata alla Cna, che considera quasi alla stregua della sua famiglia. "Con Cna – spiega – mi sento tutelata al 100%"
Lavorava come dipendente di un negozio a Bologna, Graziella, fino a quando il desiderio di formarsi una nuova famiglia l'ha portata appena un po' più in là del confine tra le due provincie, a Poggio Renatico, dove risiedeva il marito. "Lui aveva un'impresa artigiana, così ho provato anche io a creare una mia attività, imparando a tagliare e cucire quelle camicie su misura che, prima, vendevo a Bologna".
Si è costruita da sola, poco alla volta, apprendendo il mestiere e cercando di migliorarsi giorno dopo giorno. "Lavoravo per diversi negozi a Bologna e per il Centergross di Funo di Argelato, realizzo camicie particolari su modelli unici. In certi periodi, la mia attività mi ha aiutato a riemergere da momenti bui, come quando è scomparso mio marito".
Una grande passione per un lavoro artigianale capace di offrire grande soddisfazione, per il semplice motivo di farlo al meglio possibile, con la massima cura e perfezione manuale. Graziella lo fa, dunque, prima di tutto per questo, il mestiere della camiciaia su misura, e per il piacere che qualcuno possa ancora amare le qualità con cui sono tagliate e cucite le sue belle camicie.

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Tiziana Bellotti, in CNA da quasi 40 anni, gestisce dal 1977 il Noleggio Acacia

A qualche turista straniero piace fotografarla mentre è alle prese con copertoni e gomme delle biciclette in riparazione. E' brava, Tiziana, e fa questo lavoro da tanti anni. "Avevo 21 anni ed ero operaia in un laboratorio tessile della zona. Però volevo una mia attività in proprio, vengo da una famiglia di negozianti di Comacchio. Al tempo, era disponibile questo negozio di riparazione e noleggio di biciclette e così l'ho preso, d'impulso".
Tiziana Bellotti, che la Cna festeggerà quest'anno per i quasi 40 anni di adesione associativa, gestisce dal 1977 il Noleggio Acacia in viale Carducci, al Lido degli Estensi. "I primi tempi, non sapevo assolutamente come si aggiusta una bicicletta. Però, mi sono detta, quando c'è la buona volontà si riesce a fare tutto. Così ho imparato, un po' per volta, arrangiandomi da sola con i consigli di qualche vecchietto. Ho cresciuto i miei figli lavorando in questo posto, anche con il pancione. Quanta fatica ho fatto, però ho avuto delle belle soddisfazioni".
Sembra una ragazzina tra le sue bici e i risciò: "Ho iniziato con le «Graziella», poi ho comprato le mountain bike e altri tipi di bici. Le noleggio anche alle comitive di turisti che vanno a visitare le valli. I clienti si congratulano, dicono che la mia attività è molto curata. Mi è sempre tanto piaciuto il contatto con il pubblico. Sono in pensione, ma continuo ancora. Però, sa, le cose sono molto cambiate negli anni".
Tiziana parla degli anni d'oro, quando il Lido, durante la stagione balneare, era affollato di turisti e villeggianti e di soldi ne giravano. Sì, non è più la stessa cosa, anche se il lavoro non manca, da Pasqua a settembre. Tra gomme bucate e catene di risciò da riparare, bici da oliare, smontare e rimontare, lungo il viale Carducci, tra i villeggianti a passeggio, a breve distanza dalla spiaggia.

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Napoleone Bianchini, il restauratore delle moto più antiche e preziose

Più sono datate, più le ama. Quella più antica nella sua bottega è una De Dion Bouton, una francesina del 1900, ma poi esibisce una Fn belga del 1907 e una Nut inglese del 1913. Più in là una torinese, una Alba del 1922. Napoleone Bianchini di Burana ha quasi 79 anni e da quando ne aveva 14 si dedica alla meccanica e alle moto. Ma la sua speciale passione è il restauro delle moto più antiche e preziose. Per questo è ricercato dagli estimatori veri, non solo in Italia, ma di diversi paesi europei.
La Cna, che proprio sabato mattina 16 aprile, alla Sala 2000, premierà i propri imprenditori più fedeli vuole festeggiarlo per la lunga appartenenza associativa, per la quale, però, Bianchini riceverà un riconoscimento speciale alla manifestazione provinciale di fine anno, che celebrerà il 70° anniversario della fondazione della Cna. Sono 56 gli anni da socio, gli stessi di quelli in cui esercita il mestiere artigiano che non smette tutt'ora di appassionarlo, "lavorando da sempre 10 – 12 ore al giorno", racconta, ma che continuerà a fare fino a quando la salute lo permetterà.
"Per me – ricorda Napoleone - aprire bottega a 22 anni ha rappresentato il massimo della soddisfazione. Avevo tante responsabilità, ma potevo occuparmi di ciò che amavo di più, aggiustare moto, portarle al massimo di splendore ed efficienza". La specializzazione del restauro di motociclette d'epoca è venuta maturando negli anni, portandogli lì a Burana clienti dalla Germania, dall'Inghilterra, dalla Svizzera e dalla Francia. "Prima è stato il passaparola a farmi conoscere, poi hanno parlato del mio lavoro giornali specializzati in motociclismo e sono conosciuto tra diversi club di amatori delle moto d'epoca". Una passione totalizzante, che coltiva attraverso l'attività lavorativa e anche il tempo libero, che condivide, in sella a una motocicletta, chilometro dopo chilometro, con la moglie Adriana.
L'ultima estate hanno viaggiato in Sicilia, ma non hanno mancato di visitare amici anche in Sardegna e Slovenia, sempre a bordo delle loro moto. Almeno costruita negli anni '30, però, perché quelle più antiche dei primi del '900 non superano i 60 km all'ora. "E a mio marito – precisa Adriana – piace andare forte".

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70 annidi CNA Ferrara: alcuni imprenditori associati da più tempo a CNA

Costituiscono un po' il tesoro di famiglia, gli imprenditori associati da più lungo tempo alla Cna che, proprio quest'anno, festeggia il 70° anniversario della sua fondazione. Un bene prezioso, dunque, che incarna da un lato l'attaccamento di tante persone ad un mestiere vissuto con passione invincibile (nonostante le tante difficoltà) e, al tempo stesso, una fedeltà associativa costruita corso di lunghi anni.


Ben 56 anni, per la precisione, sono gli anni trascorsi da quando, per la prima volta, Roberto Sangiorgi ha aperto il suo negozio da barbiere a Voghiera, tutt'oggi in attività in via Provinciale dove, a 82 anni, esercita con maestria il suo lavoro per una affezionata clientela maschile.
"Ho iniziato a 13 anni come ragazzo di bottega – ricorda – poi dopo il servizio militare ho aperto finalmente la mia impresa. Da allora, era il 1960, ho lavorato in questo posto e non sono mai andato più lontano, dato che sono nato e vissuto a 150 metri da qui". Però, a Sangiorgi non dispiace il suo piccolo mondo, un punto di incontro nel quale i suoi clienti si trovano ancora per fare due chiacchiere, tra un taglio e una spuntatina di capelli. Non vuole, quindi, rinunciarvi, soprattutto da quando ha perso la moglie. "I miei figli mi fanno notare che ormai non guadagno più con il mio negozio, i costi sono alti e le entrate poche; ma capiscono bene che non potrei farne a meno. Sono in regola con tutto e oggi faccio l'artigiano per passatempo. Sono qui, tutti i giorni, dove mi vengono a trovare vecchi amici e clienti. Parliamo di calcio, una volta di donne... Oggi non più".

Un'altra generazione, molto più giovane, è quella di Michele e Nico, figli di Sergio, il fondatore dell'Officina Brunelli di Portomaggiore, nata nel 1973 e da allora associata alla Cna. Un'attività conosciuta per la serietà e la qualità del suo lavoro: così l'ha consegnata ai propri figli Sergio e così la nuova generazione ha saputo mantenere e rinnovare questi requisiti.

Tra le socie più fedeli anche Robi e Stefi Ballarini, due sorelle che gestiscono un negozio di acconciatura a Runco. "Certo – spiega Robi – il lavoro è calato in questi ultimi anni, con l'arrivo della crisi. Fino a due anni fa si andava bene, oggi sentiamo i contraccolpi. Ma abbiamo comunque clienti affezionati e alla fine ci accontentiamo, mia sorella e io, con le nostre famiglie".

Marco Rossetti, di Montesanto, dal 1980 dirige la propria impresa Rmme di montaggi elettronici, che oggi ha 13 dipendenti. "Mi sono trovato a fare l'imprenditore per caso, io non ci pensavo nemmeno – racconta Rossetti - Ma poi, con gli anni, è diventata una passione e, certo, con tutte le difficoltà che oggi presenta questo lavoro, altrimenti non continuerei a farlo. La mia impresa ha puntato, in questi anni, fortemente sulla qualità, abbiamo realizzato investimenti impegnativi, ma ripagati dal riconoscimenti dei clienti, alcuni dei quali si rivolgono a noi da diversi anni. I problemi maggiori, invece, sono derivanti dalla troppa burocrazia, per cui siamo costretti a perdere un sacco di tempo".

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Una giovane donna contenta di essersi messa in proprio

Miriam Bonora, in febbraio 2015, dopo avere frequentato un corso in Ecipar, finanziato dalla Regione Emilia Romagna, destinato e organizzato per chi stava valutando di avviare un'attività, ha deciso di mettersi davvero in proprio. Il corso è stato studiato apposta sul suo profilo per dargli tutti gli strumenti che la potessero rendere più consapevole di cosa significhi avviare un'attività imprenditoriale di parrucchiera.

Tramite CNA Iniziativa Impresa ha aperto il suo salone. E' stata seguita nella scelta della forma giuridica, nella scelta del regime fiscale per la tenuta contabilità, nelle operazioni burocratiche, dalla verifica dei requisiti abilitanti alla gestione dei rapporti con le amministrazioni pubbliche  e sopratutto nella ricerca dei finanziamenti per l'avvio dell'attività.

Oggi dopo quasi un anno è molto entusiasta, sta realizzando il suo sogno. Le clienti tornano e con il passaparola crescono e oggi sta cercando una nuova collaboratrice.

Il suo sogno si sta avverando ed è molto soddisfatta di aver scelto di mettersi in proprio!

 

 

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Cashmere da Ferrara al mondo, il successo di una piccola impresa che opera per il 90% per i mercati esteri

Una passione chiamata cashmere 100% italiano, prodotto artigianale interamente fatto a mano, in grado di conquistare il mondo. E' quella di una piccola dinamica impresa, la Cashmere Team srl, con sede a Ferrara e un punto vendita a Milano, che oggi, proprio a partire dalla nostra città intende far arrivare ancor più lontano il suo marchio, già molto apprezzato all'estero, nella nicchia dei prodotti di lusso. L'ambizioso progetto di crescita aziendale (compresa l'apertura di uno spaccio presso la sede di via Zandonai 68) e di espansione del proprio mercato, è stato presentato oggi, venerdì dal titolare Michele Pagliero, agli assessori comunali Roberto Serra (Commercio, Fiere e mercati) e Caterina Ferri (Lavoro e attività produttive), alla presenza di Amelia Grandi e Alessandro Fortini, della Cna, alla quale Cashmere Team è associata.
"La nostra azienda, che produce il marchio Settefili Cashmere, opera per il 90% per l'export", spiega Pagliero, originario di Bologna e con una lunga esperienza nel settore a Milano, ma che quest'anno ha deciso di trasferirsi qui, grazie alla manodopera locale altamente specializzata, con la quale opera da anni, e alle condizioni di vivibilità della nostra città. Tra i Paesi esteri nei quali esporta Cashmere Team srl, Francia, Gran Bretagna, Germania, Russia, Giappone e Corea, ai quali ora si stanno aggiungendo gli Stati Uniti. "Siamo una piccola impresa con un prodotto di grande qualità e vestibilità: interamente made in Italy, a partire dalla materia prima, come certificato dall'Agenzia delle Dogane, creato dalle sapienti mani di lavoratrici esperte (alcune di loro vantano una esperienza ultratrentennale), inimitabile proprio perché curato nei minimi dettagli". Insieme alla moglie, Elena Monini, e al suo formidabile gruppo di lavoratrici Pagliero punta a grandi traguardi: entro la fine di quest'anno ritiene di poter arrivare all'obiettivo di un milione di euro di fatturato e di crescere ancora.
"Il futuro che immagino per Settefili Cashmere – precisa ancora Pagliero - è un percorso di crescita controllata, questo per proteggere il valore della nostra realtà. Ho pensato e progettato un laboratorio a Ferrara, proprio per la produzione di maglieria italiana di altissima qualità. «Voi siete un patrimonio dell'Unesco», ha dichiarato un nostro cliente del Giappone, dopo aver osservato come lavoriamo, la cura attenta e scrupolosa dei minimi dettagli. Questo io voglio salvaguardare, come il bene più prezioso dell'impresa".
Un vero e proprio valore, "ben ripagato dai mercati internazionali – puntualizza Amelia Grandi, responsabile provinciale di Cna Federmoda – che continuano a mostrare un forte apprezzamento per le caratteristiche più autentiche del made in Italy, in particolare, verso i prodotti interamente realizzati a mano, con sapiente cura artigianale".

 

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MiDo, start up innovativa

Start up innovativa, MiDo è nata nel 2013, per iniziativa di Miriam Surro e Domenico Lamboglia, nell'intento di dare sviluppo ad un'intuizione semplice come l'uovo di colombo, ma molto più utile. "Il mio socio e io, entrambi ingegneri informatici – ricorda Miriam, amministratrice dell'impresa, 38 anni - avevamo già un avviato studio che si occupava di elettronica e sviluppo di software. Poi, ad entrambe le nostra famiglie, casualmente, è capitato di essere coinvolte in casi di malfunzionamento dei sistemi di rilevazione dati e contabilizzazione dei consumi di acqua, in seguito all'arrivo di bollette di entità spropositata. In seguito a queste vicende, abbiamo pensato che sarebbe stato molto utile sviluppare dispositivi di monitoraggio a distanza dei consumi delle famiglie, non solo dell'acqua, ma anche del gas e dell'energia elettrica, in modo da non incorrere più in questo tipo di «incidenti»".
Questa dunque l'idea, che ha dato origine ad un dispositivo, regolarmente brevettato, che la giovane impresa promuove e vende su un mercato potenzialmente molto ampio. "Ci rivolgiamo – puntualizza Miriam – alle grandi Utility che, attraverso il nostro sistema, possono eliminare gradualmente i sistemi di lettura dei contatori a domicilio, con l'applicazione di un semplice rilevatore elettronico, ed elaborare così esattamente i consumi da addebitare alle famiglie. Ma anche al mercato domestico, come quello rappresentato dai semplici condomini che, applicando il nostro dispositivo, e a un costo molto modesto, possono risolvere i problemi della lettura e della ripartizione dei consumi delle famiglie". La giovane impresa, sempre più specializzata in questa forma di smart metering (consumo intelligente) opera già in sette regioni italiane e sta approdando all'estero. "Ci piace l'idea – commenta infine Miriam – che, anche attraverso il nostro sistema, i cittadini imparino che, attraverso l'informatica e le tecnologie digitali, è possibile usufruire meglio dei servizi della Pubblica amministrazione".

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Emanuela Benetti: una nuova attività di doposcuola

Emanuela Benetti, di Fossalta, a 22 anni ha deciso di diventare imprenditrice grazie alla passione per i bambini e al sostegno della sua famiglia. Iniziata il 15 settembre, la sua è un'attività di doposcuola, che svolge su affidamento dei genitori di bambini delle elementari e medie inferiori, presso alcune sedi scolastiche del Comune di Ferrara: Baura, Quartesana, Malborghetto, Cona e alla scuola primaria Leopardi di Ferrara. "Dopo avere frequentato il liceo, mi sono iscritta al corso di laurea in Scienze motorie. Nel frattempo, ho lavorato in questi anni come volontaria di campi solari e di doposcuola e mi sono appassionata molto a questo lavoro. Anzi, il mio sogno sarebbe proprio quello di diventare insegnante, ma dati i tempi...". Intanto, Emanuela ha messo in piedi un'impresa che dà occupazione a 13 dipendenti, per la gran parte più «anziane" di lei, avviando anche un tirocinio formativo.
"Questa attività mi dà veramente tante soddisfazioni – racconta Emanuela – Il doposcuola aiuta realmente i bambini a migliorare, sia nel rendimento scolastico che nelle capacità relazionali". Il contratto di affidamento dei Comitati dei genitori, in collaborazione con i plessi scolastici interessati, è di un anno. Ma la serietà di quanti partecipano alla nuova impresa è tanta. "Sono bella carica – conclude Emanuela – A volte sono un po' preoccupata per le responsabilità. Ma siamo in tanti e mi fido molto delle persone che con me collaborano e si impegnano tanto. E poi sono veramente seguita da vicino dalla mia Associazione, la Cna".

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Attenzione al cliente e prezzi competitivi i requisiti vincenti di SaMa

"Abbiamo sofferto un po' di difficoltà attorno al 2009, anno in cui si è manifestata la crisi anche per le industrie delle quali eravamo fornitori. Adesso, invece, stiamo lavorando come disperati per far fronte alle consegne". Giorgio Marzola, insieme al socio Claudio Saugo, dirige la SaMa snc di Portomaggiore, impresa che produce macchine automatiche per l'imballaggio, operando nell'ambito di uno spicchio di mercato che pare avere pochi concorrenti non solo in Italia, ma anche all'estero.

Quelle che l'azienda portuense costruisce sono macchine con diversi gradi di complessità, come ad esempio blisteratrici e astucciatrici per l'industria farmaceutica e, ancora, macchinari per il settore alimentare, della cosmesi e della lavorazione del tabacco. Tutte attrezzature destinate, per la quasi totalità, all'estero, compresi mercati come quello cinese, o di paesi emergenti come India e Pakistan. "In questi ultimi anni – rileva Marzola - alcune imprese committenti avevano preferito rivolgersi altrove. Ma, poi, la gran parte sono ritornate, probabilmente non trovando altrove quello riusciamo ad offrire loro. Il punto di forza della nostra impresa è rappresentato, infatti, dalla personalizzazione, dalla capacità, cioè, di corrispondere alle precise esigenze del cliente, dalla progettazione della macchina automatica a misura delle attività a cui è destinata, alla costruzione, fino alla garanzia di puntualità dei tempi di consegna. Altri Paesi faticano a competere su questo terreno, per quanto riguarda il nostro settore. In buona sostanza, il nostro è un prodotto molto specializzato. E questo ci ha permesso di emergere, mentre altri settori produttivi del nostro Paese, con la globalizzazione, non riuscivano più ad essere competitivi."
Naturalmente, aggiunge l'imprenditore, "in un mercato dominato dalla competizione sui prezzi, oltre alla qualità dei nostri macchinari, dobbiamo spesso contentarci di incassi meno remunerativi e di pagamenti più diluiti nel tempo. Ma questo rappresenta ormai una costante, perché il mercato è profondamente cambiato negli ultimi dieci anni e il prezzo è diventato il primo requisito per ottenere una commessa. Poi, naturalmente, vengono qualità e puntualità delle consegne, che comunque debbono essere assolutamente garantiti".
Nel 2010 – 2011 SaMa registra aumenti di fatturato non rilevanti. "La nostra prima preoccupazione – precisa Marzola – era ottenere commesse e garantire il posto di lavoro ai nostri 30 dipendenti. Per noi i lavoratori sono un capitale prezioso e, al tempo stesso, un investimento a lungo termine, perché ci vogliono anni per formare delle professionalità. I lavoratori sono la condizione fondamentale che permette all'impresa di garantire quel livello di qualità che la contraddistingue. Ma deve essere una squadra che opera in sintonia, con tutto l'impegno e la disponibilità richiesti per mantenere in buona salute e competitiva l'impresa".

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Confezioni Debora: qualità, prezzo e velocità di consegna

"In questo momento sto lavorando molto – spiega Raffaele Trapella, della Confezioni Debora di Codigoro - a preoccuparmi, però, sono i prezzi troppo bassi. La situazione del mercato, per noi aziende del settore moda, è tale che i committenti riescono a portare via i capi a prezzi stracciati. Con due aziende che danno occupazione a 28 dipendenti, però, devo assolutamente mantenere determinati livelli di produzione".
L'azienda di confezioni tessili codigorese è fornitrice di importanti marchi della moda, ma le loro richieste sono diventate sempre più esigenti. "Stagioni, tempi di consegna, prezzi: in questi ultimi anni – puntualizza Trapella - è cambiato un po' tutto. Negli ultimi tempi, ad esempio, abbiamo lavorato i capi della stagione invernale di un nostro cliente, con la richiesta di consegnarli assolutamente entro i primi giorni di luglio. Fino a qualche anno fa, bastava essere pronti ad agosto. Difficile, quindi, programmare: occorre impegnarsi molto per acquisire commesse importanti, per aggiudicarsele si è costretti ad accontentarsi di prezzi modesti e garantire tempi di lavorazione strettissimi".
Del resto, il settore tessile ha avuto negli ultimi anni un pesante ridimensionamento, la concorrenza dei paesi a basso costo di manodopera ha portato via lavoro a tante aziende, e anche i marchi più famosi del pronto moda, ormai, hanno decentrato gran parte delle lavorazioni all'estero.
"Per noi è faticoso mantenere questo andamento, ma, tutto sommato, ce la facciamo, lavoriamo. E' indispensabile, però, essere attentissimi. I tempi di incasso sono più lunghi, e può capitare di rimanere esposti con un cliente che non paga o, addirittura, chiude l'azienda senza pagare il debito contratto".

 

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EFFETI, gruppi elettrogeni e servizi di qualità quando la specializzazione fa volare l'impresa

Una piccola grande azienda, capace di arrivare molto lontano: dall'Italia all'Europa, dalla Russia al Nord Africa fino a sbarcare a Singapore. L'attività della Effeti di Cento, 12 addetti, diretta dai fratelli Daniele e Davide Tartari, è in crescita e ha continuato ad andare bene anche negli anni recenti di crisi. La ragione principale di questo andamento positivo – spiegano i titolari della Effeti - sta in un mix di prodotti e servizi definibili "di nicchia": in sostanza l'azienda produce gruppi elettrogeni, ma con un valore aggiunto costituito da forte specializzazione e capacità di adattamento ai fabbisogni dei propri clienti.
Fornitrice di importanti aeroscali. E' così che, con gli anni, l'azienda centese è divenuta fornitrice di alcuni tra i più importanti aeroscali italiani (come i due hub milanesi e poi quelli di Roma, Verona, Palermo e Catania) ed esteri, assicurando macchinari di potenza variabile tra i 90 ai 380 Kva atti a rifornire di energia elettrica gli aeromobili, tra un volo e l'altro. Un passo alla volta e, attraverso il passaparola, da 15 anni a questa parte Effeti ha varcato i confini, iniziando ad operare con società aeroportuali, prima in Francia, attraverso una partnership con un'impresa locale, ed estendendo man mano la propria attività in Europa e poi in Africa, in Russia e, ultimo in ordine di tempo, al gigantesco aeroscalo di Singapore.

"A livello mondiale – sottolinea Daniele Tartari – esistono solo 5 o 6 imprese che costruiscono macchine attrezzate per gli aeroporti. Come riusciamo a competere noi, azienda centese di 12 addetti? Diciamo che il nostro il punto di forza è costituito dalla personalizzazione e, soprattutto, dei servizi post – vendita che siamo in grado di offrire. In questa precisa area di mercato non ce ne sono tanti che riescono a competere su questo terreno. In pratica, attraverso contratti di fornitura con le società aeroportuali non solo vendiamo macchinari, specificamente tarati sulle esigenze del loro parco aeromobili, ma soprattutto siamo in grado di garantire un servizio di manutenzione sul campo, sempre reperibile in caso di guasti o emergenze. E' così che ci accreditiamo verso nuovi clienti, è fornendo questo tipo di servizi che ci siamo difesi, in questi anni, dai contraccolpi di una crisi, che ha determinato il vero e proprio crollo delle produzioni standardizzate in questo settore".

Specializzazione e innovazione. Come è arrivata Effeti a questo grado di specializzazione? "Difficilmente riproduciamo prodotti identici tra di loro – precisa Davide Tartari - C'è sempre qualcosa di nuovo e particolare in ogni macchina, di innovazioni tecnologiche e miglioramenti, legati all'uso che intende farne il cliente cui ci rivolgiamo. E poi, possiamo contare su un team di collaboratori di grande preparazione, e questa è la nostra forza".
L'azienda che, tra l'altro, è fornitrice ufficiale dell'Esercito italiano, viene creata nel 1976 dai genitori di Daniele e Davide. Gradualmente l'azienda si specializza e il passaggio generazionale dei figli avviene nel 2010. Un passaggio naturale, perché la nuova generazione lavora da tempo in azienda, avendola respirata fin da bambini, spiegano gli interessati.
"Non ci siamo mai stancati – conclude Daniele – Anzi, per noi è importante darci sempre nuovi obiettivi. Accedere a nuovi mercati in Paesi esteri, conquistare nuovi clienti significa puntare sulla qualità, su un servizio completo e concorrenziale, anche a costo di sacrificare, almeno all'inizio, i margini di guadagno. Sta a noi mantenere e consolidare le posizioni. Noi piccoli imprenditori italiani ce la faremo a superare questa lunga fase di difficoltà economica. Perché nel nostro lavoro ci mettiamo amore e lo viviamo ogni giorno come una sfida".

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I protagonisti del Salone del Restauro a Ferrara - maggio 2015

Franco Antolini (restauro e conservazione libri e opere su carta per privati, musei e biblioteche – Ferrara), Kriterion di I. Rimondi & C. snc (restauro monumentale e restauro di oggetti archeologici e artistici – Bologna), Massimo Travagli Studios (restauro e creazione di vetrate d’arte classica e contemporanea, restauro di oggetti in vetro, metallo e ceramica – Ferrara), Tryeco 2.0 (prototipi e modelli in 3D - Ferrara).

 

 

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PERCHE' PARTECIPARE AL CNA BUSINESS DAY: ALCUNE TESTIMONIANZE

 

 

 

Alberto Minarelli, imprenditore, amministratore delegato Seba srl, presidente provinciale Cna
"Cna Business Day dà l'opportunità di ampliare le proprie conoscenze e di individuare nuovi clienti o fornitori. Il mercato di riferimento della mia azienda è soprattutto italiano, quindi, ho trovato molto interessanti gli scambi di idee e i contatti realizzati nella scorsa edizione. Innanzitutto Cna Business day mi ha offerto più visibilità, la conoscenza di diverse realtà imprenditoriali collegate ai miei prodotti, o di servizi interessanti per il mio settore. Allargare la propria visuale sul mercato non può che essere vantaggioso e, in questo senso, il B2B è un metodo innovativo di scambio commerciale che produce risultati senza dubbio interessanti. Ad esempio, nella scorsa edizione ho avuto modo di prendere contatto con un'impresa che realizza un nuovo tipo di packaging, che abbiamo deciso di utilizzare per alcuni nostri capi di abbigliamento da lavoro. Senz'altro, il rapporto tra costi e benefici, per chi decide di partecipare, è assolutamente positivo. Basterebbe solo considerare la straordinaria opportunità di poter accedere ad una banca dati, quella di tutte le imprese partecipanti all'evento che, per le sue caratteristiche, può rivelarsi particolarmente preziosa per attività di promozione e marketing."

 

Matteo Fabbri, titolare della Tryeco 2.0, impresa che si occupa di prototipazione e stampa 3D
"La considero una esperienza veramente interessante perché ritengo che a un'impresa fa sempre bene allargare i propri contatti, per creare nuove occasioni di lavoro. Parteciperò anche quest'anno, perché la mia azienda ha deciso di implementare l'area commerciale. La partecipazione alla scorsa edizione ci ha portato a qualche contatto utile, che ha poi avuto sviluppi successivi, ad esempio con una società di ingegneria di Modena interessata alla stampa in 3D. Quest'anno ci sarà, tra l'altro, una bella opportunità per le imprese giovani, un «bar camp» per incontrare tante altre attività e farsi conoscere"

 

Luca

 

Luca Targa, titolare di Inside BtB, imrpesa di comunicazione e pubblicità

"L’edizione 2014 del CNA Business Day alla quale abbiamo avuto l’opportunità di partecipare, è stata una buona occasione che ci ha consentito di rafforzare la nostra convinzione delle capacità organizzative proprie di CNA Ferrara.
I match sono stati opportunamente pianificati e la stessa gestione degli incontri attraverso il sistema sms è stata ottimale.
Le realtà aziendali, la maggior parte molto piccole, conosciute in tale contesto sono state interessanti.
La comunicazione, infatti, non è uno strumento ad appannaggio delle sole grandi aziende. Questa attività, diviene strategica anche per le realtà di diverse dimensioni aziendali che però abbiano come obiettivo una crescita del proprio business e un consolidamento della propria immagine, al fine di fronteggiare continuamente la concorrenza sempre agguerrita.
Personalmente, con riferimento alla mia attività e alla mia professione di comunicatore, suggerisco di allargare gli incontri a dei convegni nei quali apportare dei casi di successo o affrontare delle tematiche di interesse generale."

 

BARONI
Sergio Baroni, socio di X-Mask Race, meccanica di precisione 

"In questi periodi di crisi è stimolante sapere che si possono ancora trovare opportunità di incontro e di dialogo con altre aziende.

Nonostante le difficoltà che si incontrano giornalmente nella gestione aziendale, vedere nascere queste iniziative ci aiuta a rinnovare il nostro impegno.

Ritengo, in oltre, che questo incontro tra imprese possa trasformarsi in un utile occasione di confronto tra realtà differenti e che possa essere molto conveniente anche ai fini dell' ampliamento del parco clienti e fornitori.

Concludendo, sono convinto che il dialogo e il confronto con persone esterne all'azienda, possa portare a valutare in modo nuovo le problematiche sia di carattere ordinario che straordinario che coinvolgono quotidianamente chi è impegnato nell'esercizio di un attività commerciale."


 

 

 

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Innovazione, creatività e adattamento al mercato: imprenditrici Cna alle prese con le sfide competitive

Imprenditrici


Hanno ricevuto poco tempo fa, dalla Camera di commercio, un riconoscimento per l'impronta femminile data alla propria attività imprenditoriale, coniugata alla capacità innovativa. E in verità, queste caratteristiche hanno avuto, con ogni probabilità, un ruolo davvero importante per tre delle imprese premiate - Artefatta Società cooperativa di Ferrara, La Salani srl di Copparo e Cromia Fx di Portomaggiore - tutte aderenti alla Cna, che, in piena recessione, lavorano tutt'oggi a pieno ritmo, effervescenti, come sono spesso le attività promosse dalle donne, di progetti e idee lanciate verso il futuro, fantasiose e, al tempo stesso, molto concrete.

Artefatta. Innovazione è, ad esempio, per Artefatta, società cooperativa ferrarese diretta da due imprenditrici, Cinzia Cariani e Ilaria Bigoni, mettere a frutto le competenze ormai quindicinali di Agenzia di comunicazione specializzata in strategie di comunicazione per l'impresa, siti web, immagine coordinata, grafica, web marketing ecc., per lo sviluppo di quello che sta divenendo uno dei filoni principali dell'attività d'impresa, la stampa digitale.
"Abbiamo capito che si trattava di una nicchia di mercato dalle forti potenzialità – racconta Cinzia – e quindi, 7 – 8 anni orsono abbiamo deciso di specializzarci in questo settore proponendo una vasta gamma di prodotti e di servizi: da quelli più classici di tipo cartaceo (biglietti da visita, cartoline, carpette, ecc.), alle stampe su tessuto, dai gadget personalizzati in pvc ai supporti per allestimenti fieristici. Quindi, abbiamo messo a punto una strategia di comunicazione mirata al lancio di questa attività, con la creazione di siti web per la vendita e-commerce dei nostri prodotti (il principale www.stampadigitaleferrara.it), ciascuno specializzato nel catturare l'interesse di potenziali clienti in base alle diverse tipologie di stampa: digitale, sublimatica (gadget), calendari, shopper, t-shirt, ecc.). Oggi, riusciamo a lavorare molto bene sia per il mercato nazionale che per quello estero".
La capacità di adattamento, l'intuizione, il saper cambiar pelle quando richiesto dalle circostanze sono, quindi, alcune delle doti, probabilmente le principali, che hanno permesso di mantenere competitiva l'azienda ad Artefatta, in un periodo a dir poco burrascoso. "Ogni giorno ci evolviamo – spiega Ilaria – Tutti insieme, con il nostro team (10 addetti oltre a noi due socie), che sono le vere risorse, gli strumenti vitali, le braccia e le menti indispensabili per andare avanti."
Certo non è facile, perché il mercato – precisa Cinzia – è piuttosto esigente. Gli sforzi vengono ripagati con tante richieste, però tanto lavoro non è necessariamente, di per sé, sempre remunerativo. I margini sono stretti. "Ma non ci lamentiamo. Intanto, abbiamo appena aperto in via del Podestà, 3 a Ferrara un nostro punto vendita specializzato in stampa digitale, in cui proporremo tutti i nostri prodotti e servizi".

La Salani srl. A differenza delle due socie di Artefatta, Laura Salani de La Salani srl di Copparo (25 dipendenti), ha trovato la propria strada già aperta dal padre Valentino, fondatore dell'azienda Forno Valentino una cinquantina di anni orsono. Un passaggio generazionale avviato precocemente (nel 1999) e, comunque, "vissuto con orgoglio", racconta Laura. Che, da subito, porta una inconfondibile impronta innovativa, frutto degli interessi e della versatilità di una nuova generazione, oggi alla testa dell'impresa. Così, alla denominazione Forno Valentino si aggiunge quella di Pasticceria Laura e poi, via via, negli ultimi anni e, più recentemente, arrivano altre specializzazioni e prodotti, che cambiano decisamente il profilo dell'azienda.
"Oggi, nella nostra sede di via Po – descrive la titolare de La Salani srl – oltre alla vendita dei nostri prodotti da forno e alla pasticceria c'è il nostro ristorante bar "Fuori Mano", aperto recentemente, che propone piatti ispirati ad un mix di tradizione e innovazione, come ad esempio una delle nostre ultime creazioni, i cappellacci con arancio e sesamo. Così, in un unico punto, i nostri clienti possono trovare la più ampia gamma di prodotti e servizi gastronomici, in risposta alle diverse esigenze distribuite lungo tutto l'arco della giornata, dall'acquisto del pane, alla pasticceria o gastronomia, dalla colazione all'aperitivo, passando per il pranzo o il breack pomeridiano, ad esempio con cioccolata e pasticcini, fino alla cena". Ricerca continua, qualità del servizio, antenne puntate al mercato e alle esigenze della clientela, sono dunque i fattori del successo de La Salani srl (www.lasalanisrl.it). Rimane, però, altrettanto forte l'attenzione a mantenere quell'imprinting artigianale che, da sempre, costituisce il marchio "storico" dell'azienda. "Cerchiamo di distinguerci costantemente per la qualità e l'estetica del nostro prodotto, che vogliamo sia, oltre che buono, anche bello, per catturare prima gli occhi e poi il palato".

Cromia Fx. Innovazione ed estro allo stato puro, e però anche capacità di "vendersi" sul mercato, soprattutto ad una clientela fortemente interessata a queste caratteristiche. La giovane azienda Cromia Fx (www.cromiafx.com) nasce nel 2012, fa presente Marica Casoni, per dare spazio alla creatività del suo socio, il marito Michele Giannati. "E' lui l'artista, la sua inventiva non ha davvero limiti e si avvale di ogni possibile attrezzo e delle più disparate tecniche: dall'aerografo, agli arnesi per carrozzieri o imbianchini. Pennelli, rulli, spazzole: ogni strumento è utile, purchè riesca a dare forma alle sue idee e progetti artistici".
Immagini, forme e colori che si trasformano in altrettanti pezzi unici o, comunque, esclusivi, su tessuti naturali e pelli, che Cromia Fx realizza conto terzi per marchi importanti del settore abbigliamento, esportatori negli Stati Uniti, in Germania, Giappone e Corea. L'azienda è costituita da quattro persone più il fratello Mirco Casoni, collaboratore esterno, che si occupa di comunicazione, web e pianificazione; la maggior parte sono comunque giovani. "Ci confrontiamo tanto - osserva Marica - e, ogni volta, ne usciamo con qualcosa di nuovo".
D'altra parte, è proprio questo che viene richiesto all'azienda portuense che, attraverso la rete web o il passaparola, attira l'attenzione di committenti alla continua caccia di novità e idee, tanto più appetibili se prodotte con l'inconfondibile stile artigianale made in Italy. "Nuova" è sicuramente la linea di capi e accessori di abbigliamento che l'azienda ha deciso di produrre in proprio con il marchio «Alves», così come l'apertura di uno spaccio aziendale in via Kenia, 41 a Portomaggiore, nel quale è possibile ammirare i capi e accessori esclusivi di Cromia Fx.

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L'idea di un imprenditore per valorizzare la lingua latina

I Pink Floyd in Latino: un progetto originale di un nostro associato, supportato dal gruppo anglosassone per valorizzare la lingua latina che sta avendo anche risvolti internazionali. Un modo per avviare anche un percorso di rivitalizzazione del latino nelle scuole. Per saperne di più del progetto e come supportarlo ascoltate l'intervista

 

 

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Il valore dell'Associazione raccontato dai suoi imprenditori

Alcuni nostri associati raccontano la loro esperienza a testimonianza dell'intensa attività di CNA a favore delle imprese.
Importanti sono i risultati raggiunti dalla CNA in questi primi mesi dell'anno. Partendo dalla salvaguardia dei carrozzieri contro le lobby delle assicurazioni, all'aver ottenuto che il "terzo responsabile" degli impianti debba essere identificato non più con la "persona giuridica", ma con "l'impresa", all'aver ottenuto che i parrucchieri ed estetisti potranno, d'ora in poi, affittare ad altri professionisti spazi interni dei loro negozi, all'aver ottenuto il continuo slittamento dell'applicazione del Sistri e delle possibili sanzioni.
CNA, insieme a Rete Imprese Italia, ha inoltre portato in Piazza del Popolo a Roma il 18 febbraio 80.000 imprenditori per far sentire la loro voce. La maggiore mobilitazione di sempre. Gli imprenditori Cna a Roma: “Riprendiamoci il futuro”. In 80 mila per chiedere tutti insieme di cambiare rotta

 

 

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Le Imprese di Valore che hanno ricevuto il riconoscimento

Le 19 imprese che partecipando al questionario di benchmarking predisposto da Ecipar, si sono aggiudicate il premio Imprese di Valore, ovvero un riconoscimento di aver saputo gestire in questi anni riconosciuti come di crisi, i mutamenti del mercato, adeguandosi ai cambiamenti e trovando le leve per continuare a crescere.

 

 

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