Normative e Servizi

Importanti novità nel Decreto Fiscale collegato alla manovra di bilancio per il 2019

Importanti novità nel decreto fiscaleRilevanti novità, sul versante del Fisco, dal D.L. n. 119 collegato alla manovra di bilancio per il 2019, in vigore dallo scorso 24 ottobre e che dovrà essere convertito in Legge entro il 22 dicembre.

Nel capitolo della cosiddetta "pacificazione fiscale" sono compresi, tra gli altri, la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione, degli atti del procedimento di accertamento e dei carichi affidati all'agente della riscossione. Nell'ambito della "semplificazione fiscale" sono stati introdotti l'esclusione o riduzione delle sanzioni in materia di fatturazione elettronica, la semplificazione in materia di emissione e annotazione delle fatture emesse, la semplificazione in materia di registrazione delle fatture d'acquisto e in tema di detrazione dell'imposta.

 

Pubblicato il Decreto Fiscale collegato alla manovra di bilancio per il 2019
Sono in vigore dallo scorso 24/10/2018 le norme contenute nel D.L. n. 119 collegato alla manovra di bilancio per il 2019. Resta inteso che il D.L. dovrà essere convertito in Legge entro il 22/12/2018 e che nel corso del cammino parlamentare potrà subire modifiche, anche di sostanza.
Rilevanti novità sono state introdotte sia in materia di "pace fiscale" sia in materia di riordino di talune regole IVA collegate anche alla fatturazione elettronica.
Nell'ambito della "pacificazione fiscale" sono stati introdotti tra gli altri:
- la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione (PVC);
- la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento;
- la definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione;
- lo stralcio dei debiti fino a 1.000 Euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010;
- la definizione agevolata delle controversie tributarie;
- la regolarizzazione con versamento volontario dei periodi d'imposta precedenti per le società o le associazioni sportive dilettantistiche, iscritte al CONI;
- la dichiarazione integrativa speciale.

Nell'ambito della "semplificazione fiscale" sono stati introdotti tra gli altri:
- l'esclusione o riduzione delle sanzioni in materia di fatturazione elettronica;
- la semplificazione in materia di emissione e annotazione delle fatture emesse;
- la semplificazione in materia di registrazione delle fatture d'acquisto e in tema di detrazione dell'imposta;
- l'obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri.
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Nell'ambito della cd. "pacificazione fiscale" sono stati introdotti ben 9 strumenti tra cui si segnalano i seguenti.
1. La definizione agevolata dei processi verbali di constatazione (PVC), con la possibilità di definire il contenuto integrale dei PVC consegnati fino al 24/10/2018, senza sanzioni e senza interessi entro il 31/5/2019. Oggetto della definizione sono i PVC riguardanti le violazioni constatate nel verbale in materia di imposte sui redditi e relative addizionali, contributi previdenziali e ritenute, imposte sostitutive, Irap, imposta sul valore degli immobili all'estero, imposta sul valore delle attività finanziarie all'estero e Iva. Per poter aderire alla definizione occorre che non sia stato ancora notificato un avviso di accertamento o ricevuto un invito al contraddittorio.

2. La definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento, con la possibilità di definire gli avvisi di accertamento, avvisi di rettifica e di liquidazione, atti di recupero, inviti al contraddittorio e accertamenti con adesione, notificati o sottoscritti fino al 24/10/2018, mediante il pagamento (in un'unica soluzione o fino a 20 rate trimestrali) entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto, delle imposte dovute senza sanzioni, interessi ed eventuali oneri accessori. La definizione riguarda gli atti non impugnati e ancora impugnabili alla data del 24/10/2018.

3. La definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione (c.d. rottamazione ter), con la riedizione della cd. "rottamazione delle cartelle" per i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1/1/2000 al 31/12/2017. Potranno essere definite, senza sanzioni, interessi e oneri accessori, in una unica soluzione entro il 31/7/2019, ovvero al massimo in cinque anni mediante pagamento con due rate annuali scadenti il 31/7 e il 30/11 di ogni anno a decorrere dal 2019. In caso di pagamento rateale sono dovuti gli interessi nella misura del 2% annuo. L'adesione a nuova rottamazione (ter) è subordinata alla presentazione all'agente della riscossione di un'apposita dichiarazione entro il 30/4/2019. Possono fruire della nuova rottamazione, anche soggetti che avevano aderito alla precedente rottamazione sugli importi residui, a condizione che abbiano effettuato il pagamento delle somme dovute alle scadenze di luglio, settembre e ottobre 2018. Possono essere definite anche le sanzioni amministrative per le violazioni del codice della strada: versando la sanzione ma senza gli interessi. I debiti, anche residui, fino a 1.000 euro (comprensivi di capitale, interessi e sanzioni) affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010, sono automaticamente annullati.
Il decreto prevede anche una speciale "sanatoria" per il versamento entro il 7 dicembre 2018 delle rate riferite alle precedenti rottamazioni.
Chi ha già aderito alla Definizione agevolata prevista dal Decreto Legge n. 148/2017 (cosiddetta "rottamazione bis") ma non è riuscito a saldare le prime due rate scadute a luglio e settembre, può regolarizzare la propria situazione entro il 7 dicembre 2018. Entro lo stesso termine dovrà essere pagata anche la rata in precedenza fissata al 31 ottobre. Pagando gli importi scaduti entro il prossimo 7 dicembre, secondo alcun ulteriore adempimento a carico dei debitori, Agenzia delle entrate-Riscossione invierà entro il 30 giugno 2019 una nuova "Comunicazione" con il differimento dell'importo residuo da pagare relativo alla Definizione agevolata 2000/17 (cosiddetta "rottamazione bis") ripartito in 10 rate di pari importo (5 anni) con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno, a partire dal 2019. Gli interessi a decorrere dal 1° agosto 2019 saranno calcolati nella misura dello 0,3%.
4. La definizione agevolata delle controversie tributarie, in cui è parte l'Agenzia delle entrate, aventi a oggetto atti impositivi, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in cassazione, possono essere definite, a domanda di chi ha proposto l'atto introduttivo del giudizio o ne ha la legittimazione, con il pagamento di un importo pari al valore della controversia. In caso di soccombenza dell'Agenzia in primo grado la definizione si riduce alla metà (50%) e, in caso di soccombenza in secondo grado, ad un quinto (20%) del valore della controversia.

5. La dichiarazione integrativa speciale, che consente ai contribuenti, fino al 31 maggio 2019, di correggere errori od omissioni e integrare le dichiarazioni fiscali presentate entro il 31 ottobre 2017 ai fini delle imposte sui redditi (e relative addizionali), delle imposte sostitutive, delle ritenute, dei contributi previdenziali, dell'Irap e dell'Iva; l'integrazione degli imponibili è ammessa, nel limite di 100mila euro di imponibile annuo e comunque di non oltre il 30% di quanto già dichiarato. In caso di dichiarazione originaria inferiore a 100.000 € l'integrazione sarà possibile fino a 30.000 €. In caso di volontà del contribuente ad aderire a tale strumento, è previsto l'invio di una dichiarazione integrativa speciale e il versamento di un'imposta sostitutiva pari al 20% per le imposte sui redditi e relative addizionali, contributi previdenziali e Irap, pari all'aliquota media per l'IVA e pari al 20% sulle maggiori ritenute. Il versamento delle somme può essere effettuato in una unica soluzione entro il 31/7/2019, ovvero, può essere rateizzato in 10 rate semestrali a partire dal 30/9/2019.
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Nell'ambito della cd. "semplificazione fiscale" in materia di IVA si segnalano i seguenti.
1. Termini di emissione e contenuto delle fatture (elettroniche e cartacee). A decorrere dal 1/7/2019, la fattura cd. immediata deve essere emessa entro dieci giorni dall'effettuazione dell'operazione, mentre nulla cambia per la fattura "differita" che continua a poter essere emessa entro il 15 del mese successivo all'effettuazione delle operazioni. Sempre a decorrere dal 1/7/2019, tra i dati da indicare nella fattura, deve essere riportata anche la data di effettuazione dell'operazione se diversa da quella di emissione della fattura. Il differimento al 1/7/2019 della decorrenza di tali norme trova giustificazione dai necessari tempi per gli adeguamenti dei sistemi procedurali ed informatici delle imprese.

2. Termini di annotazione delle fatture emesse. Viene previsto che le fatture emesse, indipendentemente dalla loro tipologia, siano annotate nel registro delle fatture emesse, nell'ordine della loro numerazione, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni (e non più con riferimento alla data della loro emissione). Attualmente, la norma distingue tra fatture immediate, che devono essere annotate nel registro delle fatture emesse entro 15 giorni dalla data di emissione della stessa (articolo 23, del decreto IVA), e fatture differite, che devono essere registrate entro la data di emissione ma con riferimento al mese di effettuazione.

3. Fatture di acquisto: registrazione e detrazione dell'IVA. Ai fini della registrazione delle fatture di acquisto, viene eliminato l'obbligo dell'attribuzione della numerazione progressiva delle fatture relative ai beni e ai servizi acquistati nell'esercizio dell'impresa, arte o professione. Il diritto alla detrazione dell'imposta può essere esercitato entro il giorno 16 di ciascun mese relativamente ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione. Tale regola non vale per i documenti di acquisto relativi a operazioni effettuate nell'anno precedente il cui diritto alla detrazione sorge a partire dall'anno di ricevimento della fattura.

4. Sanzioni in materia di fatturazione elettronica. L'entrata in vigore dell'obbligo generalizzato di emissione della fattura elettronica dal 1/1/2019 non sarà prorogata. Pertanto, ai fini di "ridurre gli effetti negativi dei possibili ritardi nell'adeguamento dei sistemi informatici", viene previsto che per il primo semestre del periodo d'imposta 2019, le sanzioni previste in materia di mancato rispetto degli obblighi di fatturazione elettronica, non si applicano se la fattura è emessa (inviata allo SDI) in modalità elettronica entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica. Sarà applicata invece la sanzione del 20% se la fattura elettronica è emessa (inviata allo SDI) entro il termine di effettuazione della liquidazione Iva del periodo successivo.

5. Obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi. Le imprese che esercitano attività di commercio al minuto e attività assimilate, saranno tenute alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri. Per i soggetti con volume d'affari superiore a 400.000 € l'obbligo scatterà dal 1/7/2019 mentre per tutti gli altri l'obbligo entrerà in vigore dal 1/1/2020. L'obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica consentirà il superamento degli obblighi di registrazione dei corrispettivi nell'apposito registro. Con decreto del MEF potranno essere previsti specifici esoneri da tale obbligo in funzione dell'attività esercitata o delle eventuali carenze territoriali di connettività internet. Per l'acquisto o l'adattamento degli strumenti informatici delle imprese per adempiere all'obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, è previsto il riconoscimento di un contributo, per il tramite del fornitore, di 250 € per l'acquisto o 50 € per l'adattamento per ogni strumento.

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Scadenze rottamazione ruoli

Si ricorda che il prossimo 1° ottobre 2018 (il 30 settembre cade di domenica) scade il termine per il pagamento della quinta e ultima rata della definizione dei ruoli (prima rottamazione DL 193/2016) e della seconda rata della nuova rottamazione (per i ruoli gen-set. 2017).

Di seguito si riporta un riepilogo sintetico delle prossime scadenze:

 

Scadenza

Tipo sanatoria

Pagamento

     

01/10/2018

Prima rottamazione DL 193/2016 (carichi 2000-2016)

5^ rata (ultima)

01/10/2018

Rottamazione DL 148/2017 (carichi gen-sett. 2017)

2^ rata pari al 20%

     

31/10/2018

Rottamazione DL 148/2017 (carichi gen-sett. 2017)

3^ rata pari al 20%

31/10/2018

Rottamazione DL 148/2017 (carichi 2000 - 2016)

1^ rata pari al 40%

31/10/2018

Rottamazione a seguito di regolarizzazione rateizzazioni

1^ rata pari al 40%

     

30/11/2018

Rottamazione DL 148/2017 (carichi gen-sett. 2017)

4^ rata pari al 20%

30/11/2018

Rottamazione DL 148/2017 (carichi 2000 - 2016)

2^ rata pari al 40%

30/11/2018

Rottamazione a seguito di regolarizzazione rateizzazioni

2^ rata pari al 40%

     

28/02/2019

Rottamazione DL 148/2017 (carichi gen-sett. 2017)

5^ rata pari al 20%

28/02/2019

Rottamazione DL 148/2017 (carichi 2000 - 2016)

3^ rata pari al 20%

28/02/2019

Rottamazione a seguito di regolarizzazione rateizzazioni

3^ rata pari al 20%

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Credito d’imposta pubblicità (Art. 57-bis D.L. n. 50/2017)

Dal 2018 è stato istituito un credito d'imposta per le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali in relazione agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali (articolo 57-bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e successive modificazioni).
Per beneficiare dell'agevolazione è necessario che l'ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari realizzati superi almeno dell'1% l'importo degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi d'informazione nell'anno precedente.

Il credito d'imposta spetta anche in relazione agli investimenti effettuati, esclusivamente sulla stampa (anche online), dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017, rispetto agli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo dell'anno 2016.
Il credito d'imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start-up innovative. Se l'ammontare complessivo dei crediti richiesti dovesse superare l'ammontare dei fondi stanziati, si provvederà a una ripartizione percentuale delle risorse tra tutti i richiedenti aventi diritto, con la possibilità, quindi, di liquidare un credito d'imposta inferiore a quello richiesto.

Per fruire del credito d'imposta, i soggetti interessati devono presentare:

· la "Comunicazione per l'accesso al credito d'imposta", contenente i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell'anno agevolato

· la "Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati" per dichiarare in autocertificazione che gli investimenti indicati nella comunicazione per l'accesso al credito d'imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell'anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti richiesti dal Regolamento approvato.

Per il 2017 va presentata esclusivamente la Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati.

Limiti e condizioni

Il sostenimento delle spese deve risultare da un'apposita attestazione rilasciata dai CAF legittimati a rilasciare il visto di conformità, ovvero dai revisori legali. L'utilizzo del credito d'imposta è previsto solo in compensazione tramite il modello F24.

Quando presentare la comunicazione

La comunicazione per l'accesso al credito d'imposta e la dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati sono presentate al Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tramite i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate, direttamente o tramite i soggetti incaricati in base a quanto previsto dal D.P.R. n. 322 del 1998.

Sia per gli investimenti effettuati nell'anno 2017 che per quelli effettuati o da effettuare nell'anno 2018, la comunicazione per l'accesso al credito d'imposta deve essere presentata dal 22 settembre al 22 ottobre 2018.
Entro gli stessi termini va presentata la "Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati" per gli investimenti effettuati nell'anno 2017, mentre quella relativa agli investimenti effettuati nell'anno 2018 è presentata dal 1° al 31 gennaio dell'anno 2019.

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Disposizioni dell’area fiscale tratte dal Decreto Legge 12 luglio 2018 n.87 - in vigore dal 14 luglio 2018

Recupero del beneficio dell’iper ammortamento in caso di cessione o delocalizzazione degli investimenti

Viene previsto l’intero recupero degli iper ammortamenti goduti (no super), nel caso in cui i beni agevolati siano ceduti a titolo oneroso, o destinati a strutture produttive situate all’estero, entro il periodo di fruizione dell’agevolazione. Cambia quindi radicalmente la norma in essere, e nel caso di cessione o trasferimento dei beni all’estero entro il periodo di fruizione dell’agevolazione, il contribuente, attraverso una variazione in aumento del reddito imponibile, dovrà restituire l’intera agevolazione goduta fino a quel momento. La variazione in aumento interverrà nella DR relativa al periodo nel quale è stata posta in essere la cessione o il trasferimento dei beni, non sono previste sanzioni e interessi.

La restituzione dell’iper ammortamento non è dovuta quando:

  • la cessione o trasferimento dei beni avviene successivamente al termine di fruizione della maggiorazione del costo;
  • la cessione del bene iper ammortizzabile è “sostituita” da altro bene iper ammortizzabile (ai sensi dei commi 35 e 36 della legge di stabilità anno 2018).
  • lo spesometro relativo al terzo trimestre 2018 può essere trasmesso telematicamente all’Agenzia entro il 28 febbraio 2019, in luogo del 30 novembre (la scadenza, infatti, è entro il secondo mese successivo al trimestre), ossia nello stesso termine previsto per l'invio dei dati del quarto trimestre;
  • per i soggetti che optano per la cadenza “semestrale”, i termini sono fissati rispettivamente al 30 settembre 2018 in relazione ai dati del primo semestre ed al 28 febbraio 2019 per l’invio dei dati relativi al secondo semestre.

La nuova disposizione trova applicazione per gli investimenti effettuati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto.

Disposizioni in materia di accertamento sintetico e redditometro

Sono introdotte disposizioni finalizzate alla revisione del redditometro attraverso l’abrogazione del decreto 16 settembre 2015 che individua le modalità applicative dell’accertamento sintetico delle persone fisiche (redditometro), di cui all’art. 38 comma 5 DPR 600/1973, nello specifico gli elementi indicativi di capacità contributiva.

La norma abrogativa rende inefficaci le disposizioni di tale decreto per i controlli da effettuare in relazione al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2016 e seguenti.

Restano, invece, ancora applicabili le disposizioni del decreto agli inviti per fornire dati e a comparire in relazione alle annualità precedenti il 2016 ed agli atti già notificati anche se riferiti ad annualità successive al 2015, né sarà possibile chiedere il rimborso di somme già pagate.

L’abrogazione del Decreto del 16 settembre 2015 è accompagnata dall’introduzione di un’integrazione al comma 5 dell’art.38 DPR 600/1973 che, confermando la revisione biennale degli elementi indicativi di capacità contributiva, prevede che gli stessi siano predisposti dopo aver sentiti l’ISTAT e le associazioni dei consumatori.

Pertanto, fino all’anno 2015 continua ad applicarsi il vigente redditometro mentre per le annualità successive verranno introdotte altre modalità.

Si sottolinea che non è stato oggetto di modifica il comma 4 dell’art.38, il quale prevede la possibilità di determinazione sintetica del reddito complessivo sulla base delle spese sostenute dal contribuente nel corso del periodo d‘imposta.

Disposizioni in materia di invio dei dati delle fatture emesse e ricevute (c.d. Spesometro)

Nuovi termini per lo spesometro 2018. Con il decreto in esame viene, infatti, “ridefinita” la tempistica concernente l'obbligo di trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute (il c.d. “spesometro”), di cui all' articolo 21 del D.L. 78/2010. Obbligo, peraltro, già giunto al capolinea per effetto della legge di Bilancio 2018 che ne aveva previsto l’abrogazione a partire dal prossimo 1° gennaio 2019 (articolo 1, comma 916 della L. 205/2017): con l’avvento della fattura elettronica, infatti, l’adempimento diventa superfluo.

Con il novello decreto, dunque, è stato disposto che:

 

lo spesometro relativo al terzo trimestre 2018 può essere trasmesso telematicamente all’Agenzia entro il 28 febbraio 2019, in luogo del 30 novembre (la scadenza, infatti, è entro il secondo mese successivo al trimestre), ossia nello stesso termine previsto per l'invio dei dati del quarto trimestre;

per i soggetti che optano per la cadenza “semestrale”, i termini sono fissati rispettivamente al 30 settembre 2018 in relazione ai dati del primo semestre ed al 28 febbraio 2019 per l’invio dei dati relativi al secondo semestre.

 

 

calendario invii spesometro 2018

 

 

 

Split payment liberi professionisti

Ritorno al passato per lo “split payment”. Per effetto del decreto in esame, infatti, restano fuori dal perimetro del meccanismo i compensi per prestazioni di servizi - rese a P.A. - assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 25 del DPR 600/1973. Viene, così, ripristinato l’articolo 17-ter del DPR 633/1972 nella versione antecedente alla modifica apportata dal D.L. 50/2017.

In pratica, i professionisti, in relazione alle operazioni fatturate dal 14/07/2018, torneranno a riscuotere l'Iva sui compensi fatturati alle amministrazioni pubbliche e agli altri soggetti destinatari dello split payment.

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La disciplina dei “beni significativi” dopo l’interpretazione autentica della Legge di Stabilità 2018 (CM n. 15 del 12/07/2018)

L’Agenzia delle Entrate fa maggior chiarezza sui beni significativi DM 29/12/1999 e su come incidono nella agevolazione Iva al 10% avente ad oggetto gli interventi di manutenzione ordinaria/straordinaria realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata dipendenti da contratto di appalto, di prestazione d’opera e di fornitura con posa.

Parti staccate

Con un’interpretazione autentica, la Legge di Stabilità 2018 ha confermato che per individuare la base imponibile su cui applicare l’aliquota Iva del 10% ovvero quella del 22%, non va sommato al valore dei beni significativi quello delle “singole parti o pezzi staccati che li compongono”. Questa regola, però, vale solo se la parte staccata del bene significativo “da installare” ha un’autonomia funzionale rispetto al bene significativo stesso. Se, invece, la parte staccata concorre alla normale funzionalità del bene significativo “da installare” (quindi, non ha propria autonomia funzionale), il suo valore deve confluire, ai fini della determinazione dell’aliquota Iva del 10%, nel valore dei beni,

La novità della Circolare è rappresentata dagli esempi concreti in essa portati, che contribuiscono a fugare dubbi sinora irrisolti.

L’Agenzia ritiene pertanto che le tapparelle ovvero analoghi sistemi oscuranti quali scuri o veneziane sono manufatti generalmente autonomi rispetto agli infissi (beni significativi), con la conseguenza che il loro costo può essere ricompreso nel valore della prestazione di servizio, ai fini del calcolo IVA.

Le stesse considerazioni valgono per gli interventi di manutenzione aventi ad oggetto l’installazione di zanzariere, parimenti ritenute funzionalmente autonome rispetto agli infissi.

Nel diverso caso in cui i beni sopra citati fossero strutturalmente integrati negli infissi, il loro valore, ai fini dell’applicazione dell’aliquota agevolata, deve confluire in quello dei beni significativi.

Grate di sicurezza e inferriate, invece, non sono considerate né componente funzionalmente autonoma degli infissi né infissi, pertanto l’Agenzia ritiene che in ogni caso la loro installazione rimane soggetta all’agevolazione del 10% insieme al valore della prestazione a prescindere.

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L'Agenzia fornisce i chiarimenti in merito all'applicazione degli studi di settore per il 2017

L'Agenzia delle entrate ha emanato la circolare annuale (CM n. 14 del 06/07/2018) con i chiarimenti relativi all'applicazione degli studi di settore relativamente al periodo d'imposta 2017.

La circolare ripercorre i contenuti principali delle modifiche effettuate agli studi per il 2017 per consentire l'attualizzazione dei già noti correttivi congiunturali e l'introduzione di quelli per le imprese minori che hanno adottato il regime di cassa (non con il metodo del "registrato"), nonché delle modifiche resesi necessarie per l'aggiornamento delle analisi territoriali per tenere conto dell'istituzione di nuovi Comuni e Province.

Nel corso del 2017 nessuno studio è stato revisionato, tuttavia, le modifiche introdotte intervengono anche sulle stime dei ricavi e dei compensi e possono quindi determinare, a parità di condizioni/dati, esiti diversi sia nell'applicazione degli studi di settore che dei Parametri.

In attesa dell'approvazione, entro fine anno, dei rimanenti Indici di Affidabilità (cd. ISA) che consentirà la loro applicazione per il periodo d'imposta 2018 per tutte le imprese e i professionisti già soggetti a studi e a parametri, la circolare dell'Agenzia conferma di fatto le indicazioni fornite negli scorsi anni in materia di studi anche per il periodo d'imposta 2017, che sarà quindi l'ultimo anno di applicazione degli studi di settore.

Valgono quindi anche per il 2017 le regole del cd. regime premiale secondo le regole già applicate lo scorso anno e che consentiranno alle imprese congrue (anche a seguito di adeguamento), normali e coerenti di usufruire dei benefici previsti che, com'è noto, sono particolarmente interessanti.

L'Agenzia si sofferma infine sulle comunicazioni di anomalia inviate ai contribuenti che l'analisi centralizzata dei dati relativi al triennio 2014-2016, ha fatto emergere anomalie negli esiti o incongruenze dei dati dichiarati. Tali comunicazioni sono quindi finalizzate a consentire al contribuente di valutare la specifica situazione segnalata e, nel caso, evitare errori o modificare i comportamenti sul prossimo dichiarativo, nonché eventualmente valutare l'opportunità di correggere, mediante ravvedimento, gli errori commessi nei dichiarativi relativi alle annualità pregresse.

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Proroga fattura elettronica solo per i distributori stradali di carburante: cosa è importante sapere.

Il decreto legge 79 del 28 giugno ha previsto alcune proroghe in merito agli obblighi di fatturazione elettronica.

In sintesi le disposizioni prevedono:

  • Lo slittamento al 1° gennaio 2019 dell’obbligo di emissione della fattura elettronica per le cessioni di carburante per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione;
  •  Lo slittamento al 1° gennaio 2019 della abrogazione della “carta carburanti”.

Pertanto è confermata l’entrata in vigore dal 1° luglio 2018 dei seguenti obblighi:

  • Pagamento mediante strumenti tracciati degli acquisti di carburante per motori di qualsiasi tipo (non solo benzina e gasolio), anche se certificati da carta carburanti;
  •  Emissione della fattura elettronica per le cessioni di benzina e gasolio per trazione effettuate da soggetti diversi dagli impianti stradali di distribuzione (es. acquisti per rifornimento cisterne, rifornimento presso consorzi, ecc.);
  • Emissione della fattura elettronica per le prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di un contratto di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato con un'amministrazione pubblica.


I nostri Uffici sono a disposizione per ogni chiarimento e per attivare i canali informatici necessari per adempiere alle nuove disposizioni.

 

obblighi fatturazione elettronica

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Nuova circolare per chiarimenti in materia di split payment

È stata pubblicata la Circolare n. 9/E/2018 che apporta ulteriori chiarimenti sulle regole in materia di split payment. In particolare, la circolare illustra l'impatto delle norme introdotte dalla legge n. 172/2017, a partire dall'estensione, per le fatture emesse a partire dal 1° gennaio 2018, del meccanismo della scissione dei pagamenti a una serie di nuovi soggetti, dagli enti pubblici economici alle società partecipate pubbliche.

A seguito delle modifiche apportate dalla legge n. 172/2017, infatti, rientrano nell'applicazione della scissione dei pagamenti anche: 

  • • gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla personale
  • • fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70% o che comunque siano controllate da soggetti pubblici (è il caso, ad esempio, delle fondazioni attraverso cui gli Ordini professionali realizzano interessi collegati alle professioni che rappresentano)
  • • le società controllate direttamente o indirettamente dagli enti sopra elencati e dalle società soggette allo split payment
    • le società partecipate per una quota non inferiore al 70% da amministrazioni pubbliche e da enti e società soggette allo split payment. Questi enti, fondazioni e società si aggiungono ai soggetti precedentemente coinvolti dalla disciplina della scissione dei pagamenti, come le Pubbliche amministrazioni e le società quotate e inserite nell'indice FTSE MIB della Borsa italiana.

  • Si ricorda che il meccanismo della scissione dei pagamenti, introdotto dalla legge di Stabilità 2015, prevede che per gli acquisti di beni e servizi effettuati da soggetti "affidabili" l'Iva addebitata in fattura debba essere versata direttamente all'Erario dagli acquirenti e non più dal fornitore

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Modelli INTRASTAT: per definire la periodicità di presentazione le soglie sono distinte

Modelli INTRASTAT: per definire la periodicità di presentazione le soglie sono distinte

A partire dagli elenchi Intrastat riepilogativi delle operazioni relative al 2018 la periodicità degli elenchi va verificata distintamente per ciascuna categoria di operazioni (cessioni intracomunitarie, prestazioni comunitarie rese, acquisti intracomunitari, prestazioni di servizi comunitarie ricevute). Il superamento della soglia prevista per ciascuna categoria di operazione, per almeno uno dei quattro trimestri precedenti, comporta l'obbligo di presentazione mensile solo dei modelli Intrastat relativi a tale categoria.

Le soglie sono le seguenti:

- 200.000 euro per gli acquisti intracomunitari di beni;

- 100.000 euro per le prestazioni comunitarie ricevute;

- 50.000 euro per le cessioni intracomunitarie di beni;

- 50.000 euro per le prestazioni comunitarie rese.

Deve quindi intendersi non più valido l'orientamento in base al quale il superamento della soglia per una delle due categoria di operazioni attive (prestazioni comunitarie rese o cessione intracomunitarie di beni) comportava l'obbligo di presentazione mensile dei modelli per entrambe le categorie
Per maggiori informazioni, potete contattare Alessia Frabetti, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Precompilata 2018: proroga al 9 marzo per l’invio di alcuni dati

Precompilata 2018: proroga al 9 marzo per l’invio di alcuni dati

C'è tempo fino al prossimo 9 marzo (in luogo del 28 febbraio) per l'invio di alcuni dati relativi la predisposizione della dichiarazione precompilata. Si tratta, nello specifico, della comunicazione dei dati riguardanti le rette per la frequenza degli asili nido nonché degli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati su parti comuni di edifici residenziali e le spese sanitarie rimborsate. Tale proroga non avrà impatto sul calendario della campagna dichiarativa 2018.
Per maggiori informazioni potete contattare Alessia Frabetti, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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