Normative e Servizi

Microcredito con erogazione diretta di UNIFIDI E.R. per finanziare professionisti, lavoratori autonomi e microimprese (3)

La Regione Emilia Romagna ha assegnato in gestione ad Unifidi E.R. il Fondo per il Microcredito con risorse pari a 2 milioni di euro con la finalità di agevolare l'accesso al credito delle piccole imprese, professionisti e lavoratori autonomi.
Si tratta quindi di un sostegno concreto che la Regione ha voluto mettere a disposizione delle piccole iniziative imprenditoriali che favoriscano sviluppo, nuovi investimenti e crescita dell'occupazione nel nostro territorio.
Le spese finanziate riguardano principalmente gli investimenti in beni strumentali, investimenti in innovazione, soluzioni e prodotti ICT e sviluppo organizzativo, il pagamento di corsi di formazione, la liquidità aziendale legata allo sviluppo dell'attività - compreso il costo del personale aggiuntivo - con esclusione di operazioni di consolidamento passività e/o debiti fiscali. Le spese sono ammissibili con retroattività massima di 3 mesi antecedenti la data di presentazione della domanda, inoltre il progetto dovrà essere rendicontato entro 12 mesi dalla data di erogazione.
Il finanziamento - da un minimo di 5.000€ ad un massimo di 25.000€, con una durata compresa tra i 36 ed i 60 mesi viene erogato direttamente da Unifidi E.R. con la garanzia del Consorzio del 50%, minimi i costi di istruttoria e con interessi a tasso zero.
Il finanziamento può essere richiesto dai i seguenti soggetti:
- Lavoratori autonomi e liberi professionisti operanti in Regione che, alla data della domanda, siano titolari di partita iva da non più di cinque anni, con fatturato negli ultimi 12 mesi non superiore ad € 100.000. I liberi professionisti devono essere iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali o costituiti in forme aggregate tra professionisti con gli stessi requisiti delle imprese;

- Imprese individuali, società di persone, società a responsabilità limitata semplificata, società cooperative operanti in Regione, avviate da non più di cinque anni con fatturato negli ultimi 12 mesi non superiore ad € 200.000.
Il soggetto richiedente non dovrà avere un indebitamento di breve superiore a 50.000€.
Le domande possono essere presentate fino al 31 dicembre 2017 tramite Cna Servizi Finanziari Ferrara
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 0532/749111

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Proroga dei versamenti 2017. Riconosciuta l’estensione al lavoro autonomo e a tutti i tributi e contributi dovuti

Con il Comunicato stampa 131 del 26.07.2017 il Ministero dell’Economia e Finanze ha anticipato l'emanazione di un DPCM mediante il quale la proroga dei versamenti dal 21 luglio 2017 al 20 agosto 2017, con la maggiorazione dello 0,40%:

- verrà estesa anche ai lavoratori autonomi;

- riguarderà tutti i versamenti derivanti dalla dichiarazione dei redditi, dalla dichiarazione Irap e dalla dichiarazione in materia di imposta sul valore aggiunto.

Con lo stesso comunicato il MEF rende nota l'emanazione di un ulteriore DPCM, mediante il quale saranno prorogati al 31 ottobre 2017 sia il termine di trasmissione del modello 770 dei sostituti d’imposta, in scadenza il 31 luglio 2017, sia il termine di trasmissione del modello di dichiarazione delle imposte sui redditi e dell’IRAP in scadenza il 30 settembre 2017.

Cna ha già espresso il proprio giudizio  negativo sul susseguirsi di date e indicazioni operative relative alla proroga delle scadenze dei versamenti, che hanno creato notevoli difficoltà al le imprese nell’ottemperare ai propri adempimenti. Inoltre, solo a ridosso delle scadenze le richieste da noi presentate,  in particolare sulla estensione della proroga al lavoro autonomo, sono state accolte. Un risultato, questo, che dimostra come semplificare sia possibile. Auspicheremmo che ciò avvenisse in futuro, evitando pasticci normativi che creano confusione e ulteriori problemi alle imprese.

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Semplificazione Quanto costa ogni anno alle imprese la burocrazia. Il decalogo per la semplificazione

Ventidue miliardi l’anno. E’ il mostruoso costo che la burocrazia italiana scarica sulle imprese artigiane, micro, piccole e medie. Per semplificare, mediamente si tratta di 5mila euro l’anno a impresa, 16 euro al giorno, due euro all’ora. Lo certifica una indagine del Centro studi CNA dedicata a “Piccole imprese e Pubblica amministrazione: un rapporto (im)possibile”. Indagine condotta ad aprile su un campione, rappresentativo del settore, di 1035 imprese associate alla Confederazione (quattro su cinque con meno di dieci addetti) sul modello di un’analoga iniziativa svolta tre anni fa.

Spreco di tempo e di risorse

Per compiere tutti gli adempimenti richiesti dalla Pubblica amministrazione, nel 41,3% delle imprese coinvolte si bruciano fino a tre giorni lavorativi al mese, nel 32,2% fino a cinque, nel 9,1% fino a dieci e nel 6,8% oltre dieci, mentre nel 10,7% s’impiega meno di una giornata lavorativa. La consulenza di soggetti esterni è molto diffusa: il 46,5% delle imprese se ne avvale sempre (erano il 61,1% tre anni fa) e il 36,6% spesso (contro il precedente 32,2%).

Questo dispendio di tempo, risorse ed energie zavorra il sistema Paese: quasi nove imprese su dieci (l’89,7%) ritengono che la cattiva burocrazia costituisca un ostacolo serio alla competitività.

Leggi complesse & richieste ripetute

Ma quali sono gli elementi che pesano di più? La complessità delle norme rimane di gran lunga il principale problema sofferto: il 67,8% delle imprese boccia la qualità legislativa italiana sia per la scarsa chiarezza sia per la stratificazione, nel tempo, di provvedimenti spesso motivati dall’urgenza. A livello settoriale sono le imprese edili (74,3%) e i fornitori di servizi alle imprese (71,4%) a patire maggiormente la complessità delle norme. Tra i problemi più acuti, a grande distanza, la quantità elevata di informazioni (43,8%) chieste dall’amministrazione pubblica e la lentezza della macchina burocratica (27,5%). Una valutazione disomogenea a livello territoriale: i ritardi della Pubblica amministrazione nel fornire risposte sono sentiti come grave problema nel Mezzogiorno (48,2% delle imprese) ben più che nelle regioni settentrionali (24%).

La (lieve) inversione di tendenza

La foresta pietrificata, però, sta lentamente, molto lentamente,  tornando alla vita. I cambiamenti introdotti nella legislazione da due anni a questa parte (Delega fiscale, Jobs Act, Riforma della Pubblica amministrazione) sono giudicati in maniera positiva da quasi un’impresa su tre (29,5%) più di quante esprimono un parere negativo (22,4%), con una fetta di poco inferiore alla metà degli intervistati che non percepisce cambiamenti evidenti.

Nel campione di imprese che ha partecipato all’indagine la conoscenza delle semplificazioni introdotte è diversificata, anche perché alcune novità interessano solo settori specifici. Il tema fisco rimane il più caldo e anche il più noto: l’89,1% delle imprese che hanno partecipato all’indagine si dichiara a conoscenza delle novità. Seguono le nuove norme sul lavoro (61,4%), la riforma della Pubblica amministrazione (41,5%), le nuove disposizioni in tema di appalti (27,9%), che però interessano prevalentemente il settore costruzioni, e di ambiente (25,6%). La conoscenza delle semplificazioni non è sinonimo di apprezzamento: più di due terzi delle imprese ritengono che le procedure, in realtà, non siano state semplificate. Con il picco negativo del 72,8% per le norme ambientali, seguito dal 72,3% di bocciature per la riforma della Pubblica amministrazione, dal 71,3% per il nuovo Codice degli appalti, dal 62,4% per le novità nel mercato del lavoro, dal 60,7% per le modifiche introdotte in materia fiscale.

Il Durc online modello di successo

Utilizzati in maniera diffusa e molto apprezzati sono alcuni strumenti di semplificazione. Il 66,9% delle imprese che hanno partecipato al sondaggio ha usato il Durc online, il 34,9% lo sportello unico di interlocuzione tra impresa e Pubblica amministrazione, il 34,8% la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), il 19% il “silenzio-assenso”, il 9,7% la Conferenza dei servizi. A riscuotere i maggiori consensi tra le imprese è proprio la semplificazione auto-applicativa per eccellenza: il Durc online è giudicato “efficace” dal 76,4% degli intervistati (con il 52,3% di entusiasti che lo definiscono “molto efficace”). A seguire nella graduatoria di soddisfazione sono la Scia, promossa dal 54,2% delle imprese, e il “silenzio assenso”, uno strumento  valutato efficace dalla metà esatta delle imprese che lo hanno utilizzato.

Il consenso ottenuto dal Durc online dimostra che la semplificazione dei rapporti tra Pubblica amministrazione e imprese passa ormai, significativamente, per il sistema telematico, che garantisce un’interazione tempestiva e semplice tra soggetti pubblici e privati.

Imprese sempre più telematiche

Ormai un’impresa su tre (33,4%) riesce a sbrigare più della metà delle pratiche burocratiche online, contro il 28,7% di tre anni fa.  Il 95% degli intervistati usa abitualmente i siti della Pubblica amministrazione. Ma l’83,7% ritiene che le informazioni siano accessibili solo dopo una lunga ricerca (con il 5,7% che lamenta l’assoluta irreperibilità delle notizie utili). Il 62,2% delle imprese non ritiene adeguato il livello di informatizzazione del settore pubblico. Una maggiore e migliore informatizzazione porterebbe a risposte più chiare e tempestive da parte del 41% delle imprese, a una riduzione dei costi per il 34% e a una maggiore certezza nei tempo di conclusione dei procedimenti amministrativi per il 25%. 

Le macchine, però, non possono risolvere tutti i problemi. Non a caso, tra le priorità delle imprese che hanno partecipato alle indagini, svetta la maggiore qualificazione del personale pubblico (61,3%), seguita dall’adozione di modulistica standard sull’intero territorio nazionale (49,2%), dalla facilità di ottenere informazioni sullo stato di avanzamento delle procedure già avviate (34,7%) e dalla possibilità di pagare online tutti gli oneri connessi a servizi e/o adempimenti chiesti dall’amministrazione pubblica alle imprese (22,5%).

IL DECALOGO DELLA CNA PER LA SEMPLIFICAZIONE

  1. Migliorare la qualità della legislazione analizzando più attentamente il suo impatto, soprattutto su micro e piccole imprese
  2. Monitorare con cadenza annuale l’efficacia delle nuove misure per poter introdurre tempestivamente correttivi
  3. Adottare semplificazioni autoapplicative, che non prevedono il coinvolgimento di più soggetti, sull’esempio del Durc online
  4. Potenziare l’informatizzazione della Pubblica amministrazione rendendo i siti più accessibili e i contenuti più fruibili
  5. Far dialogare tra di lor le banche dati pubbliche per evitare la duplicazione delle richieste
  6. Permettere la compilazione esclusivamente per via telematica delle istanze
  7. Consentire il pagamento online di bolli e tariffe relative alle pratiche amministrative
  8. Proseguire e completare la standardizzazione della modulistica
  9. Accrescere la qualificazione dei dipendenti pubblici
  10. Applicare le sanzioni previste per i dipendenti pubblici in caso di inadempimenti

Scarica qui l'allegato dell'indagine 

 

http://www.cna.it/

 

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D.L. 50 convertito in L.n.96/2017, le novità della "manovrina"

E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 23/06/2017 la Legge n. 96 di conversione del DL n. 50/2017, c.d. "manovrina"
Il testo risultante appare parzialmente stravolto rispetto al Decreto in vigore dallo scorso 24 aprile 2017, di cui Vi avevamo già riassunto le principali disposizioni di carattere fiscale.

Nelle pillole che seguono abbiamo riproposto il contenuto precedente, opportunamente aggiornato al fine di tener conto delle significative novità introdotte in sede di conversione in Legge.

Scarica qui il documento

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ANF – nuovi livelli redditi per periodo 1 luglio 2017 – 30 giugno 2018

Con la circolare n. 87  del 18 maggio 2017, l’INPS comunica i nuovi livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare che avranno decorrenza a partire dal 1° luglio 2017.
Come noto, con riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali e ai parametri ad esse connessi, devono essere adeguati alle percentuale corrispondente alla variazione che si determina rapportando il valore medio dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all’anno precedente il mese di decorrenza dell’adeguamento, all’analogo valore medio relativo all’anno precedente non può essere inferiore a zero”.
In applicazione di tale principio, tenuto conto che la variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo tra l'anno 2015 e l'anno 2016 è risultata pari a – 0,1 per cento, restano fermi per l’anno 2017 i livelli reddituali contenuti nelle tabelle relative all’anno 2016, nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione, da applicare dal 1° luglio 2017 al 30 giugno 2018, alle diverse tipologie di nuclei familiari.

L’INPS ha pubblicato le nuove tabelle  in vigore per il periodo 1° luglio 2017 – 30 giugno 2018
contenenti i nuovi livelli reddituali, nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione, da applicare dal 1° luglio 2017 al 30 giugno 2018, alle diverse tipologie di nuclei familiari.
Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione.
I lavoratori dovranno provvedere a presentare le domande per la corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare (modello ANF/DIP), compilate con i nuovi redditi del nucleo familiare relativi all'anno 2016.
Il mod. ANF/DIP  è scaricabile dal sito INPS sezione modulistica.

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Cigo- modifiche al file CSV e apertura verso le attività cicliche

Con il messaggio n. 2276 del 1 giungo  2017, l’INPS interviene in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria per specificare che il file CSV è stato snellito nei contenuti e sarà prossimamente abolito in quanto sostituito dall’UNIEMENS. Novità in termini di semplificazione anche per i bollettini meteo e le aziende che sono soggette a cicli stagionali di produzione.
Cicli stagionali
La contrazione fisiologica dell’attività lavorativa derivanti dal settore in cui l’impresa opera, dal prodotto e dal mercato di riferimento di per sé ciclico, non è imputabile all’imprenditore o ai lavoratori e non deriva dalla negligenza o dall’imperizia degli stessi o dalle modalità organizzative dell’impresa. Tali aziende, soggette a contrazioni dell'attività lavorativa che si collocano in periodi ricorrenti dell'anno, se in possesso di tutti i requisiti previsti dalla normativa, possono accedere alla Cigo; l’andamento ciclico del settore o del prodotto di riferimento non può essere causa di rigetto della domanda di Cigo.
Le aziende che subiscono contrazione fisiologiche dell’attività lavorativa dovranno rappresentare tale situazione nella relazione tecnica, descrivendo i seguenti elementi:

  • la complessiva situazione aziendale con riferimento alle caratteristiche della produzione aziendale tenuto conto del settore merceologico, del prodotto e del mercato di riferimento;
  • il contesto economico e produttivo in cui l'impresa opera, con particolare riferimento al segmento di mercato in cui l'azienda si colloca, caratterizzato da processi produttivi soggetti a contrazione ciclica dell'attività;
  • precedenti dell'azienda nel ricorso alla CIG;
  • il numero di lavoratori posti in CIG rispetto all'organico complessivo e rapporto tra contratti di lavoro di natura stabile (a tempo indeterminato) all'interno dell'impresa e contratti di lavoro caratterizzati da temporaneità (un elevato numero di rapporti a tempo indeterminato rispetto a quelli di natura non stabile denoterebbe un'attività aziendale che comunque non è legata soltanto ai cicli del settore di riferimento);
  • continuità dell'attività aziendale.

ATTENZIONE rimane sempre escluso il lavoro stagionale che non può essere coperto da integrazione salariale

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OBBLIGO DI COMUNICAZIONE DEGLI INFORTUNI DI ALMENO UN GIORNO

La Legge 27 febbraio 2017 n.19 di conversione del DL 244/2016 (Mille proroghe 2017) ha disposto lo slittamento al 12 ottobre 2017 anche del termine di decorrenza dell'obbligo, a carico del datore di lavoro e del dirigente, della comunicazione in via telematica all'INAIL, a fini statistici e informativi, dei dati relativi agli infortuni che comportano l'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento.
Anche quest’obbligo è legato al D.M. 183/2016 sul SINP in vigore dal 12/10/2016.
L’obbligo decorre dai 6 mesi (prorogati a 12 mesi) successivi all’adozione del D.M. 183/2016, decorre quindi dal 12/04/2017 -> 12/10/2017 (art.18 co. 1, lett. r del TU sicurezza).
Il differimento è inteso a consentire che l'INAIL predisponga una corretta procedura telematica.

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Lavoratori italiani all'estero - Certificazioni di malattia rilasciate in Polonia a lavoratori assicurati in Italia

Relativamente alla certificazione di temporanea inabilità lavorativa di lavoratori assicurati in Italia che si ammalano in territorio polacco, risulta valido unicamente il modulo "ZUS-ZLA" rilasciato in modalità cartacea dall'Istituto Polacco di previdenza sociale (Zaklad Ubezpieczen Spolecznych - ZUS).
Certificazioni redatte su moduli differenti, da quelli espressamente concordati, saranno inoltrate direttamente dall'INPS all'Istituto polacco, il quale, a seguito delle proprie valutazioni di competenza, redigerà ed invierà all'Inps idonea certificazione di malattia, per il lavoratore interessato.
Gli ulteriori aspetti legati alla certificazione di malattia insorta all'estero sono confermati. 

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Prestazioni di lavoro occasionali - Libretto di famiglia e contratto di prestazione occasionale

In data 15 giugno 2017 il Senato ha approvato in via definitiva la conversione in legge del D.L. n.50/2017, c.d. "manovrina", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 23 giugno 2017 “ legge n. 96 del 21 giugno 2017”.In sede di conversione è stata introdotta una specifica disciplina inerente le prestazioni occasionali, destinata a colmare il vuoto lasciato dai buoni lavoro, abrogati dal 17 marzo scorso. Per "prestazioni di lavoro occasionali" si intendono le attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile, ai seguenti compensi esenti da imposizione fiscale:

a) per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;
b) per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro; Ai fini del computo di tale limite, i compensi erogati a pensionati, giovani studenti ed altre categorie elencate dalla legge, si considerano al 75%;
c) per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500 euro, entro il limite massimo di 280 ore di lavoro, pena la trasformazione del rapporto in tempo pieno e indeterminato.

Sono previste due forme di prestazioni occasionali:

- Il "Libretto Famiglia", che potrà essere utilizzato dalle persone fisiche non nell'esercizio dell'attività professionale o d'impresa, per il pagamento delle prestazioni occasionali rese da uno o più prestatori nell'ambito di piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione; assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità, insegnamento privato supplementare;

- il contratto di prestazione occasionale, per tutti gli altri utilizzatori, comprese quindi anche i professionisti e le imprese. Il ricorso al contratto di prestazione occasionale è vietato:

a) agli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
b) alle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese da particolari soggetti;
c) alle imprese dell'edilizia e di settori affini, esercenti attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, del settore delle miniere, cave e torbiere;
d) nell'ambito dell'esecuzione di appalti di opere o servizi.
Per l'accesso alle suddette prestazioni, gli utilizzatori e i prestatori sono tenuti a registrarsi e a svolgere i relativi adempimenti, anche tramite un intermediario di cui alla legge n. 12/1979, all'interno di un'apposita piattaforma informatica, gestita dall'INPS.
L'INPS provvede al pagamento del compenso al prestatore il giorno 15 del mese successivo a quello in cui sono state rese, nel limite delle somme previamente acquisite a tale scopo dagli utilizzatori.

Attraverso un comunicato dall'ufficio stampa del Governo Italiano è stato annunciato che  l'INPS emanerà entro il 30 giugno una circolare per illustrare le nuove procedure e varerà il 10 luglio la piattaforma telematica che non consentirà, a questo riguardo, l'insorgenza di abusi o di rapporti lavorativi irregolari.

Se tale cronoprogramma verrà rispettato, l'utilizzo effettivo delle nuove forme di prestazioni occasionali ("Libretto di famiglia" e "Contratto di prestazione occasionale" ) introdotte in sede di conversione in legge del D.L. n.50/2017 , sarà dunque possibile a decorrere dal 10 luglio 2017.

 

 

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Lavoro autonomo e lavoro agile

Il disegno di legge n.2233-B denominato "Lavoro autonomo", inerente "Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato", approvato in via definitiva dal Senato lo scorso 10.05.17 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale come legge 22 maggio 2017 n.81, senza alcuna modificazione.
Eccezion fatta per alcune disposizioni, la cui attuazione è demandata alla emanazione di appositi decreti ministeriali, la maggior parte dei contenuti della legge è in vigore dal 14.06.2017, giorno successivo a quello della sua pubblicazione in G.U.
Si rammenta che le disposizioni previste riguardano in particolare:
- la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale (transazioni commerciali, invenzioni del lavoratore, malattia, maternità, infortuni sul lavoro, DIS-COLL, determinazione del reddito, salute e sicurezza negli studi professionali, Co.co.co., ecc.);
- il lavoro agile (c.d. "Smart Working"), quale particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita con accordo tra le parti, eseguita in parte all'interno di locali aziendali e in parte all'esterno, senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, nel rispetto dei limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale previsti dalla legge o dalla contrattazione collettiva applicata in azienda.
Si segnala in proposito che l'accordo va comunicato al Centro per l'impiego tramite il consueto sistema delle C.O. che, tuttavia, non sono ancora state aggiornate allo scopo.

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