Normative e Servizi

Test gratuito sulla reputazione bancaria della tua azienda

Spesso dagli incontri con le aziende clienti, sono emerse problematiche inerenti alla gestione dei rapporti bancari:
– Segnalazioni negative in centrale rischi
– Peggioramento delle condizioni applicate
– Peggioramento del rating attribuito dalle banche
– Alcuni casi di riduzione affidamenti
Gestire correttamente il rapporto con le banche è vitale per le aziende, ma allo stesso tempo sta diventando sempre più difficoltoso. Tutti gli Istituti di credito devono infatti rispettare le normative europee di Basilea che prevedono norme sempre più restrittive.
Il primo elemento da analizzare è la centrale rischi.
Ecco che ai Soci CNA offriamo la possibilità di usufruire di un test gratuito per conoscere la reputazione bancaria dell'azienda.
Andremo ad effettuare insieme un check-up delle informazioni sulla sua azienda contenute in centrale rischi Banca d'Italia.


In base all'esito del test, si valuterà l'opportunità di approfondire per effettuare un'analisi dettagliata e ricercare le singole anomalie.
Se desidera effettuare il test, può contattare il Responsabile dell'Ufficio CNA di suo riferimento

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Test gratuito sulla reputazione bancaria della tua azienda

Spesso dagli incontri con le aziende clienti, sono emerse problematiche inerenti alla gestione dei rapporti bancari:
– Segnalazioni negative in centrale rischi
– Peggioramento delle condizioni applicate
– Peggioramento del rating attribuito dalle banche
– Alcuni casi di riduzione affidamenti
Gestire correttamente il rapporto con le banche è vitale per le aziende, ma allo stesso tempo sta diventando sempre più difficoltoso. Tutti gli Istituti di credito devono infatti rispettare le normative europee di Basilea che prevedono norme sempre più restrittive.
Il primo elemento da analizzare è la centrale rischi.
Ecco che ai Soci CNA offriamo la possibilità di usufruire di un test gratuito per conoscere la reputazione bancaria dell'azienda.
Andremo ad effettuare insieme un check-up delle informazioni sulla sua azienda contenute in centrale rischi Banca d'Italia.


In base all'esito del test, si valuterà l'opportunità di approfondire per effettuare un'analisi dettagliata e ricercare le singole anomalie.
Se desidera effettuare il test, può contattare il Responsabile dell'Ufficio CNA di suo riferimento

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Igiene alimentare: essere in regola ai controlli ispettivi

Le aziende del settore alimentare, al fine di garantire l'integrità igienica dei prodotti destinati al consumo, devono attuare un piano di autocontrollo per l'igiene alimentare, con applicazione del metodo HACCP e rispettare le normative di riferimento.

Per tutelare la sicurezza alimentare, gli organi ispettivi preposti eseguono controlli a campione o su segnalazione.

Anche per questo, l'impresa deve istituire un sistema documentato che possa dimostrare di aver operato in modo da minimizzare i rischi.

Per verificare preventivamente la tua impresa, la nostra Associazione ti mette a disposizione un servizio di consulenza e assistenza. Scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  e veniamo a farti un sopralluogo che ti farà sentire più tranquillo!

Rispondi alle seguenti domande per capire se è il caso di chiedere un nostro intervento:

In quale data ho eseguito il mio piano HACCP? Da allora è cambiato qualcosa? Ho implementato o eliminato lavorazioni? E' cambiata l'autorizzazione sanitaria? L'ho aggiornato? Cioè ho compilato le schede di autocontrollo previste?Gestisco correttamente la procedura di rintracciabilità degli alimenti?Ho esposto cartelli o etichettatura per gli alimenti allergeni?Eseguo il confezionamento di alimenti? Se sì, ho aggiornato l'etichetta ai sensi della normativa vigente?

 

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Incentivi alle assunzioni: opzioni per i datori di lavoro

Il quadro delle agevolazioni per le nuove assunzioni a tempo determinato e indeterminato è radicalmente cambiato nel 2017. In particolare, sono previsti nuovi incentivi per i datori di lavoro che operano nel Mezzogiorno e per l'assunzione di giovani in cerca di occupazione e che hanno svolto attività di alternanza scuola-lavoro.

Qui puoi scaricare una sintesi delle varie possibilità.

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Congedo di maternità - telematizzazione del certificato medico di gravidanza

L'INPS, con circolare n.82 del 4 maggio 2017, fornisce le istruzioni in merito alle modalità di trasmissione e consultazione telematica del certificato medico di gravidanza e del certificato medico di interruzione della gravidanza, mediante l'utilizzo dei servizi resi disponibili dall'Istituto stesso.
In particolare, vengono fornite istruzioni ai medici per la trasmissione telematica dei predetti certificati; alle donne e ai datori di lavoro per la consultazione, rispettivamente, dei certificati e degli attestati di gravidanza e di interruzione della gravidanza.
Periodo transitorio
L'INPS ha previsto un periodo transitorio di tre mesi, decorrenti dal 4 maggio 2017, durante il quale il medico può ancora rilasciare in forma cartacea sia i certificati di gravidanza che di interruzione della gravidanza.

Il medico certificatore deve rilasciare alla donna il numero univoco di certificato assegnato dal sistema, potendo eventualmente fornire alla stessa anche una copia cartacea:
a) del certificato medico di gravidanza o di interruzione della gravidanza;
b) delle rispettive attestazioni, prive della settimana di gestazione.
In allegato la nota di interpreta che spiega nel dettaglio le indicazioni fornite dall'INPS

Nei servizi on line dell'INPS è già presente la funzionalità oggetto della presente, è stata posta sotto "consultazione attestato di gravidanza/interruzione ( datore di lavoro).
Segnalatemi se le funzionalità sono le medesime della consultazione del certificato di malattia

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Unioni civili e convivenze di fatto - ANF, assegni familiari e assegno per congedo matrimoniale

L'INPS, con circolare n. 84 del 5 maggio 2017, fornisce specifiche indicazioni in merito alla concessione dell'Assegno per il nucleo familiare, degli assegni familiari e dell'assegno per congedo matrimoniale, in riferimento alle unioni civili tra persone dello stesso sesso e le convivenze di fatto, disciplinate dalla legge n.76/2016

I chiarimenti forniti riguardano in particolare:
- l'individuazione del nucleo di riferimento per le unioni civili;
- la determinazione del reddito complessivo per i nuclei familiari composti da genitori conviventi;
- il diritto all'assegno per congedo matrimoniale.
Il richiedente le prestazioni in oggetto potrà inoltrare domanda all'Inps in via telematica, seguendo le procedure già esistenti per le prestazioni di riferimento, dichiarando sotto la propria responsabilità lo stato di "coniuge", unito civilmente", convivente di fatto", ai sensi della legge n.76/2016.
Decorrenza
Le suddette disposizioni hanno effetto, ai fini del riconoscimento del diritto alle prestazioni pensionistiche e previdenziali e dell'applicazione delle disposizioni che le disciplinano, a decorrere dal 5 giugno 2016, data di entrata in vigore della legge n.76/2016. Anche se l'INPS non lo precisa, ciò significa che i lavoratori che ne hanno i requisiti, potranno chiedere gli assegni familiari arretrati da tale data.

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Variazione prognosi durata malattia – obbligatoria la rettifica del certificato

Con la circolare n. 79 del 2 maggio 2017, l'INPS è intervenuta circa l'obbligo di invio telematico di tutte le certificazioni di malattia: primo certificato, continuazione e anche certificato di rientro anticipato rispetto alla data di fine malattia precedentemente stabilita.
Variazione prognosi della malattia certificata
La data di fine prognosi costituisce il termine ultimo ai fini dell'erogazione della prestazione economica di malattia e rappresenta ovviamente un elemento "previsionale" sul decorso clinico e sull'esito dello stato patologico riportato in diagnosi.
Nell'ipotesi di un prolungamento dello stato morboso, il lavoratore provvede a farsi rilasciare dal medico uno o più certificati di continuazione per ottenere il riconoscimento della ulteriore tutela per malattia.
Allo stesso modo, nel caso di una guarigione anticipata, l'interessato è tenuto a richiedere una rettifica del certificato in corso, al fine di documentare correttamente il periodo di incapacità temporanea al lavoro.

Attenzione: In presenza di un certificato con prognosi ancora in corso, il datore di lavoro non può consentire al lavoratore la ripresa dell'attività lavorativa ai sensi della normativa sulla salute e sicurezza dei posti di lavoro
se non in presenza di un certificato medico di rettifica della prognosi originariamente indicata.
Affinché la rettifica venga considerata tempestiva, non è sufficiente che essa sia effettuata prima del termine della prognosi originariamente certificata, bensì è necessario che intervenga prima della ripresa anticipata dell'attività lavorativa.
Il dipendente assente per malattia che, considerandosi guarito, intenda riprendere anticipatamente il lavoro rispetto alla prognosi formulata dal proprio medico curante potrà essere riammesso in servizio solo in presenza di un certificato medico di rettifica della prognosi originariamente indicata, rilasciato ed inviato all'INPS dal medico prima di riprendere il lavoro.
Provvedimenti sanzionatori
Qualora a seguito dell'effettuazione di visita medica di controllo domiciliare disposta d'ufficio, l'Istituto venga a conoscenza del fatto che un lavoratore abbia ripreso l'attività lavorativa prima della data di fine prognosi contenuta nel certificato di malattia, senza aver provveduto a far rettificare la suddetta data, saranno applicate, nei confronti del lavoratore, le sanzioni già previste per i casi di assenza ingiustificata a visita di controllo.
Il lavoratore, inoltre, dovrà produrre una dichiarazione attestante la ripresa dell'attività lavorativa.

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Distacco estero – compilazione modello A1 – precisazioni INPS

Con il messaggio n.218 del 20.01.2016 l'INPS ha comunicato che sono stati predisposti nuovi modelli per il rilascio del certificato di legislazione applicabile (A1), aggiornato con le novità introdotte in materia dai regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009.

Il certificato A1 deve essere rilasciato nel caso in cui il lavoratore si rechi temporaneamente a lavorare in uno Stato membro dell'Ue, diverso da quello di provenienza (distacco), o nell'ipotesi di svolgimento dell'attività lavorativa in più Stati membri (lavoro contemporaneo).

I nuovi moduli per il rilascio del certificato di legislazione applicabile A1 , distinti per categoria di lavoratore, sono disponibili nell'area modulistica del sito internet dell'Istituto (www.Inps.it).
Si specifica che, trattandosi di modelli a compilazione dinamica, gli utenti, una volta aperto il file, nella prima pagina dovranno specificare la fattispecie per la quale si richiede il rilascio del certificato di legislazione applicabile.
Si riporta di seguito l'elenco delle casistiche riportate nella pagina iniziale:

1. Dipendente pubblico distaccato (Art.11 par.3/b)
2. Personale di volo e di cabina (Art.11 par.5)
3. Lavoratore subordinato distaccato (Art.12 par.1)
4. Lavoratore autonomo distaccato (Art.12 par.2)
5. Lavoratore subordinato che esercita un'attività in più Stati (Art.13 par.1)
6. Lavoratore autonomo che esercita un'attività in più Stati (Art.13 par.2)
7. Lavoratore autonomo e subordinato che esercita un'attività in più Stati (Art.13 par.3)
8. Dipendente pubblico che svolge attività di lavoro subordinato e/o autonomo in più Stati

(Art.13 par.4).

Una volta indicata la condizione soggettiva del lavoratore per il quale si chiede la certificazione di distacco, sarà possibile procedere nella compilazione delle pagine successive del modulo.

A tal riguardo, si precisa che le domande di distacco relative ai lavoratori subordinati (opzione 3.) potranno essere presentate solo dai datori di lavoro o dai soggetti delegati da questi ultimi alla gestione delle posizioni contributive (rappresentanti legali o consulenti del lavoro).
In questi casi, il modello, una volta compilato, dovrà essere inoltrato all'Inps tramite utilizzo della funzione cassetto bidirezionale disponibile, con accesso tramite PIN, tra i Servizi OnLine per la tipologia di utente "Aziende, consulenti e professionisti" presenti sul portale Inps www.inps.it, avvalendosi della funzionalità "contatti", oggetto "certificazioni di distacco".


In tutti gli altri casi (opzioni 1., 2., 4., 5., 6., 7., 8.), il modello A1 deve essere presentato dal diretto interessato ( dipendete , ecc) tramite utilizzo di pec o lettera raccomandata A/R alle strutture territoriali Inps competenti ( di residenza del lavoratore interessato al distacco) .
Inoltre, in tali casi, rimane la facoltà di presentare il modulo anche a mano presso gli sportelli
Inps di residenza, che provvederanno all'inoltro dello stesso presso le Strutture territoriali competenti al rilascio della certificazione A1.

Successivamente al messaggio del 2016 L'INPS, con messaggio n. 1605 del 12 aprile 2017 è dovuto intervenire per chiarire alcuni aspetti importanti sulla compilazione dei modelli A1 rilasciati a lavoratori, dipendenti da imprese di autotrasporto, che per motivi di lavoro sono inviati in Paesi comunitari e, in particolare, in Francia e Austria, in quanto l'utenza non li presentava correttamente.
In particolare ( come precisato al punto 14 della circolare INPS 83/2010) le disposizioni sull'esercizio dell'attività lavorativa in più Stati, contenute nell'art. 13 del Reg. 883/2004, si applicano a un gran numero di lavoratori e tra questi anche ai lavoratori dei trasporti internazionali.

Lavoratore distaccato e lavoratore che esercita un'attività in più Stati
Nello specifico, per quanto concerne i lavoratori in argomento, la situazione di distacco ricorre in tutti i casi in cui l'attività svolta all'estero di autotrasporto abbia carattere occasionale e temporaneo e venga esercitata esclusivamente nello Stato di occupazione (Stato di distacco).
Viceversa ricorre la situazione disciplinata dall'articolo 13 del regolamento 883, in tutti i casi in cui l'attività viene esercitata abitualmente in più Stati. In tale ipotesi occorre precisare che nel caso in cui l'attività si estenda a un nuovo Stato occorre richiedere un nuovo modello A1. Infatti, in base a quanto previsto dalla normativa comunitaria, l'Istituzione che rilascia il certificato A1, in base all'articolo 13, è tenuta a informare della propria decisione sulla legislazione applicabile le Istituzioni previdenziali di tutti gli Stati in cui il lavoratore eserciterà la propria attività, mediante l'invio a dette Istituzioni di una copia del certificato emesso.

Durata della certificazione A1
Per quanto riguarda la durata della certificazione si ritiene opportuno precisare che le disposizioni comunitarie prevedono:
- un limite di durata – 24 mesi- esclusivamente per le situazioni di distacco carattere occasionale e temporaneo – articolo 12 del regolamento 883/2004.
- durata illimitata - nell'ambito di applicazione dell'articolo 13 del medesimo regolamento, e cioè la certificazione rimane valida fino a quando la situazione del lavoratore non subisce variazioni rispetto a quella valutata al momento del rilascio della certificazione stessa.
Ovviamente le Strutture territoriali nei casi di rapporti di lavoro a tempo determinato dovranno limitare la durata della certificazione alla durata del contratto.

Presentazione della domanda
In base alle disposizioni comunitarie per la richiesta del modello A1 sono previste modalità differenti a seconda che:
- si tratti di distacco (articolo 12 del regolamento 883/2004) di carattere occasionale e temporaneo
la richiesta del modello A1 deve essere fatta dal datore di lavoro;

- di situazioni di lavoro in più Stati membri ( articolo 13 del medesimo regolamento)
la richiesta del modello A1 deve essere fatta dal lavoratore stesso, atteso che in quest'ultima situazione soltanto l'interessato, che può avere anche più datori di lavoro, può fornire all'ente previdenziale tutte le informazioni relative alle modalità di svolgimento dell'attività lavorativa e agli Stati membri dove l'attività viene abitualmente svolta.

Compilazione sezione relativa alle informazioni sullo Stato estero di occupazione
Nella sezione del modello A1 relativa alle informazioni sullo Stato estero presso cui viene svolta l'attività lavorativa, nei casi in cui, per il tipo di attività svolta, non sia possibile individuare il nome e l'indirizzo del datore lavoro presso il quale viene eseguita la prestazione lavorativa, dovrà essere indicato nel campo "Nome o ragione sociale " il nome del datore di lavoro distaccante mentre nel campo "Indirizzo" dovrà essere inserita la seguente dicitura: "senza indirizzo fisso".

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Liquidazioni periodiche IVA: proroga al 12 giugno in Gazzetta Ufficiale

Slitta al 12 giugno 2017 il termine di trasmissione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva relativi al primo trimestre del 2017: è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 124 del 30 maggio 2017 il D.P.C.M. che proroga la scadenza, originariamente fissata al 31 maggio. Il differimento del termine era stato confermato ufficialmente dal Ministero dell'Economia e delle finanze con un comunicato del 29 maggio 2017 ed è stato accordato per via dei problemi tecnici tuttora sussistenti in ordine all'invio delle suddette comunicazioni.

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Reverse Charge IVA, circolare-vademecum sulle sanzioni

Con la circolare n. 16/E le Entrate chiariscono il trattamento sanzionatorio previsto per ogni tipo di violazione in materia di reverse charge, alla luce delle modifiche apportate dal decreto legislativo n. 158/2015. Secondo un criterio di proporzionalità, ad essere colpite più duramente sono le violazioni commesse con un intento di evasione o di frode oppure che comportano l'occultamento dell'operazione o un debito d'imposta, mentre vengono punite in modo più mite le fattispecie irregolari per le quali l'imposta risulta comunque assolta.

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